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	<title>Last K’s Voice &#187; Appunti</title>
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	<description>Weblog di Informazione Economica, Politica e d’attualita’</description>
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		<title>Appunti del Sabato #24</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 06:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri l&#8217;Autorita&#8217; per l&#8217;energia elettrica e il gas in un comunicato ha dato delle &#8220;buone notizie per i consumatori&#8220;. Infatti a partire dal primo gennaio del 2009 le bollette dell&#8217;energia elettrica caleranno del 5,1 per cento, quelle del gas dell&#8217;1 per cento e il Gpl del 14,2 per cento. Grazie al calo del prezzo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Ieri l&#8217;<strong>Autorita&#8217; per l&#8217;energia elettrica e il gas</strong> in un comunicato ha dato delle &#8220;<em>buone notizie per i consumatori</em>&#8220;. Infatti a partire <strong>dal primo gennaio del 2009</strong> le bollette dell&#8217;energia elettrica caleranno del <strong>5,1 per cento</strong>, quelle del gas dell&#8217;<strong>1 per cento</strong> e il Gpl del <strong>14,2 per cento</strong>. Grazie al calo del prezzo del petrolio. Un prezzo basso del petrolio che <strong>non durera&#8217; per sempre</strong>, dunque e&#8217; meglio <strong>prendere provvedimenti</strong>.</p>
<p><span id="more-788"></span></p>
<p>Complessivamente questo calo si traduce, per una <strong>famiglia tipo</strong>, in un risparmio di <strong>3 euro al mese</strong>, di cui 2 euro sull&#8217;energia elettrica e 1 euro sul gas. Scende anche il Gpl, il calo in questo caso e&#8217; piu&#8217; consistente (-14,2 per cento), un risparmio di cica <strong>9 euro e 60 centesimi</strong> al mese. Questi &#8220;risparmi&#8221; sono dovuti alle forti riduzioni dei prezzi dei prodotti petroliferi, che cominciano a farsi sentire in Italia anche per i consumatori.</p>
<p>Il <strong>basso prezzo del petrolio</strong> (valore piu&#8217; basso degli ultimi quattro anni) e&#8217; dovuto al <strong>calo della domanda attuale ed attesa</strong>. Un calo talmente forte che i Paesi dell&#8217;Opec non sono riusciti a far rialzare il prezzo del petrolio neppure dopo aver annunciato dei <strong>forti tagli della produzione</strong>. I motivi non sono dovuti solo alla bassa domanda, ma anche al fatto che all&#8217;interno dell&#8217;Opec nessun Paese cominciera&#8217; a tagliare la produzione (riducendo cosi&#8217; vendite e incassi) prima che lo facciano gli altri. Insomma, si sono create le condizioni per cui <strong>gli annunci dell&#8217;Opec non sono credibili</strong> perche&#8217; ogni Paese membro cerchera&#8217; di fare il furbo per guadagnarci. Semplificando, poniamo che tre o piu&#8217; Paesi <strong>riducano le produzioni da 100 a 90</strong> ciascuno, questo si traduce in un <strong>aumento del prezzo del prodotto da 3 a 4</strong>, se un altro Paese non riduce le produzioni, <strong>guadagnera&#8217; dalla vendita non piu&#8217; 300 ma 400</strong>, mentre i Paesi che hanno ridotto le produzioni <strong>non guadagneranno piu&#8217; 300 ma 360</strong>. Ovviamente e&#8217; una situazione semplificata, ma <strong>e&#8217; chiaro che c&#8217;e&#8217; convenienza a non rispettare il cartello</strong>, ossia <strong>a imbrogliare</strong>.</p>
<p>I bassi prezzi del petrolio pero&#8217; <strong>hanno un inconveniente</strong>, riducono la convenienza (e la possibilita&#8217;) di <strong>investire</strong>. Finche&#8217; durera&#8217; la crisi economica la domanda sara&#8217; bassa, e dunque sara&#8217; basso il prezzo del petrolio, presumibilmente per tutto il 2009. Ma se vengono di conseguenza <strong>ridotti i progetti di investimento</strong>, sara&#8217; impossibile mantenere il livello di produzione adeguato al &#8220;dopo-crisi&#8221;, quando la domanda tornera&#8217; ai livelli iniziali. Questo si tradurra&#8217; in una <strong>carenza di offerta</strong> e in una forte crescita del prezzo del petrolio, forse ai prezzi toccati questa estate, anche <strong>oltre i 140 dollari al barile</strong>. Discorso simile puo&#8217; farsi per il <strong>gas naturale</strong>. Occorre dunque <strong>prendere quanto prima dei provvedimenti</strong>, creando le premesse per <strong>ridurre il fabbisogno di petrolio e gas naturale per il 2010</strong>.</p>
