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	<title>Last K’s Voice &#187; Privatizzazioni</title>
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	<description>Weblog di Informazione Economica, Politica e d’attualita’</description>
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		<title>La pesantezza del piano anti-crisi leggero</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 06:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pacchetto fiscale contenuto nel decreto legge 185/2008 e&#8217; caratterizzato da un&#8217;eccessiva prudenza. Comprendo i timori di Tremonti sul debito pubblico italiano e su come i mercati potrebbero reagire, ma si rischia di subirne gli effetti negativi a prescindere. Si tratta di un piano anti-crisi che Dante metterebbe nel girone degli ignavi, un piano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="Il mini piano anti-crisi made in Italy #0" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/12/01/il-mini-piano-anti-crisi-made-in-italy-0/">pacchetto fiscale</a> contenuto nel <strong>decreto legge 185/2008</strong> e&#8217; caratterizzato da un&#8217;<strong>eccessiva prudenza</strong>. Comprendo i timori di Tremonti sul <strong>debito pubblico</strong> italiano e su come i mercati potrebbero reagire, ma si rischia di <strong>subirne gli effetti negativi</strong> a prescindere.</p>
<p><span id="more-734"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/italia.jpg" alt="Economia - Italia" />Si tratta di un <strong>piano anti-crisi</strong> che Dante metterebbe nel girone degli ignavi, un piano che <strong>non rischia</strong>, ne&#8217; di sbagliare ne&#8217;, ovviamente, di fare la cosa giusta. Cosi&#8217; mentre l&#8217;<a title="Quando i tagli dei tassi non servono" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/26/quando-i-tagli-dei-tassi-non-servono/">inutile riduzione dei tassi</a> (la Bce li ha ieri ridotti di <strong>75 punti base</strong>) prepara la strada per una nuova futura &#8220;bolla&#8221;, <a title="La Bce e l'alibi degli Stati" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/28/la-bce-e-lalibi-degli-stati/">la politica resta a guardare</a>. Per lo meno <strong>quella italiana</strong>. La <strong>Germania</strong> ha da tempo attuato un piano da <strong>31 miliardi di euro</strong>, ora ne prepara un altro di dimensioni simili per <strong>sostenere la domanda interna</strong>, la <strong>Francia</strong> punta all&#8217;<strong>investimento</strong>, con un piano da <strong>26 miliardi di euro</strong>. E noi? Noi abbiamo il debito pubblico al <strong>104 per cento</strong>, ma questo rischia di essere uno scomodo e pericoloso alibi, che alimenta la paura quando invece <a title="Il coraggio e la speranza" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/28/il-coraggio-e-la-speranza/">serve il coraggio</a>.</p>
<h5>Siamo poco credibili</h5>
<p>Il mercato <strong>reagirebbe male</strong> all&#8217;emissione di debito pubblico da parte dell&#8217;Italia, perche&#8217; l&#8217;Italia e&#8217; considerata <strong>poco credibile</strong>. Il Governo lo sa, tanto che <strong>Sacconi</strong>, parla di un <strong>rischio Argentina</strong> per l&#8217;Italia, poi corregge il tiro. <strong>Tremonti</strong> dice che &#8220;<em>non possiamo fare i fenomeni perche&#8217; i nostri titoli sono in competizione con altri</em>&#8220;. Ma bisogna stare attenti, il rischio non si riduce solo perche&#8217; abbiamo fatto una <strong>manovrina a pareggio</strong> senza ricorrere al debito pubblico, e la nostra situazione non e&#8217; certo come la descrive Tremonti:</p>
<blockquote><p><cite>Giulio Tremonti</cite><br />
&#8220;Sono convinto che alla fine della crisi, l&#8217;Argentina saranno gli altri. L&#8217;Italia ha in se&#8217; elementi di grandissima forza.&#8221;</p></blockquote>
<p>L&#8217;Italia ha in se&#8217; <strong>elementi di grandissima debolezza</strong>. Solo per elencarne qualcuno, bassa produttivita&#8217;, bassa competitivita&#8217;, incapacita&#8217; di attrarre capitale, sistema giudiziario inefficiente, sistema stradale e ferroviario inefficienti, istruzione carente, enorme disparita&#8217; nei redditi, enormi differenze tra Nord e Sud, spesa sociale che per il 60 per cento serve a pagare le pensioni, pubblica amministrazione inefficiente e costosa, sistema di ammortizzatori sociali lacunoso, ecc.</p>
<p>Se Tremonti si riferiva alle <strong>nostre banche</strong>, bisogna dire che da loro in parte dipendono i <strong>ritardi della nostra economia</strong>, e pensare che non ci sara&#8217; bisogno dell&#8217;<strong>intervento pubblico</strong> per sostenere il patrimonio delle nostre banche potrebbe rivelarsi un <strong>eccesso di ottimismo</strong>.</p>
<p>Intanto lo <em>spread</em> tra <strong>Btp</strong> (italiani) e <strong>Bund</strong> (tedeschi) arriva a <strong>126 punti base</strong>, nonostante &#8220;<em>l&#8217;impegno a non aumentare il debito</em>&#8220;. Le <strong>paure</strong> espresse da Tremonti e gli <strong>allarmi</strong> (poi smentiti) di Sacconi, rischiano di alimentare (come se ne avessero bisogno) la <strong>speculazione sui titoli italiani</strong>, cosi&#8217; nel <strong>mercato dei Cds</strong> si acquista protezione assicurativa contro il <strong>rischio-Paese dell&#8217;Italia</strong>. Si scommette sul futuro intervento pubblico in aiuto alle nostre banche. Il costo della protezione dal rischio Italia in meno di una settimana e&#8217; cresciuto del <strong>27 per cento</strong>. E a breve ci sara&#8217; un <strong>consistente rinnovo di titoli di Stato</strong>.</p>
<h5>Diluire il rischio</h5>
<p>E&#8217; dunque chiaro perche&#8217; Tremonti insista tanto sul <strong>fondo europeo</strong>, in questo modo il rischio-Paese dell&#8217;Italia verrebbe <strong>diluito nel fondo unico</strong>, ma perche&#8217; gli altri Paesi, che hanno un debito pubblico e un rischio-Paese di gran lunga inferiore al nostro dovrebbero volere un fondo inquinato da noi? Invece l&#8217;Italia dato il suo misero piano da <strong>6,3 miliardi di euro</strong> (che non avra&#8217; effetti sul <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span>) ha bisogno di questo fondo europeo, ne ha veramente bisogno.</p>
<h5>Le riforme per essere credibili</h5>
<p>Bisogna dunque domandarsi se il <strong>Governo</strong> avrebbe potuto scrivere <a title="Non tutto e' perduto" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/25/non-tutto-e-perduto/">un piano piu&#8217; coraggioso</a>. Considerando il nostro debito pubblico verrebbe da dire di &#8220;no&#8221;. Tuttavia la risposta sarebbe &#8220;si&#8221; se venisse proposto un piano che contenesse delle importanti <strong>riforme di riduzione di spesa</strong> a medio-lungo termine (e a breve di qualche spreco da riutilizzare nel piano stesso) e altre misure <strong>in grado di incidere sulla crescita del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span></strong>. Insomma, <strong>un piano strutturale</strong> in grado di dare uno scossone all&#8217;economia. Tra le riforme di riduzione di spesa si potrebbe pensare alle <strong>pensioni</strong>, ai <strong>servizi pubblici locali</strong> e alle <strong>Provincie</strong>.</p>
<h5>Pensioni</h5>
<p>Serve <strong>una nuova riforma delle pensioni</strong>, come si era fatto con la <strong>legge 247/2004</strong>, magari senza rimandarla a una futura legislatura (correndo il rischio di <a title="Pensioni: errori ed orrori" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2007/07/20/pensioni-errori-ed-orrori/">vedersi annullare la riforma</a> e facendo perdere credibilita&#8217; al Paese). Si potrebbe anche portare l&#8217;<strong>eta&#8217; pensionabile delle donne</strong> al livello di quella degli uomini, utilizzando magari le risorse cosi&#8217; liberate per iniziative che tolgano gli ostacoli alll&#8217;<strong>accesso delle donne al mondo del lavoro</strong>. La riforma delle pensioni non e&#8217; rimandabile, una spesa in pensioni <a title="La riforma del welfare" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/08/la-riforma-del-welfare/">pari al <strong>60 per cento</strong> della spesa per il <em>welfare</em></a> non e&#8217; tollerabile.</p>
<h5>Servizi pubblici locali</h5>
