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	<title>Last K’s Voice &#187; Sardegna</title>
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	<description>Weblog di Informazione Economica, Politica e d’attualita’</description>
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		<title>Ma quale dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Soru]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Posizioni contrapposte, rimpalli di responsabilita&#8217; per la mancanza di dialogo, impossibilita&#8217; di trovare una visione unitaria sulle proposte. No, non si tratta della situazione della politica nazionale tra maggioranza e opposizione, ma dei problemi interni al Pd. Come si puo&#8217; anche solo pensare di poter fare proposte di riforme alla maggioranza quando un accordo su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posizioni contrapposte, rimpalli di <strong>responsabilita&#8217; per la mancanza di dialogo</strong>, impossibilita&#8217; di trovare una <strong>visione unitaria</strong> sulle proposte. No, non si tratta della situazione della politica nazionale tra <strong>maggioranza e opposizione</strong>, ma dei <strong>problemi interni al Pd</strong>.</p>
<p><span id="more-693"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/partito-democratico.jpg" alt="Politica - Partito Democratico" />Come si puo&#8217; anche solo pensare di poter fare <strong>proposte di riforme</strong> alla maggioranza quando un accordo su queste proposte non lo si riesce a trovare neppure al proprio interno. Un partito che voleva distinguersi da quella <strong>Unione</strong> cosi&#8217; frammentata e litigiosa, ma che in realta&#8217; risulta essere semplicemente una sua <strong>fedele riproduzione</strong> in miniatura. Un <strong>Veltroni</strong> che doveva sedare gli animi del partito, per far emergere solo la <strong>sintesi delle correnti</strong>, con i suoi &#8220;<em>ma anche</em>&#8221; ha finito per legittimare <strong>tutte le posizioni</strong>, facendole emergere tutte e prevalere nessuna.</p>
<p>Le diverse posizioni cosi&#8217; legittimate a tentare la &#8220;scalata&#8221; hanno portato <strong>Massimo d&#8217;Alema</strong> nuovamente in primo piano, rientrera&#8217; attivamente (alla luce del sole) nel partito, perche&#8217; nell&#8217;ombra non e&#8217; certo stato meno attivo. Ora <strong>Walter Veltroni</strong> non ha piu&#8217; la forza necessaria (se mai l&#8217;avesse avuta) per <strong>bloccare le anime del Pd</strong>, chi uscira&#8217; vincitore in questa <strong>faida interna</strong>? Da questo dipenderanno anche le future alleanze. Per ora <strong>nessuno vuole esporsi troppo</strong>, ci sono le <strong>europee</strong> nel 2009, qualche <strong>amministrativa</strong> e le divisioni fanno perdere voti, meglio aspettare dunque. Meglio veramente? Forse no, lo si vede in <strong>Sardegna</strong>, una maggioranza divisa con gli alleati del Pd piu&#8217; soriani del Pd stesso, con alcuni ambienti del partito democratico <strong>decisamente contrari a Soru</strong>, ora e domani.</p>
<p>L&#8217;hanno voluto perche&#8217; gli altri erano <strong>impresentabili</strong>, impresentabili pero&#8217; che avrebbero voluto <strong>gestire Soru nell&#8217;ombra</strong>, muovendone i fili. Ma non tutti sono disposti a diventare marionette pur di avere una poltrona, poi i sanluresi sono molto <strong>orgogliosi e testardi</strong>, al limite del <em>bastiancontriarismo</em>. Forte anche per il consenso delle <strong>elezioni dirette del Presidente della Regione</strong> &#8211; dando cosi&#8217; per la prima volta il &#8220;potere&#8221; al Presidente e non ai partiti &#8211; <strong>Renato Soru</strong> e&#8217; andato dritto per la sua strada, non guardando in faccia nessuno, cercando di portare avanti la sua idea, il suo progetto. Che poi era esattamente quello proposto nel programma. Forse con troppa <strong>arroganza</strong>, certamente creando <strong>malumori</strong> all&#8217;interno della maggioranza, ma con <strong>coerenza</strong>. Ci sono stati problemi, quando si e&#8217; testardi si commettono errori, non si ascoltano i <strong>buoni consigli</strong>, ma neppure quelli <strong>cattivi</strong>, che sono di gran lunga piu&#8217; numerosi.</p>
<h5>Paura eh!?!</h5>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/soru.jpg" alt="Sardegna - Renato Soru" />Cosi&#8217;, all&#8217;ennesima <strong>remata contro</strong>, a torto o a ragione, martedi&#8217; scorso Soru <strong>si e&#8217; dimesso</strong>, provocando inizialmente la <strong>rabbia della maggioranza</strong>, e l&#8217;<strong>entusiasmo dell&#8217;opposizione</strong> sarda. Presto si e&#8217; fatto avanti il <strong>panico</strong> in ambedue gli schieramenti. Impreparati entrambi alle <strong>elezioni anticipate</strong>, mancanti entrambi di un <strong>progetto unitario</strong>, e ancor piu&#8217; <strong>senza un <em>leader</em></strong> che lo porti avanti. Panico anche nei vertici nazionali del Pd, <strong>Veltroni e d&#8217;Alema uniti dal panico</strong>, <strong>Migliavacca</strong> in rappresentanza spedito in Sardegna a <strong>discutere in segreto</strong> con il dimesso Soru. Ritirera&#8217; le sue dimissioni, questo e&#8217; certo, fara&#8217; la sua <strong>finanziaria</strong> (gia&#8217; scritta), una finanziaria bella corposa, e restera&#8217; l&#8217;unico candidato del Pd alle future elezioni regionali. Perche&#8217; lui e&#8217; testardo e non fa prevalere nessuna delle anime del Pd, quindi <strong>non va bene a nessuno, ma va bene a tutti</strong>.</p>
<p>In questa situazione, c&#8217;e&#8217; un <strong>grosso rischio</strong>, una bomba interna al Pd, locale e nazionale. Una <strong>bomba a frammentazione</strong>, capace di disgregare il partito, la cui minaccia impedisce a livello nazionale (e ostacola a livello locale) l&#8217;unita&#8217;, nelle visioni, nelle proposte, nelle decisioni e nelle azioni. Come puo&#8217; un <strong>partito confuso</strong> indicare un progetto, una strada, dimostrarsi credibile? Semplice, <strong>non puo&#8217;</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Male l&#8217;Italia, peggio il Mezzogiorno</title>
		<link>http://www.lkv.it/wp/archives/2008/07/22/male-litalia-peggio-il-mezzogiorno/</link>
		<comments>http://www.lkv.it/wp/archives/2008/07/22/male-litalia-peggio-il-mezzogiorno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 05:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rallentamento della crescita economica di cui soffre l&#8217;Italia, al Sud e&#8217; un problema ancor piu&#8217; drammatico. Il divario che ancora divide in due l&#8217;Italia indica un problema irrisolto, quello dei problemi strutturali dell&#8217;economia meridionale. A far emergere le differenze ci pensa il rapporto sull&#8217;economia del Mezzogiorno presentato il 18 Luglio dalla Svimez. Per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>rallentamento della crescita economica</strong> di cui soffre l&#8217;Italia, al Sud e&#8217; un problema ancor piu&#8217; drammatico. Il <strong>divario</strong> che ancora divide in due l&#8217;Italia indica un problema irrisolto, quello dei <strong>problemi strutturali dell&#8217;economia meridionale</strong>. A far emergere le differenze ci pensa il <strong>rapporto sull&#8217;economia del Mezzogiorno</strong> presentato il <strong>18 Luglio</strong> dalla <a class="esterno" href="http://www.svimez.it/" title="Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno">Svimez</a>.</p>
<p><span id="more-224"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/italia.jpg" alt="Economia - Italia" />Per il <strong>sesto anno consecutivo</strong> il <strong>Sud</strong> registra una <strong>crescita inferiore</strong> rispetto al <strong>Centro-Nord</strong>. La gia&#8217; lenta e difficile crescita del Nord al Sud e&#8217; addirittura peggiore. Infrastrutture ferme, disoccupati che smettono di cercare un&#8217;occupazione sparendo dalle statistiche, crescita del rischio di poverta&#8217;. Un quadro impietoso che emerge dal <em>Rapporto sull&#8217;economia del Mezzogiorno 2008</em>, presentato venerdi&#8217; 18 Luglio a Roma dall&#8217;<strong>Associazione per lo sviluppo dell&#8217;industria nel Mezzogiorno</strong> (Svimez).</p>
<p>Il Sud nel 2007 e&#8217; cresciuto di <strong>un punto in meno</strong> rispetto al Centro-Nord, la crescita e&#8217; stata infatti dello <strong>0,7 per cento</strong>, con un calo di <strong>0,4 pp</strong> (punti percentuali) rispetto al 2006. Il <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> cresce al Sud, ma con molte differenze, ampiamente positive (dato il contesto) la Puglia (+2 per cento), il Molise (+1,7 per cento) la Basilicata (+1,5 per cento) e la <strong>Sardegna</strong> (+1,3 per cento), ferme la Campania (+0,5 per cento) e la Sicilia (+0,1 per cento), in calo la Calabria (-1 per cento).</p>
<h5>Sardegna</h5>
<p>Le <strong>variazioni del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span></strong> sono state:</p>
<table class="tabela" border="1">
<caption>Variazioni percentuali del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span></caption>
<tr>
<td></td>
<td>2002</td>
<td>2003</td>
<td>2004</td>
<td>2005</td>
<td>2006</td>
<td>2007</td>
</tr>
<tr>
<td>Sardegna</td>
<td>-0,5</td>
<td>+2,7</td>
<td>+0,9</td>
<td>+2,5</td>
<td>+2,0</td>
<td>+1,3</td>
</tr>
<tr>
<td>Mezzogiorno</td>
<td>+0,4</td>
<td>-0,3</td>
<td>+0,6</td>
<td>+0,3</td>
<td>+1,1</td>
<td>+0,7</td>
</tr>
<tr>
<td>Centro-Nord</td>
<td>+0,5</td>
<td>+0,1</td>
<td>+1,8</td>
<td>+0,6</td>
<td>+2,1</td>
<td>+1,7</td>
</tr>
<tr>
<td>Italia</td>
<td>+0,5</td>
<td>0,0</td>
<td>+1,5</td>
<td>+0,6</td>
<td>+1,8</td>
<td>+1,5</td>
</tr>
</table>
<p>Il <strong><span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> pro capite</strong> e&#8217; stato:</p>
<table class="tabela" border="1">
<caption>Valori assoluti a prezzi correnti del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> per abitante</caption>
<tr>
<td></td>
<td>2002</td>
<td>2003</td>
<td>2004</td>
<td>2005</td>
<td>2006</td>
<td>2007</td>
</tr>
<tr>
<td>Sardegna</td>
<td>17.226,5</td>
<td>17.975,7</td>
<td>18.596,4</td>
<td>19.062,9</td>
<td>19.794,4</td>
<td>20.391,0</td>
</tr>
<tr>
<td>Mezzogiorno</td>
<td>15.260,2</td>
<td>15.621,5</td>
<td>16.082,0</td>
<td>16.501,1</td>
<td>17.019,4</td>
<td>17.482,8</td>
</tr>
<tr>
<td>Centro-Nord</td>
<td>26.781,6</td>