<p>L&#8217;Italia dipende dalle importazioni di idrocarburi (petrolio e gas naturale) per <strong>piu&#8217; del 70 per cento</strong> del fabbisogno energetico. Questa quota si traduce in <strong>bollette molto legate al prezzo del petrolio e del gas</strong>, dunque a un <strong>costo dell&#8217;energia ben piu&#8217; alto</strong> di altri Paesi europei. Se l&#8217;Italia non prendera&#8217; quanto prima i provvedimenti necessari per ridurre la quota di petrolio e gas naturale del proprio fabbisogno energetico, nel 2010, o comunque appena il prezzo di queste due materie prime salira&#8217; nuovamente, <strong>ci troveremmo in forte difficolta&#8217;</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #23</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 06:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo cosi&#8217; &#8220;occidente-centrici&#8221; da non aver dato peso all&#8217;incontro di Fukuoka tra Cina, Giappone e Corea del Sud. I tre grandi risparmiatori asiatici, anzi mondiali. Cina e Giappone da sole detengono il 41 per cento del debito pubblico degli Stati Uniti. Ovvio quindi siano interessate sul da farsi. Il risparmio di questi Paesi potrebbe determinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Siamo cosi&#8217; &#8220;<em>occidente-centrici</em>&#8221; da non aver dato peso all&#8217;<strong>incontro di Fukuoka</strong> tra <strong>Cina</strong>, <strong>Giappone</strong> e <strong>Corea del Sud</strong>. I <strong>tre grandi risparmiatori asiatici</strong>, anzi mondiali. Cina e Giappone da sole detengono il <strong>41 per cento</strong> del debito pubblico degli Stati Uniti. Ovvio quindi siano interessate sul da farsi.</p>
<p><span id="more-775"></span></p>
<p>Il <strong>risparmio</strong> di questi Paesi potrebbe determinare l&#8217;<strong>uscita dalla crisi degli Usa</strong>. Perche&#8217; ora gli americani <strong>hanno bisogno di soldi</strong>, molti soldi, e cinesi, giapponesi e coreani potrebbero essere <strong>gli unici finanziatori disponibili</strong>. Potrebbe anche essere per loro una buona occasione per accelerare il processo di <strong>spostamento del baricentro mondiale dall&#8217;Occidente verso l&#8217;Asia</strong>, approfittando dello <strong>stallo economico e dell&#8217;inadeguatezza politica dell&#8217;Europa</strong>.</p>
<p>Insomma, questi tre Paesi asiatici, che detengono il <strong>22 per cento del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> mondiale</strong>, potrebbero muoversi assieme per &#8220;<em>salvare</em>&#8221; l&#8217;Occidente dalla crisi, <strong>ovviamente vorranno qualcosa in cambio</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #22</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;allarmismo creato dalle preoccupanti dichiarazioni di Sacconi (subito smentite), Tremonti ha cercato di tranquillizzare gli animi chiedendo agli italiani: &#8220;comprate Bot e Cct, siamo solidi&#8220;. Un invito insolito, ma dietro c&#8217;e&#8217; un motivo tutt&#8217;altro che tranquillizzante. A Dicembre il Tesoro spera di fare il pienone nelle aste dei titoli di Stato, in vista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Dopo l&#8217;<strong>allarmismo</strong> creato dalle preoccupanti <strong>dichiarazioni di Sacconi</strong> (subito smentite), <strong>Tremonti</strong> ha cercato di tranquillizzare gli animi chiedendo agli italiani: &#8220;<em>comprate Bot e Cct, siamo solidi</em>&#8220;. Un invito insolito, ma dietro c&#8217;e&#8217; un <strong>motivo tutt&#8217;altro che tranquillizzante</strong>.</p>
<p><span id="more-736"></span></p>