<p>Sui <strong>servizi pubblici locali</strong> ci sono <strong>15 anni</strong> di finte riforme, finte perche&#8217; hanno portato a <strong>risultati imbarazzanti</strong>. Scarsa liberalizzazione, gestori che non si sono aggregati (ad esclusione del settore energetico), restando <strong>frammentati e inefficienti</strong>. Certo, la situazione e&#8217; migliore rispetto a 15 anni fa, ma nulla di significativo. L&#8217;obiettivo deve essere quello di <strong>aumentare la qualita&#8217;, ridurre i costi e creare i presupposti per la concorrenza e il dinamismo imprenditoriale</strong>. La <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> ha presentato proprio in questi giorni uno studio sull&#8217;argomento, indicando le cause principali per l&#8217;insuccesso (pur con le differenze tra caso e caso) delle riforme dei servizi pubblici locali: mancata <strong>separazione</strong> della programmazione e regolazione del servizio dalla sua fornitura; mancata <strong>apertura</strong> dei servizi pubblici locali al mercato; mancato processo di <strong>aggregazione</strong> per ridurre le inefficienze da frammentazione; non e&#8217; stata data sufficiente attenzione alla <strong>specificita&#8217;</strong> dei diversi servizi pubblici locali; <strong>tariffe</strong> inadeguate alla copertura dei costi dei servizi; eccessivo <strong>localismo</strong> della regolamentazione. In questo senso l&#8217;attuale Governo non sembra voler fare una vera riforma, andrebbe ripensata l&#8217;<strong>Authority</strong> e fatte delle vere <strong>gare per l&#8217;affidamento dei servizi</strong>.</p>
<h5>Enti inutili</h5>
<p>L&#8217;<strong>abolizione delle Provincie</strong> e&#8217; una riforma costituzionale, lunga e difficile a causa delle <strong>opposizioni trasversali</strong>, magari si scoprira&#8217; che e&#8217; meglio non abolirle, tuttavia si puo&#8217; cominciare almeno a discuterne? Poi ci sarebbero alcuni <strong>enti reputati inutili</strong> e ancora in vita, e l&#8217;ente costituito per la loro eliminazione si e&#8217; conformato ed <strong>e&#8217; diventato egli stesso un ente inutile</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Una compagnia sempre piu&#8217; cattiva</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 06:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sapevano tutti, quel prestito ponte era un aiuto di Stato e andava rimborsato. Restava solo da capire chi doveva rimborsarlo, ieri la Commissione europea ha chiarito anche questo aspetto. Il costo del prestito ponte verra&#8217; imputato alla bad company. Come se non bastassero le passivita&#8217; che gia&#8217; si era accollata. Da Bruxelles ieri e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevano tutti, quel prestito ponte era un <a title="Fallitalia: fra aiuti di Stato e Europa contro" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/06/12/fallitalia-fra-aiuti-di-stato-e-europa-contro/">aiuto di Stato</a> e andava <strong>rimborsato</strong>. Restava solo da capire chi doveva rimborsarlo, ieri la Commissione europea ha chiarito anche questo aspetto. Il costo del prestito ponte verra&#8217; imputato alla <em>bad company</em>. Come se non bastassero le passivita&#8217; che gia&#8217; si era accollata.</p>
<p><span id="more-598"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/alitalia.jpg" alt="Economia - Alitalia" />Da <strong>Bruxelles</strong> ieri e&#8217; giunto un <strong>parziale e informale via libera</strong> al processo che culminera&#8217; con la nascita della <strong>nuova Alitalia della Cai</strong>. La vendita delle attivita&#8217; della fallita Alitalia sara&#8217; <strong>supervisionata da esperti indipendenti</strong>, evidentemente il parere della <strong>Banca Leonardo</strong> (di cui sono azionisti alcuni componenti della Cai) non bastava alla Ue.</p>
<h5>Le condizioni della Cai</h5>
<p>La <strong>Cai</strong> poneva <strong>due condizioni</strong> stringenti, la prima era che i <strong>300 milioni</strong> li pagasse qualcun altro, la seconda condizione era che le <strong>autorita&#8217; per la concorrenza</strong> non disturbassero.</p>
<p>La <strong>prima condizione</strong> e&#8217; ora stata soddisfatta, la Commissione europea ha deciso che trattandosi di <strong>nuova compagnia</strong> il prestito e&#8217; stato fatto alla vecchia, quindi e&#8217; la <strong>vecchia compagnia</strong> (o cio&#8217; che ne rimane, quindi la <em>bad company</em>) a dover rimborsare il prestito. In sostanza e&#8217; stato confermata la linea del commissario europeo ai trasporti <strong>Antonio Tajani</strong>, e tra oggi e domani dovrebbe dunque essere approvato il progetto di rinascita della nuova Alitalia.</p>
<p>La <strong>seconda condizione</strong> invece mentre il decreto fatto dal Governo <strong>limita i poteri dell&#8217;Authority italiana</strong>, nulla puo&#8217; contro quella europea, questa dunque resta una variabile ancora capace di &#8220;rompere le uova nel paniere&#8221; alla Cai.</p>
<h5>Le condizioni della Commissione</h5>
<p>Le uniche condizioni che pone l&#8217;Europa sono la <strong>discontinuita&#8217; della nuova compagnia</strong> dalla vecchia e la <strong>cessione degli asset a valori di mercato</strong>. La vendita a condizioni di mercato verra&#8217; garantita dalla <strong>supervisione di esperti indipendenti</strong> scelti dalla Commissione da una lista che il Governo italiano dovra&#8217; presentare all&#8217;indomani della decisione della Ue. Gli esperti (o l&#8217;esperto) entro due settimane dovranno (o dovra&#8217;) presentare alla Commissione un rapporto sull&#8217;offerta Cai.</p>
<p>L&#8217;altra condizione, quella della discontinuita&#8217; aziendale, e&#8217; una questione piu&#8217; complessa, bastera&#8217; la vendita&#8217; degli asset a condizioni di mercato per dimostrare la discontinuita&#8217;?</p>
<h5>Il comitato di lotta</h5>
<p>Infine ieri dai sindacati autonomi che <a title="Appunti del Sabato #17" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/01/appunti-del-sabato-17/">hanno detto no al nuovo accordo</a>, si e&#8217; staccato il <strong>comitato di lotta</strong> (come quello delle ferrovie, ignoravo esistesse anche in Alitalia) che ha proclamato uno <strong>sciopero improvviso</strong>. Per loro scattera&#8217; la <strong>precettazione</strong>. Il ministro <strong>Altero Matteoli</strong> ha infatti accolto la richiesta del presidente della Commissione di garanzia <strong>Antonio Martone</strong>. Ci potrebbero dunque essere per i lavoratori e per il comitato di lotta delle <strong>sanzioni economiche e disciplinari</strong> e anche <strong>conseguenze sul piano penale</strong>. Pero&#8217; siamo in Italia, quindi probabilmente non si portera&#8217; avanti neppure un&#8217;accusa.</p>
<h5>I dubbi</h5>
<p>Restano comunque ancora <strong>molti dubbi</strong> su questa nuova compagnia aerea, anche ora che e&#8217; stato appurato chi paghera&#8217; i <strong>300 milioni di euro</strong>. Il primo dubbio riguarda i dipendenti, l&#8217;accordo siglato tra sindacati e Cai prevede <strong>12.639 assunzioni</strong>, i lavoratori Alitalia saranno <strong>assunti a chiamata</strong>, quindi firmeranno il nuovo contratto individualmente, questo metodo da un lato <strong>rompe lo strapotere dei sindacati</strong> all&#8217;interno di Alitalia, ma dall&#8217;altro <strong>pone problemi di possibili discriminazioni</strong>.</p>
<p>Inoltre quanto sono veramente gli esuberi? A fine 2007 lavoravano in Alitalia oltre <strong>18mila persone</strong>, in AirOne oltre <strong>3mila</strong>. Se la nuova Alitalia ne assumera&#8217; <strong>12mila e 639</strong>, significa che <strong>gli esuberi saranno piu&#8217; o meno 9mila</strong>. Considerando il decreto che prevede <strong>7 anni tra cassa integrazione e mobilita&#8217;</strong> costituiscono un costo non indifferente.</p>
<p>Chi sara&#8217; il <strong>partner straniero</strong>? Perche&#8217; e&#8217; ormai ovvio a tutti che la Cai da sola non sara&#8217; in grado di gestire la compagnia aerea. In una congiuntura internazionale di gravi difficolta&#8217; <strong>non sara&#8217; facile</strong> trovare qualcuno disposto a rischiare.</p>
<p>Alitalia continua inesorabilmente a <strong>perdere passeggeri</strong> e a <strong>ridurre i voli</strong>, la Cai non ha ancora presentato i suoi piani di volo, questo crea <strong>incertezza e perdita di prenotazioni</strong> e quindi di passeggeri, alla fine del processo di creazione della nuova Alitalia potremmo trovarci di fronte ad <strong>una compagnia senza passeggeri</strong>.</p>