<td>27.365,8</td>
<td>28.216,4</td>
<td>28.656,9</td>
<td>29.475,1</td>
<td>30.380,9</td>
</tr>
<tr>
<td>Italia</td>
<td>22.660,7</td>
<td>23.181,3</td>
<td>23.919,5</td>
<td>24.372,1</td>
<td>25.109,3</td>
<td>25.882,1</td>
</tr>
</table>
<p>La Sardegna registra <strong>1 milione e 664mila abitanti</strong> nel 2007, con un tasso di incremento naturale negativo del <strong>-0,3</strong> (per 1000 abitanti), infatti il tasso di natalita&#8217; (8,1) e&#8217; inferiore a quello di mortalita&#8217; (8,4). A mitigare la differenza ci pensa il <strong>saldo migratorio</strong>, che registra un indice positivo (5,1). Interessante notare come il <strong>saldo migratorio interno</strong> sia passato da un valore negativo del -1,8 in media tra il 2000 e il 2005 ai dati positivi dell&#8217;1,7 del 2006 e dello <strong>0,3</strong> del 2007.</p>
<p>Il <strong>tasso di disoccupazione</strong> e&#8217; calato dal 10,8 per cento del 2006 al <strong>9,9 per cento</strong> del 2007, il dato sconfortante viene dallo <em>spread</em> tra tasso di disoccupazione maschile (8,5 nel 2006 e 7,2 nel 2007) e tasso di disoccupazione femminile (14,6 nel 2006 e 14,2 nel 2007). Stabile il <strong>tasso di occupazione</strong>, era del 52,3 per cento nel 2006 ed e&#8217; passato al <strong>52,8 per cento</strong> nel 2007. Diminuiscono invece gli <strong>irregolari</strong>, il tasso passa dal 21,4 per cento del 2006 al <strong>19,8 per cento</strong> nel 2007.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>infrastrutture</strong> l&#8217;insularita&#8217; si fa sentire solo per quanto riguarda gli <strong>aeroporti</strong>, dove fatto 100 l&#8217;indice nazionale, la Sardegna arriva a <strong>239,3</strong>, una cifra enorme, considerando il 110,7 del Centro-Nord e l&#8217;80,5 del Mezzogiorno. Insularita&#8217; che invece non si nota nei <strong>porti</strong> (<strong>77,8</strong> contro un 71,3 del Mezzogiorno e un 115,7 del Centro-Nord). Gravi problemi affliggono invece altre importanti infrastrutture, con le <strong>strade</strong> al <strong>71</strong>, contro il 101,6 del Mezzogiorno e il 98,9 del Centro-Nord. Ma soprattutto le <strong>ferrovie</strong>, ferme al <strong>4,6</strong>, mentre al Mezzogiorno sono al 64,7 e al Centro-Nord al 124,3. Problemi anche con la <strong>rete elettrica</strong>, nonostante la Sardegna sia un esportatore netto di energia, la rete e&#8217; al <strong>48,9</strong>, contro il 78,6 del Mezzogiorno e il 114,8 del Centro-Nord.</p>
<p>Bene il <strong>turismo</strong>, in aumento del <strong>12,5 per cento</strong> nel 2007 rispetto all&#8217;anno precedente, percentuale che sale al <strong>19,1</strong> se consideriamo solo le presenze turistiche straniere.</p>
<p>Bassi gli indicatori di <strong>spesa in ricerca e sviluppo</strong> (<strong>0,7 per cento</strong> del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span>, contro l&#8217;1,8 della media Ue a 27) e della <strong>popolazione con laurea</strong> (<strong>10,4 per cento</strong> contro l&#8217;22,7 della media Ue a 27). Molto buona invece la <strong>dotazione di innovazione nelle amministrazioni locali</strong>, grazie alle innovazioni di quest&#8217;ultimo Governo regionale, che ha portato a <strong>97,7</strong> la dotazione di Pc ogni 100 dipendenti (in Italia e&#8217; al 74,7) e al <strong>94,4</strong> per cento la diffusione di reti locali nei comuni (in Italia e&#8217; al 90,9 per cento).</p>]]></content:encoded>
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		<title>Soru: i fatti e le polemiche</title>
		<link>http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/21/soru-i-fatti-e-le-polemiche/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 17:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Soru]]></category>
		<category><![CDATA[Tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amministrazione regionale in questi ultimi quattro anni ha operato un risanamento di bilancio tagliando gli sprechi, e forse per questo calpestando qualche mano, che in questi sprechi aveva qualche interesse. Ha annullato ad esempio (tramite l&#8217;assessore Dirindin) una gara di 238 milioni di euro, che riguardava un contratto per 30 anni, fatto con un&#8217;azienda multinazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amministrazione regionale in questi ultimi quattro anni ha operato un <strong>risanamento di bilancio</strong> tagliando gli sprechi, e forse per questo <strong>calpestando qualche mano</strong>, che in questi sprechi aveva qualche interesse.</p>
<p><span id="more-98"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/soru.jpg" alt="Sardegna - Renato Soru" />Ha annullato ad esempio (tramite l&#8217;assessore Dirindin) una gara di <strong>238 milioni</strong> di euro, che riguardava un contratto per <strong>30 anni</strong>, fatto con un&#8217;azienda multinazionale che successivamente si e&#8217; trovata all&#8217;interno di scandali che hanno portato alla sostituzione di tutti i suoi manager. La gara annullata era stata fatta senza prima passare in Giunta, ma direttamente nel comitato direttivo di una Asl.</p>
<p>Sono state annullate gare (dal responsabile amministrativo) per <strong>45 milioni</strong> di euro riguardanti l&#8217;informatizzazione della Regione. Il bando di gara e&#8217; stato rifatto, e lo stesso servizio e&#8217; stato assegnato per circa 9 milioni di euro, con un risparmio quindi di ben 36 milioni, gara vinta tra l&#8217;altro da una societa&#8217; che aveva lavorato anche con la precedente amministrazione regionale, e in cui lavorano persone legate a politici del centrodestra regionale, ma quello fatto dalla precedente amministrazione per 45 milioni, l&#8217;attuale amministrazione l&#8217;ha fatto per 9.</p>
<p>Si e&#8217; intervenuti anche in un altro bando di gara, proveniente dalla precedente amministrazione, riguardante un progetto di nome Egos, costato circa 10 milioni, e&#8217; stato rivisto e rimodulato, tagliando l&#8217;ultima parte di questo assurdo progetto, risparmiando <strong>1 milione e 400mila euro</strong>. Taglio che riguardava la <strong>Tiscali</strong> che aveva vinto la partecipazione in quella gara con la precedente amministrazione. Quindi, in questi quattro anni di governo Soru, non solo Tiscali non ha mai vinto una gara, ma addirittura e&#8217; stato tagliato un contratto di piu&#8217; di un milione di euro.</p>
<p>L&#8217;amministrazione ragionale guidata da <strong>Renato Soru</strong> in questi anni ha attuato riforme di qui prima si e&#8217; sempre solo parlato, intervenendo in maniera massiccia sulla <strong>formazione professionale</strong>, sulla spesa, nella <strong>riqualificazione della spesa</strong>, tagliando rami secchi della <strong>pubblica amministrazione</strong>, ha chiuso societa&#8217; che non servivano a nulla e non rappresentavano nessuno, facendo a volte causa a dirigenti o amministratori nominati dalla Giunta e che non si volevano dimettere. Ha chiuso <strong>societa&#8217; ed enti inutili</strong>, o meno utili di quanto costavano. Riqualificando il <strong>bilancio regionale</strong>, consentendo di rientrare del deficit lasciato dalle scorse amministrazioni. E&#8217; andato a cercare le entrate della Regione, con un impegno e con risultati sotto gli occhi di tutti, non solo in Italia (nel libro &#8220;La Casta&#8221; di Rizzo e Stella addirittura si parla con un po&#8217; di ammirazione ed incredulita&#8217; di cio&#8217; che Soru e la sua amministrazione hanno saputo e potuto fare in Sardegna).</p>
<p>L&#8217;operato non si e&#8217; fermato qui, infatti rimangono importanti misure da prendere per quanto riguarda i <strong>consorzi industriali</strong>, notizia di questi giorni, nei <strong>consorzi di bonifica</strong>, e in tante altre parti dell&#8217;amministrazione regionale.</p>
<h5>Disoccupazione</h5>
<p>Il <strong>tasso di disoccupazione</strong> e sceso e cosa piu&#8217; importante e&#8217; salito il <strong>tasso di occupazione</strong>, e anche grazie ad <a class="esterno" href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_46_20070601180738.pdf" alt="PDF - 53 KB -" title="PDF - 53 KB -">una serie di interventi</a> si e&#8217; portato il tasso di disoccupazione <strong>sotto il 10 per cento</strong>, passando dal 15,6 per cento del 2004 all&#8217;attuale 8,7 per cento. Gli occupati sono oltre 35mila piu&#8217; del 2004.</p>
<p>Lo si nota bene dai seguenti grafici. Nel primo trimestre 2004 il <strong>tasso di disoccupazione</strong> era al <strong>15,9 per cento</strong>, al terzo trimestre del 2008 era al <strong>10,8 per cento</strong>, un calo di cinque punti percentuali, arrivando addirittura a scendere <strong>sotto il 10 per cento</strong> nel secondo e terzo trimestre 2007. Un dato molto positivo viene fuori dall&#8217;analisi del tasso disaggregato per sesso. Il <strong>tasso di disoccupazione femminile</strong> e&#8217; passato infatti dal <strong>21,4 per cento</strong> del primo trimestre del 2004 al <strong>13,2 per cento</strong> del terzo trimestre del 2008 (un calo della disoccupazione femminile di ben 8 punti percentuali). Il <strong>tasso di disoccupazione maschile</strong> e&#8217; sceso dal <strong>12,4 per cento</strong> del primo trimestre del 2004 al <strong>9,2 per cento</strong> del terzo trimestre del 2008.<br />
<img class="artic" src="http://www.lkv.it/opinioni/disoccupazione-in-sardegna.png" alt="Grafico 1 - Tasso di disoccupazione in Sardegna" /><br />
Fonte: dati Istat</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>tasso di occupazione</strong>, questo e&#8217; cresciuto, passando dal <strong>49,7 per cento</strong> del primo trimestre 2004 al <strong>53,2 per cento</strong> del terzo trimestre del 2008, toccando il livello record di <strong>54,2 per cento</strong> nel secondo trimestre del 2008. Anche in questo caso vediamo i dati disaggregati per sesso. L&#8217;<strong>occupazione maschile</strong> e&#8217; passata dal <strong>63,1 per cento</strong> (primo trimestre 2004) al <strong>64,2 per cento</strong> (terzo trimestre 2008), quella <strong>femminile</strong> e&#8217; passata dal <strong>36,3 per cento</strong> (primo trimestre 2004) al <strong>42,1 per cento</strong> (terzo trimestre 2008).<br />
<img class="artic" src="http://www.lkv.it/opinioni/occupazione-in-sardegna.png" alt="Grafico 1 - Tasso di occupazione in Sardegna" /><br />
Fonte: dati Istat</p>