<p>A Dicembre il Tesoro spera di fare il pienone nelle <strong>aste dei titoli di Stato</strong>, in vista di un <strong>2009</strong> che si preannuncia <strong>molto difficile</strong>. Perche&#8217; l&#8217;anno prossimo i nostri titoli pubblici subiranno la <strong>concorrenza di altri Paesi</strong>, con titoli ben piu&#8217; sicuri, con <strong><em><span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Valutazione di un titolo azionario od obbligazionario fornito da una societa\' di analisi finanziaria. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">rating</span></em> AAA</strong>. Un affollamento che ci vede in svantaggio a causa della nostra <strong>misera A</strong>, questa differenza va <strong>pagata con un premio</strong> a chi acquista i nostri titoli. Ma i problemi non finiscono qui, nel 2009 scadranno oltre <strong>200 miliardi di euro</strong> in titoli (di cui piu&#8217; della meta&#8217; a <strong>medio-lungo termine</strong>). Se a Dicembre si prevede il pienone all&#8217;asta, non si puo&#8217; essere certi che andra&#8217; altrettanto bene nel 2009.</p>
<p><strong>Grafico 1</strong>: Titoli in scadenza nei prossimi mesi in mln. €<br />
<img class="artic" src="http://www.lkv.it/opinioni/titoli-scadenza-prossimi-12-mesi.jpg" alt="Grafico 1 - titoli in scadenza nei prossimi mesi in milioni di euro" /><br />
<em>Fonte: Dipartimento del tesoro (dati aggiornati al 31 Ottobre 2008)</em></p>
<p><strong>Grafico 2</strong>: Composizione dei Titoli di Stato in circolazione al 31 Ottobre 2008)<br />
<img class="artic" src="http://www.lkv.it/opinioni/composizione-titoli-di-stato-21-10-2008.jpg" alt="Grafico 1 - titoli in scadenza nei prossimi mesi in milioni di euro" /><br />
<em>Fonte: Dipartimento del tesoro</em></p>
<p>Che la situazione sara&#8217; difficile e&#8217; chiaro, basta guardare il <strong>differenziale</strong> raggiunto tra i nostri <strong>Btp</strong> decennali e i <strong>Bund</strong> tedeschi, ben <strong>140 punti base</strong>. Paghiamo l&#8217;<strong>1,40 per cento</strong> in piu&#8217; di tasso di interesse. Questo spread, che costituisce uno svantaggio, in caso di <strong>garanzia statale</strong> agli istituti di credito, si trasferirebbe sui <strong>titoli obbligazionari delle banche</strong>, che vedrebbero abbassarsi i loro <span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Valutazione di un titolo azionario od obbligazionario fornito da una societa\' di analisi finanziaria. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">rating</span>. Servono urgentemente <a title="La pesantezza del piano anti-crisi leggero" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/12/05/la-pesantezza-del-piano-anti-crisi-leggero/">riforme strutturali</a> che incrementino la nostra <strong>capacita&#8217; di rimborsare</strong> il debito pubblico.</p>
<p>Tremonti invece sembra puntare al <strong>collocamento dei titoli pubblici presso i cittadini italiani</strong>, che sostituiscano l&#8217;eventuale fuga degli intermediari finanziari e del settore estero. Ma non siamo piu&#8217; nel <strong>1995</strong>, quando il <strong>50 per cento</strong> dei titoli pubblici era in mano alle famiglie italiane, il <strong>40 per cento</strong> in presso le banche e solo il <strong>10 per cento</strong> in mano agli investitori esteri. Ora non e&#8217; piu&#8217; cosi&#8217;, tra il 1996 e il 1997 la situazione ha cominciato a capovolgersi, secondo i dati del <strong>2006</strong> solo il <strong>10 per cento</strong> dei Bot era ancora in mano alle famiglie italiane, solo successivamente all&#8217;ultima crisi di borsa le famiglie hanno ripreso gli acquisti dei Bot come bene rifugio. Sempre nel 2006, il <strong>30 per cento</strong> era in mano alle banche e il <strong>60 per cento</strong> presso il settore estero.</p>