<p>Quanto valgono le <strong>attivita&#8217; di Alitalia</strong>? La Cai paghera&#8217; <strong>un miliardo</strong> (compresi i debiti su 93 aerei che verranno acquistati due terzi in proprieta&#8217; e il resto in leasing). Tuttavia solo <strong>275 milioni</strong> verranno pagati in denaro, e solo <strong>100 milioni</strong> verranno pagati al trasferimento. Per il resto ci sono <strong>due anni di tempo</strong>, con varie procedure che potrebbero dare spazio a <strong>modalita&#8217; poco trasparenti</strong>. Qualcuno solleva forti dubbi sulla valutazione fatta dalla Cai, che ha deciso di <strong>valutare zero gli slot Alitalia</strong>. Si spera in valutatori indipendenti che diano il giusto valore agli slot, che qualcuno stima in <strong>almeno 700 milioni</strong>. Se gli asset Alitalia devono essere <strong>venduti a condizioni di mercato</strong>, devono essere valutati attentamente, possibilmente da esperti indipendenti. Va anche stabilito il <strong>vero valore di AirOne</strong>, o il suo disvalore.</p>
<p>Infine, <strong>che ne sara&#8217; dei vecchi azionisti Alitalia</strong>, tra cui c&#8217;e&#8217; lo Stato?</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il peso delle promesse</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 05:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In campagna elettorale Silvio Berlusconi aveva contrastato quella che lui riteneva una &#8220;svendita ad Air-France&#8220;, assicurando vi fosse la possibilita&#8217; di trovare una cordata di imprenditori italiani. Ora la cordata italiana rischia di sfaldarsi e con essa anche l&#8217;Alitalia. Alcune promesse fatte in campagna elettorale non causano danni, altre invece hanno pesanti conseguenze. I sindacati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a title="Alitalia e Malpensa in campagna elettorale" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/03/08/alitalia-e-malpensa-in-campagna-elettorale/">campagna elettorale</a> <strong>Silvio Berlusconi</strong> aveva contrastato quella che lui riteneva una &#8220;<em>svendita ad Air-France</em>&#8220;, assicurando vi fosse la possibilita&#8217; di trovare una <strong>cordata di imprenditori italiani</strong>. Ora la cordata italiana rischia di sfaldarsi e con essa anche l&#8217;Alitalia.</p>
<p><span id="more-359"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/berlusconi.jpg" alt="Politica - Silvio Berlusconi" />Alcune promesse fatte in campagna elettorale non causano danni, altre invece hanno <strong>pesanti conseguenze</strong>. I <strong>sindacati</strong> e l&#8217;<strong>Air-France</strong> allora chiusero le trattative perche&#8217; i primi aspettavano la prossima mossa del futuro governo, i secondi avevano paura che in attesa del futuro governo l&#8217;acquisto di <strong>Alitalia</strong> diventasse sempre meno conveniente.</p>
<p>Una volta formatasi la <strong>cordata di avvoltoi italiani</strong> (Cai) andava trovato un commissario che accompagnasse l&#8217;Alitalia verso la vendita. Venne dato questo incarico a <strong>Fantozzi</strong>, venne <a title="Alitalia, la concorrenza e il libero mercato" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/09/01/giornalettismo-15/">riscritta la legislazione</a> per permettergli di <strong>vendere alla Cai direttamente</strong>, per deresponsabilizzare lui e tutti quelli che avevano avuto a che fare con la dirigenza di Alitalia. Ma i sindacati continuarono a essere contrari, solo <strong>tre su nove</strong> accettarono l&#8217;accordo con la Cai. Per cui quest&#8217;ultima ritiro&#8217; l&#8217;offerta, e veniamo a oggi. Fantozzi si sveglia dal torpore e <strong>decide</strong> che deve assolvere al suo compito <strong>nonostante Berlusconi voglia vendere solo alla Cai</strong>. Per cui il commissario da tempo fino al <strong>30 settembre</strong> per dar modo ad altre &#8220;<em>manifestazioni di interesse</em>&#8221; di palesarsi.</p>
<p>Ma se non si fa vivo nessuno? E&#8217; quasi certo che non si fara&#8217; vivo nessuno, per tre motivi. Il primo e&#8217; che <strong>basta attendere il fallimento</strong> per partecipare al discount dell&#8217;Alitalia; il secondo e&#8217; che il <strong>governo</strong> ha indicato il suo unico interlocutore nella Cai, questo disincentiva altre proposte; infine i <strong>sindacati</strong>, la loro strategia e&#8217; attendere la prossima mossa del governo, <a class="esterno" title="Crisi Alitalia, specchio della crisi di un intero sistema" href="http://www.pietroichino.it/?p=344">aspettano la politica</a>, <a title="La scelta sbagliata" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/09/19/la-scelta-sbagliata/">aspettano l&#8217;intervento pubblico</a>.</p>
<p>Si continua con le scelte sbagliate, anche se non la penso come il <a class="esterno" title="Alitalia’s last flight" href="http://www.ft.com/cms/s/1/3ff0b8c4-8660-11dd-959e-0000779fd18c.html">Financial Times</a>, che afferma che un esito negativo della vicenda sarebbe per Berlusconi una &#8220;<em>umiliazione personale</em>&#8220;, credo comunque che la politica debba <strong>riflettere su quanto accaduto e quanto sta accadendo</strong>. Ed evitare la prossima volta di <strong>dettare le regole di un gioco che non e&#8217; in grado di giocare</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La scelta sbagliata</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 05:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spero la politica comprenda perche&#8217; si e&#8217; arrivati ieri al ritiro dell&#8217;offerta da parte della Cai, e soprattutto perche&#8217; piloti e dipendenti Alitalia hanno accolto con gioia questa notizia. La storia di Alitalia e&#8217; stata scritta dalla politica italiana, finche&#8217; ci sara&#8217; la politica dentro Alitalia, questa storia non finira&#8217;. Chi e&#8217; stato tanto ingenuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero la politica comprenda perche&#8217; si e&#8217; arrivati ieri al <strong>ritiro dell&#8217;offerta da parte della Cai</strong>, e soprattutto perche&#8217; <strong>piloti e dipendenti Alitalia</strong> hanno accolto con gioia questa notizia. La storia di Alitalia e&#8217; stata <strong>scritta dalla politica italiana</strong>, finche&#8217; ci sara&#8217; la politica dentro Alitalia, questa storia non finira&#8217;.</p>
<p><span id="more-351"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/alitalia.jpg" alt="Economia - Alitalia" />Chi e&#8217; stato tanto ingenuo da pensare che chi non aveva accettato l&#8217;offerta di Air France-Klm avrebbe accettato quella della Cai di gran lunga <strong>piu&#8217; sconveniente</strong>? Pensava veramente bastasse il <strong>bollino dell&#8217;italianita&#8217;</strong> per assicurarsi il &#8220;<em>si</em>&#8221; dei sindacati e dei dipendenti? Spero veramente di no, spero non fossero cosi&#8217; ingenui gli <strong>imprenditori della cordata</strong> e i <strong>politici</strong> che l&#8217;hanno appoggiata.</p>
<p>Sull&#8217;<a title="Tag: Alitalia" href="http://www.lkv.it/wp/archives/tag/alitalia/">Alitalia</a> ho scritto tanto ultimamente, dall&#8217;<a title="Alitalia: vendita o liquidazione" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2007/07/19/alitalia-vendita-o-liquidazione/">ultimatum di Padoa-Schioppa</a> a luglio dell&#8217;anno scorso &#8220;<em>oltre la vendita, c&#8217;e&#8217; soltanto la liquidazione</em>&#8220;, alla <a title="Air France prende il volo" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/03/air-france-prende-il-volo/">fuga di <strong>Air France</strong></a>. Poi ci fu il <a title="Alitalia: prestito ponte di 300 milioni" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/24/alitalia-prestito-ponte-di-300-milioni/">prestito ponte</a>, i primi <em>rumors</em> del <a title="Il piano di spar(t)izione di Alitalia" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/06/27/il-piano-di-spartizione-di-alitalia/">piano di spartizione di Alitalia</a>, l&#8217;<a title="Alitalia, la concorrenza e il libero mercato" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/09/01/giornalettismo-15/">intervento del Governo</a> volto ad aprire la strada alla <strong>cordata</strong>, eliminando le <strong>regole del mercato</strong> e mettendo al riparo da ogni responsabilita&#8217; i <strong>managers</strong> e il <strong>commissario</strong>.</p>