<p>E&#8217; dunque falso dire che durante la presidenza Soru sia cresciuta la disoccupazione in Sardegna, e&#8217; infatti accaduto l&#8217;opposto, <strong>e&#8217; cresciuta l&#8217;occupazione ed e&#8217; scesa la disoccupazione</strong>. L&#8217;andamento non e&#8217; stato identico in tutti i settori ovviamente, pero&#8217; <strong>nel suo complesso l&#8217;occupazione e&#8217; cresciuta</strong>. Vediamo alcuni settori. Nell&#8217;<strong>agricoltura</strong> gli occupati nel primo trimestre del 2004 erano <strong>35mila</strong>, nel terzo trimestre del 2008 erano <strong>44mila</strong> (una crescita di <strong>9mila unita&#8217;</strong>). Nei <strong>servizi</strong> gli occupati sono passati dalle <strong>400mila</strong> unita&#8217; del primo trimestre del 2004 alle <strong>456mila</strong> unita&#8217; del terzo trimestre 2008 (una crescita di <strong>56mila unita&#8217;</strong>). Nell&#8217;<strong>industria</strong> si e&#8217; passati dalle <strong>140mila</strong> unita&#8217; del primo trimestre del 2004 alle <strong>120mila</strong> unita&#8217; del terzo trimestre del 2008. Il calo di <strong>20mila unita&#8217;</strong> nel settore dell&#8217;industria e&#8217; quasi interamente <strong>addebitabile al settore delle costruzioni</strong>, passato da <strong>70mila</strong> unita&#8217; del primo trimestre del 2004 a <strong>57mila</strong> unita&#8217; del terzo trimestre del 2008 (<strong>13mila unita&#8217;</strong> in meno). Il calo si e&#8217; registrato <strong>a partire dal secondo trimestre del 2008</strong>, quando nel settore delle costruzioni erano ancora occupate <strong>68mila unita&#8217;</strong>. Non e&#8217; dunque addebitabile al ppr, ma in parte al <strong>crollo del mercato immobiliare</strong> a livello non solo regionale. Comunque le 20mila unita&#8217; in meno delle costruzioni sono <strong>ampiamente compensate dalle 65mila unita&#8217; in piu&#8217; degli altri settori</strong>.</p>
<h5>La Legge Finanziaria 2008</h5>
<p>La <strong>finanziaria 2008</strong> non fa nuovi debiti, anzi paga i debiti passati fatti dalla scorsa amministrazione regionale di centrodestra.<br />
Nel 2004 le spese obbligatorie (<strong>tre miliardi 339 milioni</strong> di euro) gravavano per il 98,29% sulle entrate regionali proprie (tre miliardi 397 milioni di euro). Nel 2008 il rapporto e&#8217; <strong>sceso al 70,46%</strong>, liberando risorse per gli investimenti pari al <strong>30% delle entrate</strong> regionali proprie. La finanziaria destina oltre <strong>300 milioni</strong> di euro per le politiche sociali e <strong>600 milioni</strong> per il Piano per il lavoro. Vengono destinate <strong>nuove risorse ai comuni</strong>, fornendo loro risorse per pagare le bollette di acqua e rifiuti alle famiglie piu&#8217; bisognose, per la prima volta col bilancio della sanita&#8217; in equilibrio si destinano <strong>370 milioni</strong> di euro per avviare la costruzione di nuovi ospedali, a Sassari, a Cagliari, a San Gavino Monreale, ad Alghero, a Nuoro. Sono previsti <strong>contributi alle giovani coppie</strong> per comprarsi la casa, per ristrutturare una casa nel centro storico, per tornare a vivere i centri storici anche dei piccoli paesi. L&#8217;opposizione dice che e&#8217; una pessima finanziaria, ma credo che i sardi avranno modo di informarsi, vedere cosa da loro questa finanziaria e saranno in grado di giudicare.</p>
<h5>Il caso Saatchi &amp; Saatchi</h5>
<p>Il caso <strong>Saatchi &amp; Saatchi</strong> (multinazionale operante in piu&#8217; di <strong>80 Paesi</strong> e che cura la comuncazione di importanti enti e societa&#8217; come ad esempio l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite, la Toyota, le Poste Italiane, la Sony e Procter &amp; Gamble) e&#8217; stato ispirato da una <strong>lotta politica</strong> volto a infangare l&#8217;operato dell&#8217;amministrazione regionale guidata dal presidente <strong>Renato Soru</strong>.</p>
<p>Sul caso e&#8217; stata montata ad arte una campagna di disinformazione da parte dei piu&#8217; importanti organi di informazione isolani, <strong>Unione Sarda</strong> e <strong>Videolina</strong>, che tra l&#8217;altro appartengono ad una sola persona, <strong>Sergio Zuncheddu</strong> (palazzinaro di Burcei, forse proprio perche&#8217; immobiliarista e costruttore molto vicino a Berlusconi, contro il piano paesaggistico regionale e contro Soru).</p>
<p>La gara riguardava la <strong>pubblicita&#8217;</strong>, una cosa non nuova per la <strong>Regione Sardegna</strong> quando si lasciava pero&#8217; la decisione alla discrezionalita&#8217; del Presidente e dei singoli assessori che promuovevano la Sardegna solo in Sardegna, verso chi quindi la Sardegna la conosceva gia&#8217;, utilizzando societa&#8217; sarde, in questo modo migliorando i rapporti <strong>con i media sardi</strong>. Questa volta si e&#8217; deciso di mandare il messaggio soprattutto <strong>fuori la Sardegna</strong>, con una voce coerente, con un&#8217;immagine unitaria e in modo professionale, cose che non sono state perdonate a Soru da parte di chi aveva interessi affinche&#8217; la campagna di informazione restasse in Sardegna, sui media sardi.</p>
<p>Si e&#8217; quindi cominciato a dire che <strong>i costi per la pubblicita&#8217; erano troppi</strong>, salvo poi vedere che quello che si spendeva prima era lo stesso e molto meno di quanto altre regioni anche piu&#8217; piccole della Sardegna hanno speso soltanto per il turismo. La gara sulla pubblicita&#8217; in Sardegna comprendeva non solo il turismo, ma anche per promuovere l&#8217;artigianato e l&#8217;agroalimentare sardo.</p>
<p>Poi e&#8217; stato detto che tutto <strong>questo denaro avrebbe svantaggiato i media sardi</strong>, perche&#8217; la societa&#8217; vincitrice avrebbe avuto troppo potere e avrebbe quindi potuto esercitare un controllo e un&#8217;influenza sui media sardi, salvo poi notare come il bando dica chiaramente che solo il <strong>15-20 per cento</strong> deve essere speso in Sardegna, il resto deve appunto essere speso fuori se si vuol pubblicizzare la Sardegna a chi non la conosce. Quindi quel 20% non puo&#8217; certo essere un pericolo per controllare i media sardi.</p>
<p>Si e&#8217; addirittura parlato del fatto che la Saatchi non avrebbe la <strong>certificazione di qualita&#8217;</strong>, quindi, una societa&#8217; multinazionale, che fa la consulenza per la comunicazione di importanti Governi, dell&#8217;Onu, di importati societa&#8217; non avrebbe la certificazione di qualita&#8217;.</p>
<p>Si e&#8217; quindi portato fuori un fantomatico <strong>conflitto di interessi</strong>, perche&#8217; la Saatchi era conosciuta dalla Tiscali, la quale in realta&#8217; ha chiuso l&#8217;ultimo contratto con la Saatchi nel 2002 e nel 2003 anno in cui Soru lascia la Tiscali, la Saachi ha oparato solo per il residuale del contratto chiuso nel 2002.</p>
<p>La gara d&#8217;appalto riguarda una somma di circa <strong>55 milioni</strong> di euro, in un progetto di comunicazione di tre anni, di 18 milioni ogni anno, ma non significa che la Saatchi viene pagata 18 milioni ogni anno, ma Saatchi viene retribuita per la parte che le compete, che e&#8217; la <strong>progettazione</strong> di quella campagna, circa <strong>1 milione</strong> di euro all&#8217;anno per tre anni.</p>
<p>La dimensione dello scandalo reso enorme dalla disinformazione, riportato alla realta&#8217; <strong>risulta inconsistente</strong>, con una somma ridicola se rapportata al fatto che per questa somma, secondo chi ha creato ad hoc il finto scandalo, una multinazionale sarebbe entrata in una storia poco chiara, mettendo a repentaglio se stessa.</p>
<p>Una situazione veramente ridicola, e che visti anche le misure prese dalla Giunta riguardo precedenti gare di cui ho scritto prima fatte dalla precedente Giunta, quelli si che erano scandali, ma nessuno ne ha parlato, perche&#8217; fino ad ora non si e&#8217; agito con trasparenza e perche&#8217; gli interessi erano forti.</p>
<p>Concludendo quindi, attorno ad una progettazione di 3-4 milioni di euro, hanno creato un finto &#8220;caso&#8221;, senza sostanza.</p>
<p>Infatti la <strong>sentenza del TAR</strong> non ha annullato la gara, ha dichiarato la <strong>Saatchi</strong> non ammissibile alla gara, per mancanza di una certificazione (ISO 9001) nell&#8217;associazione temporanea di imprese con la <strong>Equinox</strong>, certificazione che evidentemente e&#8217; richiesta solo in Sardegna, visto che la Saatchi ha vinto gare per lo stesso compito in tutto il mondo, da poco in Gran Bretagna per la British Airways.</p>
<h5>La tassa sui beni di lusso</h5>
<p>Questo argomento l&#8217;ho <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/">gia&#8217; trattato ampiamente</a>, non mi sembra il caso di dilungarmi oltre.</p>
<h5>I rifiuti campani</h5>
<p>Il problema dei rifiuti della Campania non e&#8217; un problema solo di Napoli, ma dell&#8217;intero Paese, quando c&#8217;e&#8217; un <strong>grave problema</strong> il Paese deve rispondere, perche&#8217; siamo chiamati alla <strong>solidarieta&#8217;</strong>. La solidarieta&#8217; deve essere sentita da ogni cittadino e da ogni istituzione, tra l&#8217;altro alla solidarieta&#8217; ci richiama anche l&#8217;<em>art. 2</em> della Costituzione.</p>
<p>La polemica poi e&#8217; esagerata perche&#8217; i rifiuti sono esclusivamente <strong>rifiuti solidi urbani</strong>, nessun rifiuto pericoloso, nessun rifiuto industriale. Rifiuti tra l&#8217;altro smaltiti in sole 7 ore.</p>
<p>La situazione dei rifiuti in Sardegna oggi e&#8217; una situazione equilibrata, assolutamente <strong>sotto controllo</strong>, perche&#8217; ormai da tre anni e mezzo e&#8217; stata avviata la raccolta differenziata, partendo dal circa 0 per cento di tre anni fa al 30 per cento oggi, e si dovrebbe tra poco raggiungere il <strong>40 per cento</strong> appena sara&#8217; completata a Cagliari. Con l&#8217;obbiettivo di raggiungere il <strong>50 per cento</strong> nel 2009 e migliorare sempre di piu&#8217;. Questo fa si che ad oggi si porta in discarica il 40 per cento in meno di quanto si portava nel 2003-2004, significa che nel 2008 si portano in discarica <strong>300mila</strong> tonnellate in meno di rifiuti, rispetto al 2004. Quindi ospitarne <strong>7mila</strong> non e&#8217; un dramma. Tra l&#8217;altro bisogna considerare che <strong>la Sardegna esporta rifiuti</strong>, addirittura anche <strong>rifiuti nocivi</strong>, in quantita&#8217; ben superiore ai rifiuti solidi urbani importati dalla Campania.</p>