<p>E&#8217; chiaro dunque come in caso di emissione di <strong>titoli pubblici da Parte di altri Paesi</strong>, magari a tripla A, per trattenere gli investitori esteri sarebbe necessario un <strong>alto premio per il rischio</strong> sui nostri titoli. Perche&#8217; a differenza delle famiglie italiane gli investitori esteri <strong>fuggono dall&#8217;Italia</strong> con piu&#8217; facilita&#8217;, e non c&#8217;e&#8217; dichiarazione &#8211; del Presidente del Consiglio sull&#8217;<strong>ottimism</strong>o o del Ministro dell&#8217;Economia sulla <strong>solidita&#8217; dei nostri titoli</strong> &#8211; che tenga. Insomma, <a title="Crisi e risparmio: l’Italia è in pericolo, ecco perché" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/06/giornalettismo-23/">l&#8217;Italia e&#8217; in pericolo</a>, i Cds sul debito italiano ammontano a <strong>22,6 miliardi di dollari</strong>, le assicurazioni sul rischio default del nostro Paese sono <strong>le piu&#8217; trattate</strong> sul mercato internazionale.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #21</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 06:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri descrivendo le differenze tra Italia e Germania, ho scritto come la domanda interna sia in Italia in calo da prima dell&#8217;acuirsi della crisi finanziaria, e che mentre la Germania puntera&#8217; al rilancio della domanda interna, in Italia e&#8217; preferibile puntare sull&#8217;offerta. Puo&#8217; sembrare una contraddizione, quindi e&#8217; meglio che mi ci soffermi un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Ieri descrivendo le <a title="Il coraggio e la speranza" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/28/il-coraggio-e-la-speranza/">differenze tra Italia e Germania</a>, ho scritto come la <strong>domanda interna</strong> sia in Italia in calo da prima dell&#8217;acuirsi della <strong>crisi finanziaria</strong>, e che mentre la Germania puntera&#8217; al rilancio della domanda interna, in Italia e&#8217; preferibile <strong>puntare sull&#8217;offerta</strong>.</p>
<p><span id="more-689"></span></p>
<p>Puo&#8217; sembrare una contraddizione, quindi e&#8217; meglio che mi ci soffermi un po&#8217; di piu&#8217;. Partiamo quindi con l&#8217;analisi del <strong>mercato del lavoro</strong> in Italia. Il nostro Paese vanta uno dei regimi di <strong>protezione dei lavoratori a tempo indeterminato</strong> tra i piu&#8217; restrittivi di tutta l&#8217;area <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' un\'organizzazione internazionale che aiuta i governi a far fronte alle sfide economiche, sociali e ambientali poste dall\'economia mondiale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#o&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico' );"><acronym class="uttAcronym" title="Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico">Ocse</acronym></span>. Contemporaneamente questo eccesso di <strong>immobilismo e protezione</strong> e&#8217; compensato da una <strong>scarsissima protezione dei disoccupati</strong>. Mentre in Europa beneficiano di un sussidio di disoccupazione <strong>otto lavoratori su dieci</strong>, in Italia lo ricevono solo <strong>due disoccupati su dieci</strong>.</p>
<p>A questo si aggiunga la necessita&#8217; che si e&#8217; avuta in Italia di creare delle <strong>figure contrattuali atipiche</strong> per permettere alle imprese una <strong>maggior flessibilita&#8217;</strong> da contrapporre appunto all&#8217;immobilismo del lavoro a tempo indeterminato. Queste nuove figure di lavoratori hanno permesso di <strong>dimezzare il tasso di disoccupazione</strong> in dieci anni (dal 1997 con la <strong>legge Treu</strong>), portandolo dal <strong>12 per cento</strong> al <strong>6 per cento</strong>. Nuovi lavoratori pero&#8217; che vivono in gran parte una situazione che da flessibile e&#8217; diventata <strong>precaria</strong>. La precarieta&#8217; e&#8217; dovuta a <strong>due cause</strong>, da un lato la <strong>carenza dei sussidi di disoccupazione</strong>, dall&#8217;altro un <strong>immobilismo del resto del mercato del lavoro</strong>, per cui e&#8217; difficile riuscire ad avanzare di carriera o migliorare le proprie condizioni partendo come precari.</p>