<p>Occorre chiedersi perche&#8217; e&#8217; stata <strong>rifiutata</strong> l&#8217;offerta della Cai. Il motivo e&#8217; che finche&#8217; ci sara&#8217; la politica che si interessa delle sorti di Alitalia, sindacati e dipendenti non accetteranno nessuna offerta <strong>peggiorativa</strong> dell&#8217;attuale situazione retributiva e lavorativa. Perche&#8217; si aspettano che mandando via ogni privato da Alitalia, l&#8217;alternativa sara&#8217; nuovamente un&#8217;<strong>Alitalia dello Stato</strong>. Questo e&#8217; il motivo.</p>
<p>Se veramente il Governo vuole trovare una <strong>soluzione</strong> per Alitalia deve disinteressarsi, uscirne fuori, vendere e lasciar perdere. Altrimenti la <strong>presenza della politica</strong> illudera&#8217; sindacati e lavoratori in un intervento da <em>deus ex machina</em> della politica. Il primo cattivo segnale e&#8217; stato dato col <strong>prestito ponte</strong>, fortemente voluto dall&#8217;attuale presidente del Consiglio, che sperava di risolvere la situazione. Invece siamo <strong>ancora qui</strong>, a guardare alla Cai e a Berlusconi aspettando la loro <strong>prossima mossa</strong>.</p>
<p>Ma anche chi ha rifiutato l&#8217;offerta della Cai aspetta la prossima mossa di <strong>Berlusconi</strong>, e spera sia un <strong>intervento diretto del Governo</strong>. Questa speranza deve essere spenta assolutamente, altrimenti restera&#8217; l&#8217;unica alternativa al fallimento. Infatti <strong>sbaglia chi diceva che l&#8217;unica alternativa all&#8217;accordo con la Cai era il fallimento</strong>, non capiva che c&#8217;era chi vedeva un&#8217;altra alternativa, quella del <strong>ritorno ad un&#8217;Alitalia in mano pubblica</strong>. Sparita l&#8217;alternativa privata resta quella pubblica.</p>
<p>Finche&#8217; non verra&#8217; cancellata l&#8217;alternativa pubblica <strong>nessuna soluzione privata vedra&#8217; la luce</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Prendi o raddoppia?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 05:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le piu&#8217; disparate dichiarazioni (soprattutto da parte di due ministri) sugli esuberi di Alitalia, questo argomento e&#8217; ormai un tabu&#8217;. Che nessuno parli di esuberi finche&#8217; i sindacati non avranno esaminato i piani della nuova Alitalia. Il motivo e&#8217; semplice, aggiungere confusione, non solo sulle cifre, ma soprattutto sui modi con cui si affronteranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le piu&#8217; <strong>disparate dichiarazioni</strong> (soprattutto da parte di due ministri) sugli <strong>esuberi di Alitalia</strong>, questo argomento e&#8217; ormai un tabu&#8217;. Che nessuno parli di esuberi finche&#8217; i <strong>sindacati</strong> non avranno esaminato <strong>i piani della nuova Alitalia</strong>.</p>
<p><span id="more-294"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/alitalia.jpg" alt="Economia - Alitalia" />Il motivo e&#8217; semplice, aggiungere <strong>confusione</strong>, non solo sulle cifre, ma soprattutto sui modi con cui si affronteranno gli esuberi, renderebbe ancora piu&#8217; complessa la <strong>trattativa con i sindacati</strong>. Non tanto con la <strong>Cisl</strong> (che sembra felice della soluzione italiana con <strong>AirOne</strong>), ne&#8217; con la <strong>Uil</strong> (che come spesso accade attende fiduciosa chissa&#8217; cosa), ma con <strong>Cgil e altre sigle sindacali</strong> (in tutto quelle all&#8217;interno di Alitalia sono <strong>nove</strong>).</p>
<p>Domani ci sara&#8217; l&#8217;<strong>incontro con i sindacati</strong>, vorranno vedere il piano di rilancio (che <strong>non esiste</strong>) e capire gli effetti che avra&#8217; sui dipendenti. Vorranno poi rassicurazioni sugli esuberi. Bisognera&#8217; quindi attendere l&#8217;approvazione del piano presentato dalla Cai (la Compagnia aerea italiana presieduta da <strong>Roberto Colaninno</strong>) prima che si parli degli esuberi.</p>
<p>Tempo per <strong>allungare la trattativa</strong> (come sono solite fare le sigle sindacali) non ce n&#8217;e', Alitalia e&#8217; di fatto <strong>fallita</strong> anche se la si tiene in vita artificialmente per consentire alla Cai di prendere forma. Il <strong>prestito ponte</strong> e&#8217; stato divorato da tempo, gia&#8217; da meta&#8217; mese potrebbero esserci problemi per far volare gli aerei, quindi i rappresentanti di <strong>Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl Intercategoriale</strong> (vederle tutte assieme fa un certo effetto) dovranno scegliere tra <strong>prendere</strong> l&#8217;accordo cosi&#8217; com&#8217;e&#8217; <strong>o raddoppiare</strong>. Raddoppiare nel senso che rifiuteranno l&#8217;accordo, Alitalia fallira&#8217; e gli esuberi raddoppieranno (anzi piu&#8217; che raddoppieranno).</p>
<p>In assenza di <strong>dati certi sugli esuberi</strong>, per ora le sigle sindacali (soprattutto l&#8217;Anpac dei piloti) contestano la <strong>riduzione degli aerei e delle rotte intercontinentali</strong>. Effettivamente la nuova Alitalia nella sua mania di conservare l&#8217;italianita&#8217; si e&#8217; ritagliata un angolo di &#8220;paradiso&#8221; nei confini nazionali, trovando un <strong>quasi monopolio nella tratta Roma-Milano</strong>, e dimenticando la <strong>vocazione internazionale</strong> che una sana compagnia aerea con un minimo di ambizione dovrebbe avere. Ma Alitalia non puo&#8217; permetterselo, e non potra&#8217; permetterselo.</p>
<h5>L&#8217;ormai scordato piano Air France</h5>
<p>Nel piano <strong>Air France-Klm</strong> gli esuberi erano ben definiti, <strong>2100 persone</strong>, con un solido piano di ammortizzatori sociali gia&#8217; definito e previsto nella finanziaria, con i <strong>debiti</strong> che finivano sulle spalle di Air France, con <strong>Fiumicino come hub internazionale</strong>, con l&#8217;eliminazione del <strong>settore cargo</strong>, visto che perdeva un terzo del fatturato (ma ricordo trattasi di 5 aerei), con la <strong>riduzione di alcune tratte internazionali</strong>, ma comunque con un <strong>piano di rilancio vero</strong>, anche <strong>a livello internazionale</strong>, quindi con un <strong>futuro sviluppo</strong>, con <strong>investimenti cospicui</strong>. Poi <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/03/air-france-prende-il-volo/" title="Air France prende il volo">Air France fuggi&#8217;</a> per il muro alzato dai <strong>sindacati</strong> che si vedevano <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/03/08/alitalia-e-malpensa-in-campagna-elettorale/" title="Alitalia e Malpensa in campagna elettorale">appoggiati dal futuro <strong>governo Berlusconi</strong></a> (e&#8217; bene non dimenticare le varie responsabilita&#8217; della fine di un accordo serio).</p>
<p>E&#8217; bene anche <a class="esterno" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000553.html" title="Alitalia: chi ha perso la scommessa">confrontare i due piani</a>. Ora <strong>cosa ci rimane</strong>? A parte gli <strong>esuberi</strong> che nel migliore dei casi saranno doppi rispetto alla proposta Air France, a parte i <strong>debiti</strong> che ora finiranno sulle nostre spalle, a parte il <strong>piano di sviluppo inesistente</strong> confinando la compagnia aerea a un ruolo entro i confini nazionali, con la <strong>sparizione di entrambi gli hub</strong>, sia Fiumicino sia Malpensa, a parte l&#8217;<strong>assenza di un serio investitore</strong> capace di sviluppare la compagnia?</p>
<p>Quanto potra&#8217; <strong>resistere</strong> Alitalia in questo modo anche dopo la creazione della Cai? Ritengo <strong>ben poco</strong>. In questo settore <strong>o sei una low cost o devi diventare un gigante</strong>, per usufruire delle <strong>economie di scala</strong> e riuscire a <strong>sostenere i costi</strong>. Invece si punta al <strong>nanismo</strong>, un&#8217;Alitalia nana, grande solo nella tratta Milano-Roma, a meno che l&#8217;Ue o l&#8217;<span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'L\'Autorita\' garante della concorrenza e del mercato che promuove l\'applicazione nel mercato interno delle norme antimonopolistiche. In particolare si fa riferimento all\'abuso di posizione dominante, che viene punita con multe od ingiunzioni a desistere da comportamenti considerati contrarie alle norme antimonopolistiche. Rispetto all\'organismo analogo presente negli Stati Uniti, la violazione di questo divieto non da\' mai luogo a smembramenti di imprese. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#a&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">Antitrust</span> non ci metta lo zampino imponendo la <strong>vendita di qualche slot</strong> di Fiumicino e Malpensa ad altre compagnie. In questo caso la nuova Alitalia non resisterebbe un mese. Perdendo il monopolio non potrebbe coprire gli enormi costi <strong>aumentando le tariffe</strong>.</p>