<p>Chi governa ed e&#8217; chiamato a decidere deve prendere le sue decisioni <strong>con responsabilita&#8217;</strong> anche se c&#8217;e&#8217; qualcuno che non le approva, anche a costo di <strong>rischiare la sua popolarita&#8217;</strong>.</p>
<p>La verita&#8217; e&#8217; che c&#8217;e&#8217; chi ha <strong>interesse a bloccare l&#8217;azione riformatrice</strong> portata avanti in questi quattro anni dalla Giunta Soru e che portera&#8217; <strong>vantaggi</strong> ai sardi ora e nel futuro.</p>
<h5>L&#8217;acquisto de l&#8217;Unita&#8217;</h5>
<p>L&#8217;Unita&#8217;, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, e&#8217; stato acquistato da Renato Soru. Il contratto sara&#8217; eseguito il 5 Giugno, ed entro 15 giorni nascera&#8217; la Fondazione L&#8217;Unita&#8217;. Il quotidiano vende in Sardegna circa 2000 copie, non rappresenta dunque un concorrente per gli altri quotidiani isolani. Soru ha dichiarato che rinuncera&#8217; a quei 6,4 milioni di euro all&#8217;anno percepiti sotto forma di finanziamento statale per i giornali di partito dal quotidiano.</p>
<h5>Tuvixeddu</h5>
<p>Con la <strong>sentenza del Consiglio di Stato</strong>, venne definita <strong>illecita</strong> la <strong>commissione paesaggistica</strong> che blocco&#8217; i lavori a <strong>Tuvixeddu</strong> e vennero sollevati problemi di <strong>eccesso di potere</strong> sull&#8217;affidamento del nuovo progetto a <strong>Gilles Clement</strong>. Una sentenza pesante che intima alla Regione, qualora volesse proseguire nella procedura volta all&#8217;estensione del vincolo, di tener conto delle indicazioni contenute nelle sentenze e quindi &#8220;<em>rinnovando la necessaria attivita&#8217; istruttoria avvalendosi degli organi tutti all&#8217;uopo competenti</em>&#8220;. La sentenza prosegue:</p>
<blockquote><p><cite>Sentenza Consiglio di Stato</cite><br />
&#8220;L&#8217;illegittimita&#8217; delle impugnate determinazioni non solo e&#8217; riconducibile a quanto sin qui indicato, ma anche al fatto che, come correttamente rilevato dal Tar, nel presente caso la &#8216;consultazione&#8217; del Comune ha avuto, in effetti, un rilievo solo formale, dal momento che la Commissione &#8211; da quanto emerge dai suoi lavori e, in particolare, dai verbali delle sedute del 29 gennaio 2007 e del 21 febbraio 2007, nel corso delle quali il Comune e&#8217; stato sentito &#8211; non ha tenuto in debito conto (tanto da non fornire, a ben vedere, alcuna motivazione al riguardo) quanto da quella stessa Amministrazione prospettato circa le problematiche legate allo travolgimento della locale programmazione urbanistica e, in particolare, al marcato ridimensionamento dell&#8217;accordo di programma quadro sottoscritto nel 2000, ai rilevantissimi conseguenti oneri per il Comune stesso (correlati anche all&#8217;onerosa restituzione ai privati delle aree), agli affidamenti che, negli anni, sono venuti consolidandosi al riguardo (anche a cagione della parziale esecuzione di una mole rilevante di lavori), occasionati dalle scelte (di cui al predetto accordo di programma) concordate non solo tra privati e Comune, ma anche e soprattutto con la stessa Regione e la locale Soprintendenza ai beni archeologici.&#8221;</p></blockquote>
<p>Inoltre, siccome &#8220;<em>l&#8217;accordo di programma del 2000 [...] costituiva un progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei Colli di S. Avendrace, finalizzata anche alla realizzazione di un parco archeologico e di un apposito museo, anche questo destinato ad essere paralizzato dai contestati interventi regionali, [...] la Regione non poteva ignorare tale rilevante circostanza e venire a paralizzare, di fatto, anche tale significativo intervento culturale &#8211; collocantesi, comunque, nella stessa ottica di quei progetti culturali, particolarmente significativi anche nell&#8217;interesse del Comune e della locale collettività, che il legislatore ha inteso, con le norme anzidette, debitamente valorizzare &#8211; senza neppure tentare la ricerca delle soluzioni più adeguate, consultando le altre parti coinvolte dall&#8217;accordo stesso e tenendo debito conto, al riguardo, delle rilevanti opere già realizzate dal Comune, ovvero dai privati</em>&#8220;.</p>
<p>Inoltre la sentenza fa riferimento anche al <strong>progetto di Gilles Clement</strong>, evidenziando il fatto che &#8220;<em>conteneva specifiche indicazioni operative che, se attuate, avrebbero inciso in termini sostanziali sul ripetuto accordo quadro</em>&#8220;. Si tratta &#8220;<em>di grave eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento, dal momento che l&#8217;imposizione del vincolo, con l&#8217;abbandono dei precedenti assetti progettuali concordati, appare preordinata, espressamente, alla realizzazione delle finalità al vincolo stesso sottese anche attraverso la conformazione a indicazioni contenute in uno specifico progetto di non definita origine</em>&#8220;. Prosegue la sentenza. &#8220;<em>La Giunta, di sua iniziativa, nel fare proprio il parere espresso dalla Commissione regionale, ha finalizzato puntualmente la propria azione alla realizzazione del progetto di tutela, conservazione e ripristino delle aree di cui si tratta secondo le indicazioni contenute nello studio del prof. Gilles Clement. Se e&#8217; stato richiamato nella stessa deliberazione di imposizione del vincolo e&#8217; evidente che lo studio doveva essere ben noto alla Regione nei suoi specifici contenuti e, logicamente, doveva averne avuto sostanziale approvazione, non essendo credibile che un progetto di riqualificazione areale di cosi&#8217; vasta portata e di ampio contenuto paesaggistico, storico, archeologico e culturale, oltre che urbanistico, possa essere stato richiamato nell&#8217;impugnata delibera senza che di esso la stessa Regione fosse pienamente consapevole e non ne avesse condiviso i peculiari contenuti</em>&#8220;.</p>
<p>Pero&#8217;, come segnala la stessa sentenza &#8220;<em>non e&#8217; dato comprendere &#8211; ne&#8217; alcuna indicazione in tal senso e&#8217; fornita negli atti oggetto di giudizio &#8211; in che modo, in assenza di alcuna formale iniziativa al riguardo e in difetto di ogni motivazione atta a consentire un idoneo scrutinio di legittimita&#8217; della scelta cosi&#8217; operata, possa essere stato individuato detto progetto e possa esserne stata prescritta l&#8217;osservanza</em>&#8220;.</p>
<p>Successivamente <strong>due mesi fa</strong> e&#8217; stata nominata una <strong>Commissione d&#8217;inchiesta consiliare</strong> costituita allo scopo di <strong>valutare gli atti compiuti dalla Regione</strong> in questa vicenda. Per fare luce su chi aveva dato le <strong>autorizzazioni per i primi lavori</strong> e valutare se quelle fossero in linea con le normative vigenti. Sarebbe corretto se l&#8217;indagine <strong>partisse dalle origini</strong> del caso Tuvixeddu, ossia da <strong>20 anni</strong> a questa parte, dal perche&#8217; e da quali interessi nacque quell&#8217;accordo e successivamente si analizzi il <strong>comportamento della Regione</strong>, per avere un quadro completo.</p>
<p>Ad oggi <strong>non sono emerse prove</strong> sul coinvolgimento della Regione con il progetto di <strong>Gilles Clement</strong>, non risulta un conferimento formale dell&#8217;incarico. Gli unici elementi emersi finora riguardano il <strong>pagamento di 50mila euro effettuato dal Banco di Sardegna</strong> a Gilles Clement, ma <strong>non costituisce elemento di indagine</strong> visto che la legge non impedisce a un privato di pagare un progetto fatto da un privato.</p>
<h5>Funtanazza</h5>
<p>Dopo che sull&#8217;<strong>Unione Sarda</strong> (seguita da <strong>Videolina</strong>) e&#8217; uscito un <strong>articolo polemico su Funtanazza</strong>, Soru ha annunciato di voler <strong>rinunciare</strong> al suo progetto di riqualificazione delle fatiscenti costruzioni dell&#8217;ex colonia per i figli dei minatori, con grande <strong>disappunto del Presidente della provincia del Medio Campidano e del sindaco di Arbus</strong>, che speravano in questo progetto per <strong>rilanciare quell&#8217;area</strong> che per il territorio poteva costituire un&#8217;<strong>opportunita&#8217; di sviluppo</strong>.</p>
<p><strong>Nessuna speculazione edilizia</strong>, i fatti e i documenti (consultabili presso il Comune) dicono che nel progetto <strong>non esistono villette</strong>, sono previste solo camere d&#8217;albergo, con una cubatura tra l&#8217;altro inferiore a quella che la legge consentirebbe. Inoltre dai documenti risulta che contrariamente a quanto scritto dal giornale (e ripreso da Videolina), <strong>Funtanazza non e&#8217; mai stata individuata ne&#8217; classificata come bene identitario</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>accordo di programma</strong> secondo <strong>Mauro Pili</strong> prevede che &#8220;<em>entro quattro mesi debbano essere chieste le concessioni edilizie e i lavori conclusi entro cinque anni. Tempi abbondantemente scaduti. Quel bene non e&#8217; piu&#8217; di Soru</em>&#8220;. In realta&#8217; leggendo l&#8217;accordo di programma, si nota che a suo tempo (giunta <strong>Palomba</strong>) <strong>non venne firmato</strong>, quindi <strong>non e&#8217; applicabile</strong>, inoltre anche se venisse applicato, il Comune dovrebbe acquistare il terreno <strong>a titolo oneroso</strong>. Inoltre quel vecchio piano fatto prima che il terreno lo acquistasse Soru, prevedeva una <strong>volumetria superiore di 70mila metri cubi</strong> rispetto al progetto di Soru presentato al Comune. Infine, come dichiara il sindaco di Arbus, &#8220;<em>la commissione edilizia non mai bocciato il progetto: e&#8217; stata semplicemente richiesta un&#8217;integrazione della documentazione presentata. Che, peraltro e&#8217; stata gia&#8217; consegnata ieri mattina [il primo Dicembre]</em>&#8220;. Insomma, <strong>l&#8217;Unione sarda e Videolina avrebbero diffuso notizie infondate</strong>.</p>
<p><small> <strong>Allegati</strong><br />
<a target="_blank" href="http://www.lkv.it/pdf/1_5_20060913131239.pdf">Testo della gara d&#8217;appalto</a> <img width="19" height="17" border="0" align="middle" alt="pdf" title="pdf" src="http://www.lkv.it/immagini/pdf.gif" /> &#8211; 604 KB -<br />
<a target="_blank" href="http://www.lkv.it/pdf/TAR-Saatchi-Equinox.pdf">Testo della sentenza del TAR</a> <img width="19" height="17" border="0" align="middle" alt="pdf" title="pdf" src="http://www.lkv.it/immagini/pdf.gif" /> &#8211; 118 KB -<br />
<a target="_blank" href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20080306144209.pdf">Consulta il Buras</a> <img width="19" height="17" border="0" align="middle" alt="pdf" title="pdf" src="http://www.lkv.it/immagini/pdf.gif" /> &#8211; 625 KB -<br />
<a target="_blank" href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_124_20080306143627.pdf">Consulta la Finanziaria 2008</a> <img width="19" height="17" border="0" align="middle" alt="pdf" title="pdf" src="http://www.lkv.it/immagini/pdf.gif" /> &#8211; 320 KB -</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>La tassa sui beni di lusso</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2006 18:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l'approvazione del maxicollegato alla manovra finanziaria 2006 (votata dalla maggioranza di Renato Soru ma criticata dall'opposizione) tre nuove tasse sui beni di lusso, in particolare legate al turismo e rivolte ai non residenti vanno a riempire le casse della Regione e dei Comuni svuotate in questi anni anche a causa di una vertenza tra Stato e Regione Sardegna non risolta nonostante le proteste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;approvazione del maxicollegato alla manovra finanziaria 2006 (votata dalla maggioranza di <strong>Renato Soru</strong> ma criticata dall&#8217;opposizione) tre nuove <strong>tasse sui beni di lusso</strong>, in particolare legate al turismo e rivolte ai non residenti vanno a riempire le casse della Regione e dei Comuni svuotate in questi anni anche a causa di una vertenza tra Stato e Regione Sardegna non risolta nonostante le <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2005/12/02/5000-sardi-a-roma/">proteste</a>.</p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/sardegna.jpg" alt="Sardegna" />Il 25% di tali nuove tasse andra&#8217; ai comuni, mentre il restante 75% andra&#8217; in un fondo di coesione territoriale gestito dalla Regione.</p>
<p>Verra&#8217; tassato il possesso e la vendita di <strong>seconde case</strong> ad uso turistico situate a meno di 3 km dal mare (per i non residenti). La tassa di proprieta&#8217; e&#8217; pagata in proporzione alla superficie dell&#8217;immobile, c&#8217;e&#8217; un&#8217;esenzione per i nati in Sardegna, e per i rispettivi coniugi e figli, anche se non nati in Sardegna. Per le vendite dei medesimi immobili si vendita si paghera&#8217; una plusvalenza del 20%.</p>
<p>Altri beni tassati saranno i <strong>jet privati</strong> e le <strong>barche</strong> che arrivano nei mesi estivi ( dal 1 giugno al 30 settembre) in Sardegna, la tassa sara&#8217; annuale per le imbarcazioni e sara&#8217; pagata ad ogni scalo per gli aerei privati. Sono previste delle esenzioni per le navi da crociera, per le imbarcazioni che sostano tutto l&#8217;anno nei porti sardi e quelle di lunghezza inferiore ai quattordici metri. Saranno esenti anche le imbarcazioni giunte nell&#8217;isola per partecipare a manifestazioni sportive.</p>
<p>Ora spetta al prossimo <strong>governo Prodi</strong> esaminare questa legge e dire se e&#8217; legittima oppure no. L&#8217;assessore regionale al Bilancio <strong>Francesco Pigliaru</strong> ha dichiarato &#8220;Se queste imposte genereranno un conflitto con lo Stato sara&#8217; questa l&#8217;occasione per ottenere il riconoscimento dei nostri diritti&#8221;.</p>
<p>A queste tre tasse sono state mosse numerose critiche, alcune si basano sul fatto che risultano <strong>inique</strong> perche&#8217; non badano al reddito ma al patrimonio, questa e&#8217; una giusta critica, altre critiche invece parlano di una possibile &#8220;fuga dei turisti&#8221; dalla Sardegna.</p>
<p>A queste critiche non so cosa rispondere, bisognerebbe avere dei dati sul turismo in Sardegna, vedere quanto incide sul <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">PIL</acronym></span> della Sardegna il turismo dei proprietari di seconde case sull&#8217;isola, quanti di questi venderanno a causa di questa nuova tassa, quanti smetteranno di venire in Sardegna a causa delle tasse sulle imbarcazioni e gli aerei privati. Dubito che i dati siano cosi&#8217; negativi da giustificare un allarmismo. Vedremo i dati di quest&#8217;anno sul turismo e li confronteremo con quelli dell&#8217;anno passato. Solo cosi&#8217; potremo dare un giudizio equilibrato su queste nuove tasse, altrimenti parliamo solo di aria fritta.</p>
<p>Tuttavia la tassa sulle seconde case e&#8217; stata posta per <strong>due ragioni</strong>. La <strong>prima</strong> e&#8217; per fare cassa, la <strong>seconda</strong> e&#8217; per tutelare un patrimonio pubblico goduto da privati. Queste case infatti si trovano in luoghi ora tutelati dalla Regione tramite il piano paesistico che impedisce la costruzione nelle coste. In questo modo chi gia&#8217; possiede una casa in queste coste si trova ad avere un terreno &#8220;in esclusiva&#8221; e questo ne aumenta il valore. Quindi potremo dire che la Regione non fa altro che prendersi questo maggior valore dato dall&#8217;ambiente, dalla sua bellezza e dalla sua purezza per rientrare in parte dei costi necessari per mantenerlo tale.</p>
<p>Certo e&#8217; che la crisi in cui si trova la Sardegna va risolta, e se per farlo si deve ricorrere a questo tipo di tassazione, allora, cercheremo di far aumentare i turisti che vengono in strutture ricettive, non sara&#8217; certo un problema. Anzi, potrebbe addirittura rivelarsi un bene, staremo a vedere.</p>
<p><small>Aggiornamenti:<br />
<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/#2giugno">2 Giugno 2006</a>;<br />
<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/#7febbraio">7 Febbraio 2007</a>;<br />
<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/#14febbraio">14 Febbraio 2008</a>;<br />
<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/#13maggio">13 Maggio 2008</a>.</small></p>
<p><a name="2giugno"></a><br />
<strong>Aggiornamento del 2 Giugno 2006</strong>: per correttezza riporto il testo delle risposte del governatore della Sardegna.</p>
<blockquote><p><cite>Renato Soru</cite><br />
&#8220;Non e&#8217; che noi vogliamo dividere l&#8217;Italia a fette e fare pagare come dei diritti di passaggio da una regione all&#8217;altra: ma il turismo in Sardegna, la seconda casa non e&#8217; un fatto marginale per la nostra regione, e il turismo per la nostra regione, in particolare il turismo costiero, non e&#8217; un fatto marginale. Il turismo e le seconde case rappresentano per la Sardegna quello che le piccole fabbriche, i piccoli capannoni, qualche volta i garage rappresentano per altre zone industriali del nostro paese. Sono un po&#8217; i piccoli capannoni del Veneto e cose di questo genere, sono le nostre piccole o microaziende dove molto spesso si fa di fatto attivita&#8217; turistica. E in mano a non residenti ne stimiamo adesso oltre 250 mila. Quindi non e&#8217; un fatto marginale, di un paio di case. Sono 250 mila, e&#8217; una parte importante del nostro tessuto economico. Diciamo che le seconde case sono il nostro &#8216;distretto degli occhiali&#8217;, e&#8217; il nostro distretto delle scarpe, e&#8217; il nostro distretto delle piastrelle. Noi quelle cose li&#8217; non ce le abbiamo e forse non ce le avremo mai. Abbiamo quest&#8217;industria turistica, in alcuni casi anche allo stato nascente della piccolissima impresa, della seconda casa o di due seconde case, dove si svolge attivita&#8217; turistica. E li&#8217; passano i nostri redditi, o il reddito prodotto in Sardegna, totalmente rimasto fuori dalla valutazione del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">PIL</acronym></span> della nostra regione e totalmente senza ricadute in questo momento per il bilancio della Regione. I proprietari di seconde case non solo non sono nemici ma sono nostri amici, li vorremmo anche piu&#8217; vicini. Vorremmo anche che chi ha la seconda casa in Sardegna, se uno ha la seconda casa in Sardegna, se vuole cambiare la residenza non paghera&#8217; nemmeno piu&#8217; la tassa sulla seconda casa. Quindi altro che se non sono nostri amici, li vogliamo addirittura piu&#8217; vicini. Vogliamo che una casa, una seconda casa di un continentale in Sardegna che paga, paga un reddito su quella casa, un reddito immobiliare, pero&#8217; lo paga altrove, chiediamo una tassa sul reddito prodotto in Sardegna del quale noi non abbiamo nessuna partecipazione, contrariamente allo Statuto della nostra Regione, e questa e&#8217; una parte. Ma la parte piu&#8217; interessante e&#8217; questa: mentre la seconda casa per una delle tante bellissime citta&#8217; d&#8217;Italia e&#8217; semplicemente un altro aspetto dell&#8217;economia di quel luogo, per noi le seconde case sono una parte fondamentale del nostro tessuto economico. E&#8217; la nostra piccola impresa, e&#8217; il nostro tessuto economico, e in questo momento in gran parte sommersa, e quindi senza nessun beneficio economico per il bilancio pubblico. La Sardegna e&#8217; una Regione a statuto speciale che ha compiti anche speciali, incombenze, responsabilita&#8217; e competenze primarie in molte aree e quindi dei costi del tutto particolari. E diversamente dalle altre regioni italiane, che hanno dei modelli di finanziamento definiti per le regioni a statuto ordinario, il finanziamento dei compiti delle regioni a statuto speciale viene definito in maniera diversa, che e&#8217; questa: la partecipazione ai redditi prodotti (e quindi noi abbiamo interesse che il turismo delle seconde case emerga dal sommerso), poi la partecipazione all&#8217;Iva generata nella regione; terza la possibilita&#8217;, quando la partecipazione ai redditi non basta, la possibilita&#8217; anche di un&#8217;imposizione fiscale. Allora nel momento in cui noi abbiamo da decenni, non dalla recente modifica istituzionale, da decenni, la possibilita&#8217; di imposizione fiscale, stabilita dall&#8217;art. 8 del nostro statuto; nel momento in cui abbiamo questa possibilita&#8217; e la iniziamo a usare, verso chi la dobbiamo usare? La dobbiamo usare verso i lavoratori o verso i disoccupati? O verso le classi sociali piu&#8217; bisognose? O lo dobbiamo usare laddove ci sono consumi piu&#8217; di lusso? Verso chi ha piu&#8217; possibilita&#8217; di partecipare ai costi dei servizi pubblici? Poi c&#8217;e&#8217; un&#8217;altra cosa. Nel momento in cui noi tuteliamo