<h5>Una morte annunciata</h5>
<p>Allora, tempo qualche mese, forse gia&#8217; nei primi mesi del 2009 e <strong>la Cai sara&#8217; punto e a capo</strong> nella difficile situazione di non reggere gli <strong>enormi costi</strong>. Ma niente paura, se va bene <strong>Air France</strong> si fara&#8217; volentieri carico della Cai (nonostante il patto fatto dai nuovi soci di non vendere prima dei cinque anni), perche&#8217; si trovera&#8217; con una compagnia aerea <strong>senza debiti</strong> (trasferiti alla <em>bad company</em>) e senza esuberi (i cui costi sociali saranno pagati dalla Stato e la cui trattativa con i sindacati sara&#8217; gia&#8217; conclusa), cosa puo&#8217; chiedere di piu&#8217; dall&#8217;Italia? Nel peggiore dei casi si lasciera&#8217; che il mercato faccia il suo lavoro <strong>inghiottendo Alitalia</strong> e il ricordo di questa brutta storia che ormai va avanti da decenni.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il piano di spar(t)izione di Alitalia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 05:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fallito il piano A per la vendita di Alitalia in toto, si prova ad intraprendere il delicato cammino del piano B, quello della spartizione, chi vuole l&#8217;ala, chi vuole il petto? A me la coscia. Come un pollo da tranciare. Fabio Verna, il cui ruolo e&#8217; quello di aiutare Bruno Ermolli nella difficile ricerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fallito il <strong>piano A</strong> per la vendita di <strong>Alitalia</strong> in toto, si prova ad intraprendere il delicato cammino del <strong>piano B</strong>, quello della spartizione, chi vuole l&#8217;ala, chi vuole il petto? A me la coscia. Come <strong>un pollo da tranciare</strong>. <strong>Fabio Verna</strong>, il cui ruolo e&#8217; quello di aiutare <strong>Bruno Ermolli</strong> nella difficile ricerca di una &#8220;<em>cordata italiana</em>&#8221; che si compri questa benedetta <strong>compagnia di bandiera</strong>, sostiene che &#8220;<em>c&#8217;e&#8217; un gruppo di imprenditori del Centro-Sud Italia che sarebbe interessato a rilevare il settore cargo di Alitalia</em>&#8220;.</p>
<p><span id="more-195"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/alitalia.jpg" alt="Economia - Alitalia" />E&#8217; bene controllare <strong>in cosa consiste il settore cargo</strong> di Alitalia, dunque, andando a controllare sul <a class="esterno" href="http://www.alitaliacargo.com/Default.aspx?tabid=85" title="Alitalia Cargo">sito della compagnia</a>, si puo&#8217; vedere che a fronte di una flotta di <strong>179 aerei</strong>, solo <strong>5 aerei MD-11 Special Freighter</strong> sono destinati a questo settore. Piu&#8217; attraenti potrebbero essere le partnership con gli altri vettori, piu&#8217; precisamente l&#8217;<strong>alleanza SkyTeamCargo</strong> (di cui fa parte anche Air France-Klm). Per stabilire se questo settore costituisce un <strong>ramo improduttivo</strong> di Alitalia bisognerebbe avere accesso ai dossier.</p>
<h5>Un pezzetto a ciascuno non fa male a nessuno</h5>
<p>Lo <strong>smembramento di Alitalia</strong> e&#8217; un&#8217;operazione comune, quando ci si ritrova con una societa&#8217; che e&#8217; difficile vendere la si <strong>scompone</strong> nei vari <em>asset</em> anche per <strong>frazionare il rischio</strong> e ci si libera dei rami meno produttivi o quelli non riguardanti l&#8217;attivita&#8217; principale, cercando di &#8220;ricavarci qualcosa&#8221; da quel che rimane dopo la potatura. Il rischio e&#8217; che a furia di spolpare l&#8217;unica cosa appetibile siano gli <em>slot</em>, le rotte e poco altro, effetto che si avrebbe anche col <strong>fallimento</strong>. A questo punto sarebbe allora preferibile ricorrere alla <strong>legge Marzano</strong>, possibilmente con un &#8220;<em>commissario illuminato</em>&#8221; <strong>prima che sia troppo tardi</strong>. A questo proposito si fa strada l&#8217;ipotesi di un commissario che dia in gestione il ramo dell&#8217;azienda riguardante il volo alla &#8220;<em>NewCo</em>&#8220;, dove entrerebbero sia <strong>AirOne</strong> sia <strong>Meridiana</strong> appoggiate da un&#8217;iniezione di capitali (evidentemente messi da altri, forse la famosa cordata). I rami secchi finirebbero invece nella &#8220;<em>bad company</em>&#8220;, in questo modo la &#8220;cordata&#8221; non sara&#8217; costretta a investire piu&#8217; di quanto renda la compagnia e <strong>il grosso delle perdite</strong> tramite la potatura dei rami secchi ricadra&#8217; sui creditori di Alitalia, che oltre alle passivita&#8217; si dovranno addossare anche gli esuberi (si parla di  <strong>4mila unita&#8217;</strong>, ma addirittura c&#8217;e&#8217; chi parla di 10mila).</p>
<p>L&#8217;Alitalia nel frattempo non sta perdendo solo <a class="esterno" href="http://www.lavoce.info/articoli/-infrastruttre_trasporti/pagina1000414.html" title="Alitalia in caduta libera, ma non i costi">liquidita&#8217;</a>, ma sta anche <strong>perdendo terreno</strong>, la sua quota di mercato (in Italia) si e&#8217; ridotta di un altro <strong>5 per cento</strong> nel primo trimestre di quest&#8217;anno rispetto al primo trimestre 2007 (preceduto da un decennio in caduta), ormai e&#8217; a un risibile <strong>40,8 per cento</strong>, per quanto riguarda la quota internazionale non vale neppure la pena controllare.</p>
<p>Sullo spezzatino <strong>Fabio Verna</strong> aggiunge che <strong>Intesa SanPaolo</strong> lavora su questo fronte &#8220;<em>attraverso la costituzione di una NewCo, partecipata dagli imprenditori interessati ad acquisire la divisione</em>&#8220;. Si potrebbe quindi trattare di un <strong>eventuale partecipazione di Air France</strong>, si parla di &#8220;<em>una quota del 10-15 per cento con un esborso di circa 300 milioni di euro</em>&#8220;, un secondo prestito ponte, a cui si aggiungerebbe una quota di circa il <strong>20 per cento</strong> della famosa &#8220;cordata italiana&#8221; con un investimento di circa <strong>600 milioni</strong> (altri due ponti) e <strong>AirOne</strong> e forse <strong>Meridiana</strong> come partner industriali. Nel caso AirOne entrerebbe <strong>senza sborsare nulla</strong> perche&#8217; non puo&#8217; avendo un&#8217;esposizione di <strong>560-570 milioni</strong> per conto suo. Lo stesso vale per Meridiana, non avendo una situazione finanziaria migliore di quella di AirOne. Infine potrebbe entrare nella partecipazione anche <strong>Intesa SanPaolo</strong>, infatti il <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/06/12/fallitalia-fra-aiuti-di-stato-e-europa-contro/" title="Fallitalia: fra aiuti di Stato e Europa contro"><strong>decreto</strong> approvato alla Camera</a> consente all&#8217;<em>advisor</em> di <strong>trasformarsi in partecipante</strong>. Si arriverebbe in questo modo a un numero di ponti forse sufficiente a <strong>raggiungere l&#8217;altro lato</strong> del baratro. A meno che non si allarghi il baratro.</p>
<h5>Senza spezzatino</h5>
<p>Oltre alla gia&#8217; difficile situazione della <strong>compagnia italiana</strong>, la situazione congiunturale internazionale e&#8217; un ulteriore ostacolo alla privatizzazione. Servirebbe infatti un vettore in grado di sborsare <strong>3 miliardi di euro</strong>, tanto e&#8217; infatti necessario per rilanciare la compagnia italiana, ma con <strong>prospettive pessime</strong> visto che da un lato <strong>crescono i costi</strong> per il carburante e dall&#8217;altro il rallentamento dell&#8217;economia dei Paesi sviluppati prospetta una <strong>riduzione della domanda</strong>, gia&#8217; oggi all&#8217;incremento della capacita&#8217; delle compagnie aeree in Europa non segue un incremento uguale del numero di passeggeri. A queste condizioni in Italia <strong>nessuno e&#8217; in grado di farlo</strong>, servira&#8217; quindi uno &#8220;straniero&#8221;. Insomma, servira&#8217; un piano industriale di rilancio simile a quello proposto a suo tempo da <strong>Air France-Klm</strong>. A questa compagnia quindi tutti guardano con speranza affinche&#8217; <strong>torni sui sui passi</strong>. Sempre che sia disponibile, dati i nuovi problemi. L&#8217;alternativa e&#8217; appunto lo spezzatino che puo&#8217; non piacere, ma <strong>e&#8217; facile da far ingerire</strong>.</p>