il valore ambientale straordinario delle nostre coste e facciamo una legge, il piano paesaggistico regionale che tutela in maniera importantissima la fascia costiera e quindi fa si&#8217; che la fascia costiera sia una risorsa ambientale scarsissima, una risorsa ambientale scarsa e noi la rendiamo scarsa quindi valorizzandola di molto, chi fa un uso assolutamente privato, non produttivo di quella risorsa ambientale scarsa e&#8217; bene che paghi qualcosa, in maniera che ci sia anche un riscontro collettivo dell&#8217;uso di una risorsa ambientale scarsa. Mi pare che sia un principio di civilta&#8217; assolutamente accettato anche in Italia. Ciascuno contribuisce sulla base della propria capacita&#8217;. Ciascuno contribuisce sulla base della propria capacita&#8217;, questo e&#8217; un concetto che noi abbiamo accettato in Italia come nel resto dei paesi europei e occidentali, che vuol dire che chi ha di piu&#8217; contribuisce di piu&#8217; rispetto a chi ha di meno e che puo&#8217; contribuire di meno, e questo puo&#8217; valere anche in Sardegna. Poi, la considerazione sull&#8217;utilizzo delle risorse scarse: devono essere utilizzate sicuramente a beneficio dei privati che le utilizzano, ma anche in parte a beneficio della collettivita&#8217;. Le frequenze dello spazio si pagano, le frequenze della televisione si pagano, anche questa risorsa scarsa, ambientale (perche&#8217; noi abbiamo deciso che non costruiamo piu&#8217;, o costruiamo pochissimo) e quindi chi ha occupato le coste giustamente continui a trarne beneficio, ma un minimo lo paghi anche al bilancio pubblico in maniera che ci possano essere benefici per tutti: promuovendo anche la capacita&#8217; di sviluppo in Sardegna, promuovendo anche lo sviluppo delle zone interne. A cosa servono queste imposte? Per contribuire al bilancio pubblico, per garantire sviluppo in Sardegna, anche nelle zone interne, affinche&#8217; si superi questo ritardo di sviluppo anche nel momento in cui stiamo uscendo dall&#8217;Obiettivo 1. Vuol dire chiedere a chi puo&#8217; contribuire, in maniera che ci siano le condizioni per lo sviluppo per chi ha bisogno di sviluppo. E certo vuol dire ridistribuire un po&#8217; di reddito in maniera da garantire le stesse opportunita&#8217; a tutti. Noi vogliamo che le opportunita&#8217; siano garantite uguali a tutti, per quelli che abitano nelle coste, come per quelli che abitano nell&#8217;interno, per quelli che abitano in Sardegna come per quelli che abitano in Lombardia, per i figli dei ricchi, come per i figli degli impiegati. L&#8217;amministrazione regionale non sta inventando nulla. Sta solamente utilizzando lo statuto della Regione. Questo statuto, dal &#8217;48, quando le regioni non esistevano ancora in Italia, dava alla regione sarda, come a quella siciliana, delle competenze e delle incombenze particolari e delle responsabilita&#8217; particolari e prevedeva la possibilita&#8217; di finanziare questi costi ancora una volta con la partecipazione ai redditi e con l&#8217;imposizione fiscale. Quindi non c&#8217;e&#8217; nulla di nuovo, se non il fatto che negli ultimi anni, in particolar modo i redditi della nostra regione molti sono sommersi, legati all&#8217;attivita&#8217; turistica, molti sono svolti nella nostra regione, pero&#8217; sono dichiarati fuori dalla nostra regione e allora tutti questi redditi che vengono prodotti nella nostra regione, debbono essere dichiarati nella nostra regione e debbono essere partecipati nella nostra regione. Altrimenti a noi ci rimangono le responsabilita&#8217;, le competenze, ma non le risorse per finanziarle e quindi ci rimane una voragine di debiti, che non possiamo permetterci. Stiamo garantendo i presupposti perche&#8217; il turismo rimanga in Sardegna e cresca. Perche&#8217; vengono i turisti? I turisti vengono innanzitutto per trovare un ambiente incontaminato, per avere un contatto con la natura, tutelata, per avere contatto con una cultura, con una capacita&#8217; di ospitare, per stare in un luogo sicuro, e a un prezzo ragionevole. Noi garantiamo tutte queste cose e anzi stiamo valorizzando storia, cultura, la capacita&#8217; di ospitare, stiamo migliorando le infrastrutture in Sardegna e poi garantiamo la salvaguardia ambientale, che e&#8217; uno dei presupposti importanti insieme alla cultura, del nostro turismo. Quindi non cambia assolutamente nulla. Il fatto poi che una seconda casa paghi una tassa in Sardegna, non sposta proprio di nulla le decisioni dei turisti, cosi&#8217; come non sposta di nulla le decisioni dei proprietari delle seconde case, che proprio grazie a questa volonta&#8217; di tutela delle coste in Sardegna e dell&#8217;ambiente, negli ultimi mesi vedono valorizzati in maniera importante le loro proprieta&#8217; immobiliari, e infatti sono ben contenti di pagare anche una piccola tassa, perche&#8217; sanno che questa politica di tutela dell&#8217;ambiente e di rispetto del contesto in cui le loro case risiedono sono assolutamente anche a favore loro, oltre che di tutti quanti. Le regioni a statuto speciale vivono della partecipazione delle imposte sui redditi e sull&#8217;Iva. Noi abbiamo iniziato una vertenza con lo Stato italiano per la mancata puntuale applicazione di questa legge statutaria, che e&#8217; un pezzo della Costituzione italiana. La ripartizione dell&#8217;Iva e la ripartizione delle imposte sui redditi fa parte delle promesse del centrosinistra che ha vinto le elezioni e quindi io penso che nei prossimi mesi si possa definire serenamente questa partita. Io credo che ci sara&#8217; la possibilita&#8217; di comprendere le giuste ragioni di entrambe le parti. E c&#8217;e&#8217; anche la possibilita&#8217; di comprendere che ognuno deve valorizzare la propria economia. E l&#8217;economia della Sardegna vive molto dell&#8217;offerta turistica, attraverso le seconde case. Le seconde case molto spesso sono delle vere e proprie attivita&#8217; turistiche e anzi vanno aiutate ad essere valorizzate. Lo stiamo facendo con il piano paesaggistico regionale, lo facciamo anche con il sostegno finanziario. Lo facciamo anche con questa tassazione, che incoraggia a trasformare le seconde case in alberghi, in alberghi diffusi, in attivita&#8217; turistica professionale&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Aggiornamento del 5 Giugno 2006</strong>:<br />
Finora ho evitato di fare ipotesi sui possibili effetti di queste tasse, ma visto che tutti arrivano a conclusioni catastrofiche, voglio provare a fare anche io qualche ipotesi.<br />
Assodato che le seconde case di proprieta&#8217; di non residenti sono 250 mila, in che percentuale preferiranno vendere o dare in affitto? Dando in affitto (a meno di farlo in nero) pagheranno due tasse, per cui non ci saranno effetti negativi per la Regione ne&#8217; per il turismo. Vendendo ci sara&#8217; qualcuno che le compra, e questo qualcuno perche&#8217; le compra? Ipotizzo le compri perche&#8217; la vuole comprare, magari non per usarla come seconda casa, ma per farci un po&#8217; di guadagno. E come puo&#8217; guadagnarci? Trasformandola in un B&#038;B, oppure in un piccolo albergo, in un&#8217;attivita&#8217; dunque, un&#8217;attivita&#8217; che paga le tasse per l&#8217;attivita&#8217; svolta, risparmiando quella delle seconde case.<br />
Infatti non pagano le tasse sulle seconde case quelle adibite ad attivita&#8217; imprenditoriale. Gli alberghi infatti non la pagano.<br />
Poi mi domando, quanti venderanno la propria seconda casa? A mio parere saranno in pochi, e quei pochi faranno il peggior affare della propria vita, vendendo a prezzo ridotto (ridotto per non pagare la tassa del 20% sul surplus di vendita) un immobile che ha aumentato il suo valore grazie al piano paesistico regionale, e lo aumentera&#8217; sempre di piu&#8217;. Mentre chi lo acquistera&#8217; fara&#8217; un ottimo affare, soprattutto trasformandola in piccolo albergo, o B&#038;B.<br />
Questo e&#8217; cio&#8217; che accadra&#8217; a mio avviso.<br />
E se volete risparmiare facendo del &#8220;boicottaggio&#8221;, ebbene, non credo che vi seguiranno in 250 mila, siamo realistici, chi viene in Sardegna per uno o due mesi non si porta le scorte alimentari da casa, specie se viene in aereo, per pagare il sovrappeso del bagaglio?<br />
Ritengo che le critiche sul lato morale siano parzialmente giustificabili, ma sul lato economico a mio avviso gli effetti potrebbero essere neutri o addirittura positivi, per il turismo che potra&#8217; trovare dove soggiornare a prezzo ridotto grazie agli alberghi diffusi che nasceranno, per la Regione che vedra&#8217; incrementare il turismo capace di spendere, per i sardi che potranno avviare piccole e medie imprese turistiche acquistando le seconde case di chi vorra&#8217; vendere, per i proprietari di seconde case che potranno trasformare la propria abitazione in un&#8217;attivita&#8217; turistica veder aumentare il proprio patrimonio immobiliare e per quelli che la terranno cosi&#8217;, perche&#8217; vedranno aumentare il valore dell&#8217;immobile, grazie al fatto che sara&#8217; un &#8220;bene scarso&#8221;.</p>
<p><a name="7febbraio"></a><br />
<strong>Aggiornamento del 7 Febbraio 2007</strong>:<br />
Con la Finanziaria regionale del 2007 cambiano le tasse sul lusso a carico dei non residenti in Sardegna istituite lo scorso anno dalla  Regione e al centro di numerose polemiche (anche su<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2006/05/05/la-tassa-sui-beni-di-lusso/#comments"> questo blog</a>). Cambiano alcune regole per l&#8217;imposta sulle seconde case nella fascia dei 3  km dal mare, viene eliminata un&#8217;esenzione che non aveva ragione d&#8217;essere, non saranno infatti piu&#8217; esentati i non residenti nati in Sardegna, i coniugi e i figli. Si paghera&#8217; per la sosta nei porti, ma la tassa non sara&#8217; fissa, ma crescera&#8217; in base alle giornate di permanenza e alla metratura. Destinate a scomparire le tasse sulle plusvalenze nella compravendita di immobili. E probabilmente saranno ridotte alcune imposte.</p>
<p><a name="14febbraio"></a><br />
<strong>Aggiornamento del 14 Febbraio 2008</strong>:<br />