<h5>L&#8217;incognita Malpensa</h5>
<p>Ai problemi gia&#8217; esposti si aggiunge anche il <strong>problema Malpensa</strong>, che si trasformera&#8217; immediatamente in un problema politico visto che la <strong>Lega Nord</strong> ci tiene molto a questo aeroporto. Il possibile <strong>ingresso di Air France</strong> (con il suo progetto mai nascosto di fare di Roma l&#8217;hub principale in Italia a discapito di Malpensa) e la presenza di una possibile cordata di imprenditori del <strong>Centro-Sud</strong> (che presumibilmente non sarebbero interessati come la Lega a Malpensa) potrebbe portare la Lega a <strong>opporsi</strong> a questo tipo di soluzione. A meno che non partecipi <strong>Lufthansa</strong> per salvare capra e cavoli.</p>
<p>Intanto sabato mattina, all&#8217;assemblea dei soci, verra&#8217; <strong>reintegrato il Cda</strong>, c&#8217;erano infatti due posti liberi nel consiglio di amministrazione, il Governo (in qualita&#8217; di azionista) per voce di Tremonti ha assicurato che saranno scelti &#8220;tra persone di elevato profilo e competenza&#8221;. Fortunatamente la fine della telenovela e&#8217; forse vicina, infatti <strong>Aristide Police</strong> (presidente della compagnia) ha annunciato che <strong>per fine Luglio</strong> sara&#8217; pronta &#8220;una prospettiva piena&#8221; per il futuro di Alitalia.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Un passo avanti ed uno indietro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 05:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parla delle possibili iniziative presenti nella prossima manovra del Governo. Enti pubblici, tasse, energia e altro ancora. Qualche passo avanti ma anche qualcuno indietro. E poi sanzioni per chi pubblica i redditi online. Per prima cosa il tema caldo, il caro carburante, si interverra&#8217; attraverso uno sconto automatizzato legato al recupero dell&#8217;extragettito Iva per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla delle possibili iniziative presenti nella <strong>prossima manovra del Governo</strong>. Enti pubblici, tasse, energia e altro ancora. Qualche passo avanti ma anche qualcuno indietro. E poi sanzioni per chi pubblica i redditi online.</p>
<p><span id="more-172"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/berlusconi.jpg" alt="Politica - Sivio Berlusconi" />Per prima cosa il tema caldo, il <strong>caro carburante</strong>, si interverra&#8217; attraverso uno sconto automatizzato legato al recupero dell&#8217;<strong>extragettito Iva</strong> per l&#8217;aumento dei prezzi del greggio. Una misura di riduzione dell&#8217;Iva era stata presa dal Governo Prodi ma questo Governo l&#8217;aveva lasciata cadere non avendola rinnovata. Ora invece si parla di <strong>stabilire un valore di riferimento nel <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il documento con il quale si individuano gli andamenti tendenziali e si fissano gli obiettivi sulle principali grandezze di bilancio per un orizzonte temporale pluriennale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#d&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Documento di Programmazione Economico-Finanziaria' );"><acronym class="uttAcronym" title="Documento di Programmazione Economico-Finanziaria">Dpef</acronym></span></strong>, e se il prezzo del greggio risultasse superiore a questo valore scatterebbe automaticamente una riduzione dell&#8217;<span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'L\'imposta pagata sul valore dei beni al momento dell\'acquisto. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#a&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">accisa</span> per compensare il maggior gettito Iva dovuto all&#8217;aumento del prezzo industriale del prodotto. Questo automatismo avrebbe cadenza trimestrale. Sempre su questo tema ci sara&#8217; probabilmente <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/06/05/i-rischi-della-robin-hood-tax/" title="I rischi della Robin Hood Tax">la Robin Hood Tax</a> di Tremonti.</p>
<p>Sempre sul tema energetico entro il 2008 il Governo individuera&#8217; i criteri per l&#8217;<strong>individuazione dei siti</strong> dove costruire gli <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/05/24/si-riparla-di-nucleare/" title="Si riparla di nucleare">impianti di energia nucleare</a>. Il Governo dovra&#8217; definire i <strong>criteri di localizzazione</strong> dei siti e stabilire le <strong>misure compensative</strong> per le popolazioni interessate (compensazioni che andrebbero alle famiglie e alle imprese residenti vicino al sito) i costi delle misure compensative dovrebbero essere <strong>sostenuti dalle imprese coinvolte</strong> nella costruzione o nell&#8217;esercizio degli impianti.</p>
<p>Ce n&#8217;e&#8217; anche per il <strong>lavoro</strong> e le <strong>pensioni</strong>, il Governo pare intenzionato ad <strong>abolire il divieto di cumulo</strong> tra pensione e redditi da lavoro. Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato ci potrebbero essere delle modifiche alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare.</p>
<p>Altre misure riguarderanno il <strong>controllo della spesa degli enti pubblici locali</strong>, e&#8217; prevista una manovra di stretta della spesa da <strong>9,2 miliardi</strong> per le Regioni, riguardera&#8217; la spesa sanitaria per <strong>3 miliardi</strong> e misure sul pubblico impiego per altri <strong>3 miliardi</strong>. Si starebbe anche studiando la <strong>liberalizzazione dei servizi pubblici locali</strong>, affidando questi servizi tramite gare pubbliche a societa&#8217; private o direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata (in questo caso il socio privato che dovra&#8217; detenere almeno il <strong>30 per cento</strong> verra&#8217; scelto tramite gara). Potrebbe anche esserci l&#8217;<strong>abolizione delle province</strong> delle aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. Per l&#8217;abolizione di ciascuna di queste province tuttavia si attendera&#8217; la cessazione dei consigli. Dopo l&#8217;abolizione lo Stato e le Regioni trasferiranno le competenze soppresse alle aree metropolitane.</p>
<p>Si torna indietro rispetto alle <strong>norme antiriciclaggio</strong> scattate lo scorso 30 aprile che portavano la soglia per gli assegni trasferibili a massimo <strong>5.000 euro</strong>, si riporta infatti il tetto massimo a <strong>12.500 euro</strong>.</p>
<p>Sanzioni severe (da 5.000 a 30.000 euro) per chi <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/05/01/redditi-online-anzi-offline/" title="Redditi online, anzi offline">pubblica redditi on line</a>, o attraverso qualsiasi altro mezzo, sanzione che aumenta (fino al triplo) a seconda del livello di reddito di chi pubblica i redditi online.</p>
<p>Tutto questo <strong>in attesa di informazioni piu&#8217; certe</strong> ovviamente, anche perche&#8217; non si vede nulla a proposito delle <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/06/13/sei-licenziato-forse-un-giorno/" title="Sei licenziato… forse… un giorno">proposte di Brunetta</a> sulla Pubblica amministrazione.</p>]]></content:encoded>
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		<title>A corto di liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 05:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia serve un forte scossone di liberalizzazioni in vari settori, settori in cui la scarsa concorrenza e la lentezza del processo decisionale pubblico rappresentano un freno per la crescita del Paese. Questo ha affermato ieri l&#8217;Antitrust in una segnalazione a Governo e Parlamento. Gli interventi strategici vengono identificati nelle infrastrutture, nei carburanti, nell&#8217;energia, nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia serve un forte scossone di <strong>liberalizzazioni in vari settori</strong>, settori in cui la <strong>scarsa concorrenza</strong> e la <strong>lentezza del processo decisionale pubblico</strong> rappresentano un freno per la crescita del Paese. Questo ha affermato ieri l&#8217;<span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'L\'Autorita\' garante della concorrenza e del mercato che promuove l\'applicazione nel mercato interno delle norme antimonopolistiche. In particolare si fa riferimento all\'abuso di posizione dominante, che viene punita con multe od ingiunzioni a desistere da comportamenti considerati contrarie alle norme antimonopolistiche. Rispetto all\'organismo analogo presente negli Stati Uniti, la violazione di questo divieto non da\' mai luogo a smembramenti di imprese. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#a&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">Antitrust</span> in una segnalazione a Governo e Parlamento.</p>