La corte Costituzionale ha di fatto stabilito che l&#8217;imposta sulle plusvalenze non ha <strong>nulla a che vedere con il turismo</strong> e di conseguenza <strong>non poteva essere introdotta tramite una legge regionale</strong>. Stessa cosa per l&#8217;<strong>imposta sulle seconde case</strong> perche&#8217;, sempre per la Corte Costituzionale, <strong>non si puo&#8217; fare una distinzione sull&#8217;uso turistico o meno</strong> di una seconda abitazione in quanto esiste gia&#8217; una tassazione differente per le seconde case e le regioni non hanno podesta&#8217; legislativa rispetto a questa materia. La Corte Costituzionale ha inoltre stabilito che questo tipo di imposte <strong>violano i principi di non discriminazione</strong> tra soggetti nazionali non essendo conformi alla normativa comunitaria. Nulla e&#8217; stato mosso invece contro l&#8217;imposta di soggiorno prevista dall&#8217;articolo 5 della legge regionale n.2 del 2007 e l&#8217;imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto, prevista dall&#8217;articolo 4 della stessa legge. Mentre per le ipotesi di scalo effettuato da unita&#8217; di diporto esercitate a fini di lucro e le ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di aviazione generale di affari (ossia operazioni di trasporto di persone compiute senza remunerazione per motivi attinenti all&#8217;attività di impresa) la Corte ha sospeso il giudizio ed ha chiesto alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilita&#8217; dell&#8217;imposta con le norme del Trattato CE.<br />
Concludendo, per ora a parte che i ricorsi saranno ben pochi visto che praticamente nessuno aveva ancora pagato, e la somma dovuta alle mancate entrate sara&#8217; facilmente coperta grazie ad una politica di spesa contenuta fatta da Soru in questi anni, politica che ha ridotto enormemente il debito regionale.<br />
Il motivo delle tasse sul lusso e&#8217; stato cosi&#8217; spiegato da Soru:</p>
<blockquote><p><cite>Renato Soru</cite><br />
&#8220;Non abbiamo ulteriori informazioni [rispetto alla nota diffusa dalla Consulta <em>ndr.</em>] non conosciamo le motivazioni del provvedimento. La manovra finanziaria non ne risentira&#8217;, i <strong>50 milioni di euro</strong> saranno assorbiti senza contraccolpo dalle risorse proprie per l&#8217;edilizia sanitaria. [...] tutto nasce dall&#8217;indebitamento spropositato con il quale era stata ereditata la Regione. La vertenza con lo Stato per le maggiori entrate e&#8217; stato il clou della lunga vicenda, con mobilitazione generale. Ma, in attesa della risposta del governo, si cercavano nuove risorse attraverso tasse che colpivano benefici di mercato altrimenti sfuggenti e l&#8217;utilizzo del patrimonio ambientale.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il risanamento di bilancio e&#8217; stato fatto, tuttavia Soru insiste sulla giustezza delle tasse sul lusso, modificandone in un futuro la forma per non incorrere nelle motivazioni della Corte Costituzionale, perche&#8217; dice che nessun reddito prodotto in Sardegna deve sfuggire alla <span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Quota di gettito di un\'imposta amministrata da un livello di governo superiore, devoluta a favore di un ente di livello inferiore sulla base di qualche criterio che tenga conto di aspetti locali (ad esempio il gettito riscosso, la base imponibile a livello locale, ecc.) definito dal livello di governo sovraordinato. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#c&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">compartecipazione</span> regionale. La lettura della Corte Costituzionale pero&#8217; a mio avviso potrebbe anche essere letta diversamente, e chi chiede il rimborso dovrebbe a mio avviso dimostrare l&#8217;uso della sua abitazione in Sardegna non a fini turistici, se invece il peso maggiore viene dato alla non discriminazione dei soggetti residenti con quelli non residenti ho una mia idea, che tassa le seconde case (in localita&#8217; turistiche entro i 3 km dalla costa cosi&#8217; come previsto prima) a tutti, residenti e non, pero&#8217; chi gia&#8217; possiede la prima casa in Sardegna avra&#8217; uno sconto (da vedere se del 100% o pari alla differenza in percentuale tra il valore delle due case). Questo potrebbe soddisfare la non discriminazione.</p>
<p><a name="13maggio"></a><br />
<strong>Aggiornamento del 13 Maggio 2008</strong>:<br />
La Giunta regionale <a class="esterno" href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=82375&#038;v=2&#038;c=241&#038;t=1" title="Approvate le direttive per il rimborso delle tasse sulle seconde case">delibera</a> le modalita&#8217; di rimborso delle tasse regionali dichiarate illegittime dalla <strong>sentenza n. 102 della Corte Costituzionale</strong>, depositata il <strong>15 aprile</strong> 2008. I contribuenti interessati sono <strong>36mila e 838</strong>, per una somma di <strong>29 milioni</strong> di euro.</p>
<div class="simpletags">Tags Technorati: <a href="http://technorati.com/tag/tassa+sui+beni+di+lusso" rel="nofollow">tassa sui beni di lusso</a>, <a href="http://technorati.com/tag/tassa+sulle+seconde+case" rel="nofollow"> tassa sulle seconde case</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Sardegna" rel="nofollow"> Sardegna</a>, <a href="http://technorati.com/tag/rimborso" rel="nofollow"> rimborso</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Corte+Costituzionale" rel="nofollow"> Corte Costituzionale</a></div><br />]]></content:encoded>
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		<title>Tiscali: un po&#8217; meglio</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 08:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie per il Gruppo Tiscali che ha chiuso l'esercizio 2005 con una perdita netta di 12,8 milioni di euro, buona notizia se confrontiamo con la perdita del 2004 che ammontava a ben 134,2 milioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per il <strong>Gruppo Tiscali</strong> che ha chiuso l&#8217;esercizio 2005 con una perdita netta di <strong>12,8 milioni</strong> di euro, buona notizia se confrontiamo con la perdita del 2004 che ammontava a ben 134,2 milioni.</p>
<p><span id="more-42"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/sardegna.jpg" alt="Sardegna" />I ricavi sono in crescita, c&#8217;e&#8217; stato un incremento del 12%, passando cosi&#8217; a <strong>736,2 milioni</strong>. Il margine operativo lordo e&#8217; salito del 51% rispetto al 2004 arrivando quindi a <strong>117,1 milioni</strong>, l&#8217;incidenza sui ricavi e&#8217; pari al 16%.</p>
<p>Ovviamente il risultato operativo resta negativo per <strong>74,3 milioni</strong>, e non poteva essere diversamente visto la situazione di partenza, ma confronto al 2004 si e&#8217; avuto un miglioramento del 38%.</p>
<p>Le disponibilita&#8217; liquide su cui il gruppo puo&#8217; fare affidamento a fine dicembre 2005 ammontano a 30 milioni, con una posizione finanziaria netta negativa di <strong>290 milioni</strong>, comunque in forte riduzione se rapportata ai 420,1 milioni di fine dicembre 2004.</p>
<p>Nel complesso nulla di esaltante, ma ha imboccato la strada per la risalita, il che non era scontato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Master and back</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2005 08:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Master and Back e' il programma che permette ai giovani laureati sardi di svolgere percorsi di alta formazione, tirocini e stage presso organismi di riconosciuto prestigio internazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="esterno" target="_blank" href="http://www.regione.sardegna.it/tematiche/istruzione/masterandback/">Master and Back</a> e&#8217; il programma che permette ai giovani laureati sardi di svolgere percorsi di alta formazione, tirocini e stage presso organismi di riconosciuto prestigio internazionale. L&#8217;esperienza formativa si completa con il successivo inserimento lavorativo nelle universita&#8217;, nei centri di ricerca, nelle imprese o nelle istituzioni pubbliche che operano in Sardegna.</p>
<p><span id="more-28"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/sardegna.jpg" alt="Sardegna" />L&#8217;iniziativa puo&#8217; contare, nel triennio 2005-2008, su un ammontare complessivo di 53 milioni di euro che consentiranno l&#8217;assegnazione di circa 3.000 voucher o borse di rientro. Master and Back si rivolge ai giovani laureati in possesso di un eccellente curriculum vitae, residenti in Sardegna da almeno 3 anni o che hanno trasferito la propria residenza, per motivi di studio o lavoro. Il limite di eta&#8217; e&#8217; 35 anni non compiuti per i disoccupati e 40 per gli occupati.</p>
<p>L&#8217;obiettivo prioritario e&#8217; investire sull&#8217;alta formazione e sul rientro in Sardegna dei giovani talenti per migliorare la competitivita&#8217; del sistema economico e favorire la coesione sociale. Questo significa potenziare, diversificare e rendere accessibile la formazione post-universitaria ma anche favorire le condizioni per avvicinare le competenze professionali al sistema produttivo. Il Programma Master and Back e&#8217; articolato in tre sezioni tra loro complementari. Il programma di alta formazione prevede percorsi specialistici di studio, da svolgersi fuori dal territorio regionale, nelle piu&#8217; importanti universita&#8217; e organismi formativi di riconosciuto prestigio internazionale. I percorsi di alta formazione previsti vanno dalla laurea specialistica ai master, dai dottorati di ricerca ai diplomi accademici in campo artistico e musicale. Hanno una durata compresa tra i sei mesi e i tre anni e devono svolgersi presso universita&#8217; e organismi di qualita&#8217; e reputazione riconosciute a livello internazionale e operanti al fuori del territorio regionale. Per quanto riguarda i tirocini o gli stage si tratta di esperienze formative di eccellenza, finalizzate alla conoscenza diretta del mondo del lavoro e all&#8217;acquisizione di una specifica professionalita&#8217; ed hanno una durata minima di sei mesi e massima di due anni. Infine l&#8217;inserimento lavorativo favoriranno il ritorno in Sardegna di coloro che sono fuori per motivi di studio o sono rientrati da non piu&#8217; di sei mesi e si svolgono presso universita&#8217;, imprese o istituzioni pubbliche che operano in Sardegna ed intendono accogliere nella propria organizzazione le competenze dei laureati.</p>
<p>Gli strumenti finanziari offerti da <strong>Master and Back</strong> per realizzare il percorso prescelto sono i <em>Voucher</em>, destinati ai programmi di alta formazione e di tirocinio e stage, e le borse di rientro per il programma di inserimento lavorativo. Il Voucher e&#8217; erogato a copertura dei costi di iscrizione (fino ad un massimo di € 12.000), di vitto e alloggio (indennita&#8217; forfetaria di € 1.000 in Italia e € 1.200 all’estero), di viaggio (fino a € 1.000 annui),mentre le borse sono un’indennita&#8217; mensile forfetaria di 1.200 euro al mese, mentre per far fronte a eventuali spese non coperte dai finanziamenti, e&#8217; possibile ricorrere a prestiti integrativi a tasso agevolato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>5000 sardi a Roma</title>
		<link>http://www.lkv.it/wp/archives/2005/12/02/5000-sardi-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 10:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sotto la pioggia piu' di <strong>5000</strong> sardi hanno tenuto una imponente, pacifica e folkloristica manifestazione di protesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sotto la pioggia piu&#8217; di <strong>5000</strong> sardi hanno tenuto una imponente, pacifica e folkloristica manifestazione di protesta.<br />
Hanno marciato uniti, senza differenze politiche, sindacalisti ed esponenti del centro-sinistra con esponenti del centro-destra, tutti uniti sotto la bandiera dei <strong>quattro mori</strong>.</p>
<p><span id="more-27"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/sardegna.jpg" alt="Sardegna" />Cosa ha potuto unire cosi&#8217; tanto un popolo? Un&#8217;ingiustizia naturalmente. Si chiede allo Stato la restituzione dei <strong>5 miliardi</strong> della quota tasse che, per Statuto, spetta alla Sardegna e che viene sottratto ormai da <strong>19 anni</strong>. Questa situazione ha costretto la Regione a una politica di ristrettezze oltre ad un forte indebitamento.</p>
<p>Il presidente <strong>Renato Soru</strong> al termine della manifestazione giunta sotto Palazzo Chigi ha parlato con il sottosegretario <strong>Letta</strong> ed il ministro <strong>La Loggia</strong>, ottenendo un appuntamento per risolvere la vertenza martedi&#8217; a Roma, dove sara&#8217; il Governo a dire quale sara&#8217; la cifra da inserire in Finanziaria (essendo impossibile un pagamento in un&#8217;unica soluzione).</p>
<p>Un fatto pero&#8217; mi ha lasciato sbigottito e amareggiato, ossia la totale assenza di informazione televisiva sulla vicenda, non un solo telegiornale nazionale che abbia accennato alla manifestazione, eppure tra i <strong>Mamuthones</strong> coi loro campanacci e la musica dei <strong>Merdules di Ottana</strong> non possono essere passate silenziosamente per le vie di Roma (ripeto) piu&#8217; di cinquemila persone.<br />
Mi chiedo il perche&#8217; di questo silenzio.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Agroalimentare: tradizione e vocazione del Medio Campidano</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2005 19:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Si e' concluso da poco un dibattito che aveva sul tema: &#34;<strong>Agroalimentare: tradizione e vocazione del Medio Campidano</strong>&#34;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; concluso da poco un dibattito sul tema: &#8220;<strong>Agroalimentare: tradizione e vocazione del Medio Campidano</strong>&#8221; a cui hanno partecipato <strong>Maurizio Murgia</strong>, perito agrario; <strong>Francesco Foddis</strong>, direttore 3A Arborea; <strong>Benedetto Meloni</strong>, commissario Ersat; <strong>Fulvio Tocco</strong>, candidato alla presidenza della provincia del Medio Campidano; <strong>Francesco Pigliaru</strong>, assessore regionale della Programmazione. Ha coordinato i lavori <strong>Alessandro Frau</strong>, consigliere regionale di Progetto Sardegna.</p>
<p><span id="more-18"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/sardegna.jpg" alt="Sardegna" />Avrebbe dovuto concludere il presidente della Regione <strong>Renato Soru</strong>, che pero&#8217; dovendo presenziare a Iglesias ha potuto fare solo una introduzione all&#8217;inizio del dibattito, ed e&#8217; andato via dicendo «mi dispiace di non poter rimanere».</p>
<p>- <strong>Maurizio Murgia</strong>: ha parlato dei piani integrati di sviluppo, dell&#8217;identita&#8217; geografica protetta (<strong>IGP</strong>), dei circa 3000 ettari di coltivabile della Sardegna, del carciofo sardo (violetto) pregiato nel mercato nazionale.</p>
<p>- <strong>Francesco Foddis</strong> (direttore della 3A): ha portato ad esempio la situazione che si e&#8217; trovato (e che si trova) ad affrontare con la 3A, dell&#8217;attenta analisi dei punti di forza e di debolezza per poter costruire una strategia di medio-lungo termine.<br />
Nel periodo post Chernobyl i consumatori vedevano nel latte (e derivati) sardi una sicurezza data dalla lontananza, i produttori e venditori sardi quindi sono entrati in un torpore e non vedevano i nuovi concorrenti che si affacciavano sul mercato.<br />
Se l&#8217;unico elemento di concorrenza e&#8217; il <strong>prezzo</strong>, con piccoli venditori in un solo piccolo mercato, la conseguenza e&#8217; la morte, e&#8217; necessario quindi un <strong>processo di aggregazione</strong>, per creare una politica d&#8217;azienda avendo una strategia di mercato e una politica dei costi.<br />
Bisogna proporsi come comparti, settori, distretti, come aggregati.<br />
Occorrono formule di crescita congiunte nella logistica e nella produzione stessa.<br />
Il nostro compito e&#8217; sviluppare e sostenere la produzione primaria.<br />
Perche&#8217; nell&#8217;intorno di poche decine di chilometri vi sono tre realta&#8217; cosi&#8217; differenti, nella vitivinicola, a <strong>Mogoro</strong>, una cantina sociale che attraversa un periodo splendido, con riconoscimenti e lodi, a <strong>Marrubiu</strong> la cantina e&#8217; commissariata, una grave crisi, e a <strong>Terralba</strong> vorrebbero farla riaprire.<br />
E&#8217; necessario far emergere le distintivita&#8217; per vendere un prodotto sardo. Le filiere devono essere dimensionale per quello che il mercato e&#8217; in grado di ricevere.<br />
Vi sono e vi saranno accordi di interscambio culturale e produttivo con <strong>Marocco</strong>, <strong>Algeria</strong> e tra poco anche con la <strong>Libia</strong>, dobbiamo aprirci ed essere i primi a proporre, altrimenti saranno gli altri ad imporci le loro scelte.<br />
Il nostro prodotto deve presentarsi per quel valore intrinseco che ha. Chi e&#8217; pero&#8217; che decide cosa acquistare? Non il piccolo consumatore, ma i grandi buyers, ad esempio, la 3A non e&#8217; presente nei supermercati della Iper e Super Pan, perche&#8217;?<br />
Perche&#8217; non vogliono sia il produttore a fare politiche di <strong>merchandising</strong> (posizionamento del prodotto), vogliono decidere loro in che supermercato e in che scaffale posizionarlo.<br />
E&#8217; cresciuta la soglia di poverta&#8217;, i discount coprono i consumi per il 7% a livello nazionale e per il 10% in Sardegna.<br />
Abbiamo l&#8217;esigenza di affrontare la realta&#8217; per quello che e&#8217;, in maniera dura, facendo squadra.<br />
Abbiamo bisogno di fare progettualita&#8217; attorno alla salvaguardia del prodotto, perche&#8217; la grande distribuzione e&#8217; sempre piu&#8217; grande.</p>
<p>- <strong>Benedetto Meloni</strong> (commissario dell&#8217;ERSAT): ha fatto presente di essere un docente (e&#8217; infatti un sociologo rurale) prestato alla politica, i punti di forza sono il turismo, l&#8217;ambiente e l&#8217;agricoltura di qualita&#8217;, di qualita&#8217; perche non possiamo competere in quantita&#8217;.<br />
Siamo ricchi di specificita&#8217;. Nel vino ad esempio, abbiamo il <strong>Carignano del Sulcis</strong> e poi i nostri vini da dessert possono competere a livello internazionale, con il Nasco e la Malvasia. Ma anche nel settore oleario, produciamo il 3% dell&#8217;olio nazionale e nei riconoscimenti siamo presenti al 15% questo significa che abbiamo varieta&#8217; di produzioni locali di grande pregio. L&#8217;olio di <strong>Bosana</strong> ha grandi qualita&#8217; e proprieta&#8217; ancora allo studio.<br />
Cosa significa <strong>distretti</strong> e progettazione integrata, i distretti significa <strong>capitale sociale</strong>.<br />
Bisogna riuscire a stare assieme, connettere le produzioni del territorio, cominciare a consumare i prodotti che produciamo per sostenerli.<br />
La pasta di <strong>Busacchi</strong> ha aperto l&#8217;esposizione di Torino, e&#8217; una pasta dalla grande capacita&#8217; di assorbire i sapori, talche&#8217; e&#8217; piu&#8217; buona il gioro dopo, una caratteristica di modernita&#8217;, come il pane carasau, che e&#8217; piu&#8217; buono riscaldato il giorno dopo.<br />
Pero&#8217; questa pasta a Busacchi nei negozi non la trovate.<br />
C&#8217;e&#8217; il progetto del <strong>Paniere EuroMediterraneo</strong> che puo&#8217; essere una grande occasione.</p>
<p>- <strong>Francesco Pigliaru</strong> (assessore regionale della Programmazione): sappiamo cosa fare, dobbiamo capire &#8220;come fare&#8221;.<br />
La concentrazione della distribuzione cresce sempre di piu&#8217; e non possiamo fermarla come Regione, pero&#8217; possiamo anzi dobbiamo raccontare al mondo le nostre specificita&#8217;.<br />
La manovra di bilancio 2005 e&#8217; povera per alcune aree (sport ad esempio) ma <strong>ricca nella sostanza</strong>, abbiamo ereditato debito, ma siamo riusciti a ridurlo e non crearne altro, sono stati spesi molti soldi in passato senza risultati, noi vogliamo spenderli bene.<br />
Da Giugno ci sara&#8217; la possibilita&#8217; per <strong>1000</strong> laureati all&#8217;anno di partire in giro per il mondo e tornare con le nuove conoscenze acquisite.<br />
Quindi gli obiettivi sono: <strong>capitale umano</strong> (conoscenza), <strong>ricerca</strong> (laboratori di ricerca pubblici che attestino la qualita&#8217; dei prodotti) e <strong>certificazione</strong>.</p>
<p>Infine ha concluso il candidato alla presidenza della provincia del Medio Campidano <strong>Fulvio Tocco</strong> dicendo che il Medio Campidano dovra&#8217; diventare la zona verde della Sardegna, deve cambiare la situazione per cui siamo all&#8217;ultimo posto in Sardegna per scolarizzazione, deve esserci collaborazione con la Regione per migliorare la situazione, ha poi parlato della <strong>cantina sociale Marmilla</strong>, e di come una serie di eventi non affrontati dalle pubbliche amministrazioni passate ne abbia portato alla chiusura.</p>]]></content:encoded>
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