<p><span id="more-160"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/catricala.jpg" alt="Economia - Antonio Catricala'" />Gli <strong>interventi strategici</strong> vengono identificati nelle infrastrutture, nei carburanti, nell&#8217;energia, nei trasporti, nei servizi pubblici locali, nei farmaci, nelle professioni, nella distribuzione commerciale e nei servizi finanziari.</p>
<p>Vengono quindi portati alcuni esempi su <strong>come intervenire in questi ambiti</strong>, eliminando ad esempio il numero chiuso per alcune professioni, eliminare i veti incrociati che bloccano le infrastrutture.</p>
<h5>Infrastrutture</h5>
<p>Il nostro sistema produttivo e&#8217; caricato dagli oneri dovuti agli alti prezzi e alla minor qualita&#8217; di risorse e servizi essenziali, come ad esempio <strong>l&#8217;elettricita&#8217;, il gas e i trasporti</strong>. Problemi dovuti a una <strong>carente dotazione di infrastrutture</strong>. E&#8217; dunque necessario che il Governo individui le priorita&#8217;, ed <strong>elimini i veti incrociati</strong> che bloccano la realizzazione delle opere attraverso il rimpossessarsi del ruolo di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale.</p>
<h5>Elettricita&#8217;</h5>
<p>Abbiamo una <strong>rete bloccata e insufficiente</strong>, questo genera fenomeni di <strong>congestione</strong> locale e favorisce la permanenza di situazioni di potere di mercato. Servono dunque incentivi efficaci per <strong>potenziare la rete</strong> di trasmissione e l&#8217;introduzione di una piena <strong>separazione proprietaria</strong> tra attivita&#8217; di distribuzione e vendita di energia elettrica nelle reti di distribuzione.</p>
<h5>Gas</h5>
<p>Servono <strong>norme e regole</strong> per definire i nuovi investimenti infrastrutturali in capacita&#8217; di importazione (tramite gasdotto e terminali di rigassificazione di GNL) e di stoccaggio di gas. Contemporaneamente servono misure atte a <strong>garantire l&#8217;accesso e la crescita</strong> di nuovi soggetti imprenditoriali. Bisogna ristabilire le norme sugli affidamenti in concessione del servizio di distribuzione, riducendo la durata del periodo transitorio per gli affidamenti diretti in scadenza e consentendone la rapida riassegnazione mediante gara. Sarebbe un bene inoltre la creazione di una <strong>societa&#8217; europea delle reti di trasporto del gas</strong>, alla quale affidare, nell&#8217;interesse comunitario, la gestione delle varie infrastrutture nazionali.</p>
<h5>Ferrovie</h5>
<p>Bisogna predisporre e attuare la <strong>separazione proprietaria</strong> ed eliminare la molteplicita&#8217; dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo <strong>Ferrovie dello Stato</strong>, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato. Procedere inoltre alla chiara <strong>individuazione degli ambiti di servizio pubblico</strong>, quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore. Occorre investire nello sviluppo dei <strong>collegamenti ad alta velocita&#8217;</strong> e nelle <strong>infrastrutture logistiche</strong> necessarie allo sviluppo dell&#8217;intermodalita&#8217; nel comparto del trasporto merci.</p>
<h5>Servizi pubblici locali</h5>
<p>Bisogna <strong>privatizzare i servizi pubblici locali</strong> per eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e societa&#8217; affidataria del servizio. La dove le caratteristiche del mercato non rendano possibile la privatizzazione, come per il trasporto ferroviario locale, la distribuzione idrica, elettrica e di gas, caratterizzati da <strong>infrastrutture di rete</strong> (la cui proprieta&#8217; deve restare pubblica) gli <strong>affidamenti</strong> non possono che essere <strong>di lungo periodo</strong>. Occorrera&#8217; percio&#8217; <strong>rafforzare il ruolo della regolazione</strong> per garantire la qualita&#8217;, l&#8217;efficienza e l&#8217;economicita&#8217; dei servizi, assegnando le competenze alle <strong>Autorita&#8217; nazionali</strong> gia&#8217; esistenti.</p>
<h5>Negozi</h5>
<p>La nostra <strong>industria distributiva</strong> e&#8217; carente e inefficiente rispetto a quella di altri Paesi europei, proprio a causa di una <strong>regolazione</strong> che ostacola l&#8217;apertura di punti vendita con grandi superfici e in genere l&#8217;attivazione di nuovi esercizi. Si deve intervenire su questi vincoli, vanno abrogati i divieti in materia di vendita congiunta all&#8217;ingrosso e al dettaglio, e i vincoli presenti, nella normativa nazionale e locale, alla determinazione dei prezzi di vendita (per es. la regolamentazione in materia di vendite sottocosto e straordinarie) e alle modalita&#8217; di esercizio dell&#8217;attivita&#8217; (per es. la regolamentazione di turni e orari – minimi e massimi &#8211; di apertura). Nel settore agroalimentare vanno individuate normative che, <strong>promuovendo la concorrenza</strong>, migliorino le modalita&#8217; di funzionamento e l&#8217;efficienza del settore con l&#8217;accorciamento della filiera.</p>
<h5>Carburanti</h5>
<p>Si deve liberalizzare il regime di disciplina della <strong>distribuzione dei carburanti</strong>. Infatti le rigidita&#8217; e le inefficienze della struttura distributiva incidono sul costo finale dei carburanti, con effetti che interessano l&#8217;intero sistema economico. Tra questi vincoli vi sono le <strong>distanze minime</strong>, le <strong>superfici minime</strong> e gli <strong>standard qualitativi</strong>. Bisogna liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitivita&#8217; degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica. Per ottenere questi effetti si puo&#8217; obbligare i titolari di infrastrutture logistiche a riservare a terzi una quota della capacita&#8217; complessiva dei rispettivi depositi e indurre i soggetti che controllano gli impianti di raffinazione di prodotti petroliferi a <strong>cedere quantitativi di prodotto</strong>, in particolare a operatori di minori dimensioni che non siano in grado di approvvigionarsi sul mercato internazionale.</p>
<h5>Farmaci</h5>
<p>Serve una pesante <strong>semplificazione</strong> dei requisiti e degli adempimenti, previsti a livello locale, per la <strong>distribuzione dei farmaci</strong>. A livello produttivo occorrono iniziative orientate a favorire l&#8217;ingresso dei farmaci generici, senza tuttavia scoraggiare gli incentivi all&#8217;innovazione.</p>
<h5>Professionisti</h5>
<p>Nonostante le misure prese nella scorsa legislatura, persiste una sostanziale impermeabilita&#8217; dei codici deontologici alle esigenze di modernizzazione. L&#8217;<strong>accesso alla professione</strong> deve essere, in linea di principio, libero. Il prezzo dei servizi dovrebbe essere stabilito d&#8217;intesa tra le parti. E&#8217; auspicabile l&#8217;istituzione di corsi scolastici e universitari che consentano di <strong>conseguire direttamente l&#8217;abilitazione</strong>. Vanno abrogate le limitazioni numeriche agli accessi previsti per alcune professioni, come per esempio nel caso dei notai e dei medici del servizio sanitario nazionale. I <strong>codici deontologici</strong> devono prevedere unicamente norme di tipo etico, a garanzia degli interessi dell&#8217;utente e della liberta&#8217; e autonomia del professionista.</p>
<h5>Banche</h5>
<p>Bisogna proseguire il percorso iniziato nella scorsa legislatura, chiedere una <strong>maggiore semplificazione, trasparenza e comparabilita&#8217;</strong> delle informazioni con l&#8217;introduzione di fogli informativi sintetici e di indicatori di spesa complessiva. Bisogna ridurre i tempi e costi delle procedure di trasferimento del rapporto contrattuale (<strong>portabilita&#8217;</strong> dei conti correnti e surrogazione dei contratti di mutuo) e rafforzare gli strumenti di tutela del consumatore con l&#8217;introduzione di garanzie sulla durata delle condizioni offerte e il controllo amministrativo sulle clausole vessatorie.</p>
<h5>Assicurazioni</h5>
<p>In questo settore le liberalizzazioni hanno dato risultati insoddisfacenti in termini di prezzi, qualita&#8217; delle prestazioni e intensita&#8217; delle dinamiche concorrenziali. Occorrono ulteriori interventi di <strong>semplificazione delle informazioni alla clientela</strong>, con modelli contrattuali standardizzati che separino chiaramente le coperture a maggiore diffusione dalle clausole di estensione delle garanzie. Va incrementata la <strong>trasparenza delle condizioni economiche</strong> del rapporto, ad esempio per quanto riguarda la variazione del premio futuro in caso di presenza/assenza di sinistri nel corso del periodo assicurativo, proprio per incoraggiare la mobilita&#8217;, oggi molto bassa, della domanda.</p>
<h5>Burocrazia</h5>
<p>E&#8217; ormai una priorita&#8217; <strong>ridurre, semplificare e razionalizzare il quadro normativo</strong>, ricorrendo ai testi unici e ai codici. Per ciascun settore economico occorre verificare la necessita&#8217; e <strong>proporzionalita&#8217; delle procedure</strong> amministrative previste, eliminando quando e&#8217; possibile l&#8217;assenso preventivo della pubblica amministrazione. La verifica andrebbe ripetuta nel tempo alla luce dell&#8217;evoluzione del contesto economico e tecnologico. Dovrebbe essere attuato il progettato sportello unico per le imprese.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La compagnia da buttare</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 05:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo forse al preludio dell&#8217;atto finale, la Commissione europea si dice pronta ad aprire la procedura di infrazione contro l&#8217;Italia a causa del prestito ponte ad Alitalia, che anche senza Ue si sarebbe comunque rivelato inutile, capace solo di prolungare l&#8217;agonia, o forse preparatorio per qualche strana operazione tra compagnie minori. La Commissione europea si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo forse al preludio dell&#8217;<strong>atto finale</strong>, la Commissione europea si dice pronta ad <strong>aprire la procedura di infrazione</strong> contro l&#8217;Italia a causa del <strong>prestito ponte</strong> ad <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/tag/alitalia/" title="Tag: Alitalia">Alitalia</a>, che anche senza Ue si sarebbe comunque rivelato inutile, capace solo di prolungare l&#8217;agonia, o forse preparatorio per <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/05/31/lalitalia-precipita-senza-regole/" title="L'Alitalia precipita senza regole">qualche</a> strana <a class="esterno" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/airone-airbus-alitalia.shtml?uuid=f0325c72-3248-11dd-8704-00000e251029&#038;type=Libero" title="AirOne potrebbe confluire in Alitalia. E intanto compra 24 jet Airbus a lungo raggio">operazione</a> tra compagnie minori.</p>
<p><span id="more-152"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/blog/alitalia.jpg" alt="Economia - Alitalia" />La Commissione europea si riunira&#8217; l&#8217;<strong>11 giugno</strong> e probabilmente formalizzera&#8217; la decisione. Infatti sembra appurata la tendenza unanime, da parte dell&#8217;esecutivo Ue, di <strong>considerare come un aiuto di Stato</strong> il famigerato <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/24/alitalia-prestito-ponte-di-300-milioni/" title="Alitalia: prestito ponte di 300 milioni">prestito in conto capitale di 300 milioni</a> dato (o regalato) ad Alitalia.</p>
<p>Come se non bastasse, le <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/05/31/lalitalia-precipita-senza-regole/" title="L'Alitalia precipita senza regole">modifiche apportate al decreto</a> (che permette di saltare alcune regole dalla Legge Draghi sulle privatizzazioni, la <strong>Legge 474/1994</strong>) vengono considerate un&#8217;aggravante. L&#8217;<strong>art. 1-bis</strong> del testo e&#8217; incompatibile con un&#8217;operazione di mercato. Ecco cosa dice l&#8217;emendamento presentato mercoledi&#8217;:</p>
<blockquote><p>il Consiglio dei ministri, con propria delibera, puo&#8217; individuare uno o piu&#8217; soggetti qualificati che, anche nell&#8217;interesse di Alitalia, promuovano in esclusiva, per conto di terzi ovvero anche in proprio, la presentazione di un&#8217;offerta, indirizzata all&#8217;azionista o alla societa&#8217;, finalizzata ad acquisire il controllo<br />
di Alitalia entro il termine indicato nella stessa delibera</p></blockquote>
<p>Evidentemente <strong>stravolgendo il senso della Legge Draghi</strong> che nel secondo comma stabilisce che:</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;alienazione delle partecipazioni di cui al comma 1 e&#8217; effettuata con modalita&#8217; trasparenti e non discriminatorie, finalizzate anche alla diffusione dell&#8217;azionariato tra il pubblico dei risparmiatori e degli investitori istituzionali&#8221;</p></blockquote>
<p>Anche se prosegue:</p>
<blockquote><p>&#8220;modalita&#8217; di alienazione sono preventivamente individuate, per ciascuna societa&#8217;, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attivita&#8217; produttive&#8221;.</p></blockquote>
<p>Si vedra&#8217; mercoledi&#8217; prossimo <strong>cosa decidera&#8217; la Commissione</strong>, tuttavia le indiscrezioni sembrano confermare il <strong>parere negativo</strong>. </p>
<p>Alla Camera i lavori per la conversione del <strong>decreto legge 80/2008</strong> sul prestito ponte ad Alitalia hanno trovato qualche difficolta&#8217;, soprattutto nell&#8217;ostruzionismo dell&#8217;IdV, che parla di violazioni della legge nel merito e nel metodo. Cosi&#8217; si esprime sulla faccenda il leader del partito:</p>
<blockquote><p><cite>Antonio di Pietro</cite><br />
&#8220;Nel merito proponendo di votare una legge in violazione della direttiva europea e nel metodo facendo votare persone che non ci sono in Parlamento, attraverso un esercizio scorretto e criminale che e&#8217; quello del deputato che vota per piu&#8217; persone, noi dell&#8217;Idv li abbiamo fotografati e nei prossimi giorni nel mio blog li trasmetteremo uno per uno perche&#8217; gli italiani devono sapere chi sono i truffatori in questo Parlamento&#8221;.</p></blockquote>
<p>E&#8217; tuttavia sorto un altro problema, l&#8217;altro ieri infatti, il <strong>Servizio bilancio della Camera</strong> in un dossier sul decreto legge 93/2008 ha scritto che a causa del trasferimento del prestito nel patrimonio netto della compagnia di bandiera, in caso di fallimento e liquidazione dell&#8217;Alitalia <strong>lo Stato perderebbe i 300 milioni</strong> di euro.</p>
<p>Ipotesi quella del <strong>fallimento</strong> assolutamente da non scartare. Vediamo un po&#8217; la situazione, noi siamo qui oggi a pensare al prestito (piu&#8217; o meno perso) alla nostra compagnia di bandiera (da buttare), mentre Alitalia ad Aprile <a class="esterno" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-06-05_105227456.html" title="Alitalia: ad aprile - 27, 3% traffico">ha registrato</a> <strong>-27,3 per cento</strong> di traffico e <strong>-25,9 per cento</strong> di passeggeri rispetto ad Aprile 2007. Nel resto del mondo il <strong>caro petrolio</strong> rende <a class="esterno" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/trasporto-aereo-crisi.shtml?uuid=5301f12a-3134-11dd-9186-00000e251029&#038;type=Libero" title="Trasporto aereo, e' crisi globale">molto costosa</a> l&#8217;attivita&#8217; delle compagnie aeree, per cui molte hanno deciso di effettuare <a class="esterno" href="http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/fdg/200806051256315322/200806051256315322.html" title="Ansa: Continental Airlines e United Airlines">tagli pesanti</a> di personale e di voli, mentre da noi, <strong>si e&#8217; fatta fuggire Air France</strong>, la cui proposta <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/03/19/alitalia-trattativa-senza-alternative/" title="Alitalia: trattativa senza alternative">prevedeva</a> molti meno esuberi.</p>
<p>Intanto Malpensa, dopo l&#8217;<a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/04/30/se-malpensa-non-si-arrende/" title="Se Malpensa non si arrende">accordo tra Sea e Lufthansa</a> che le ha permesso di <strong>muovere i primi passi da sola</strong>, <a class="esterno" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/malpensa-teme-alitalia.shtml?uuid=9756317e-3134-11dd-9186-00000e251029&#038;DocRulesView=Libero" title="Malpensa ora teme il ritorno di Alitalia">potrebbe rimetterci</a> da un eventuale (improbabile) <strong>salvataggio</strong> di Alitalia.</p>]]></content:encoded>
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