<p>La precarieta&#8217; porta quindi a una particolare costruzione dei propri consumi, che tenderanno ai <a title="Low cost contro la crisi, ma per quanto?" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/19/giornalettismo-25/">prodotti <em>low cost</em></a>, e a una <strong>bassissima propensione a piani a medio-lungo termine</strong>. Per spingere la <strong>domanda interna</strong> occorrerebbe dunque agire su <strong>due fronti</strong>, il primo e&#8217; quello di <strong>ridurre le tasse sul lavoro</strong>, per rendere meno costoso assumere a tempo indeterminato e per ridurre il costo del lavoro per l&#8217;impresa. Il secondo fronte e&#8217; quello dell&#8217;incremento e dell&#8217;estensione a tutti i lavoratori (anche quelli atipici) degli <strong>ammortizzatori sociali</strong>. Piu&#8217; di questo per sostenere la domanda non si puo&#8217; fare, perche&#8217; sarebbe necessaria una <strong>riforma del mercato del lavoro</strong> che renda meno immobile il mercato dei lavoratori a tempo indeterminato (immobile soprattutto nelle grandi imprese). Riforma difficile da attuare in situazioni di crescita economica, figurarsi ora.</p>
<p>Dal lato della domanda ci sono altre <strong>due misure</strong>, che sono l&#8217;<strong>incremento dei salari</strong> (stabiliti con la contrattazione nazionale), e le <em>una tantum</em>. L&#8217;incremento dei salari in Italia non puo&#8217; essere portato avanti a causa della <strong>bassa produttivita&#8217;</strong> della maggior parte delle nostre imprese, si potrebbe puntare alla <strong>riforma del sistema contrattuale</strong>, potenziando (veramente) la <strong>contrattazione a livello aziendale</strong>, ma ad ora sindacati e confindustria non sembrano voler trovare un accordo in questo senso. Le <em>una tantum</em> (previste anche da questo ultimo piano anti-crisi) non permettono programmi di <strong>consumo a medio-lungo termine</strong>, non riescono dunque a incrementare la domanda nella direzione che potrebbe portare al <strong>sostegno delle imprese</strong>.</p>
<p>Dunque non resta che <strong>puntare sull&#8217;offerta</strong>, aiutando le imprese ad <strong>incrementare la competitivita&#8217; e la produttivita&#8217;</strong> tramite <strong>sostegni agli investimenti</strong>. Incrementando la capacita&#8217; della nostra economia di <strong>attrarre capitale</strong>, riducendo la <strong>burocrazia</strong> che imbriglia le imprese, trasformando lo Stato in un <strong>debitore puntuale</strong> nei suoi pagamenti. Perche&#8217; se permetto alle imprese di portare l&#8217;acconto d&#8217;imposta dal 100 per cento al 97 per cento, ma poi un eventuale rimborso lo vedranno tra anni, e&#8217; evidente che non e&#8217; un grande aiuto alle imprese, soprattutto in momenti di crisi.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #20</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 06:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledi&#8217; alla Commissione Europea verra&#8217; presentato un piano anti-recessione. Si tratta di un insieme di misure coordinate a livello europeo tra i singoli Stati membri, un piano da 130 miliardi di euro di aiuti e incentivi all&#8217;industria. Per non contravvenire alle norme europee si trattera&#8217; di investimenti in green economy e infrastrutture. Ogni Paese verra&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Mercoledi&#8217; alla <strong>Commissione Europea</strong> verra&#8217; presentato un <strong>piano anti-recessione</strong>. Si tratta di un insieme di <strong>misure coordinate a livello europeo</strong> tra i singoli Stati membri, un piano da <strong>130 miliardi di euro</strong> di aiuti e incentivi all&#8217;industria. Per non contravvenire alle norme europee si trattera&#8217; di <strong>investimenti in green economy e infrastrutture</strong>. Ogni Paese verra&#8217; chiamato a spendere l&#8217;<strong>1 per cento</strong> del proprio <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> nazionale (anche se non e&#8217; ancora certo).</p>
<p><span id="more-662"></span></p>
<p>E&#8217; quello che <a title="Silvio, anche stavolta hai toccato il Fondo" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/08/giornalettismo-20/">aspettava</a> <strong>Tremonti</strong>, per questo motivo la <a href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/19/in-recessione-tutto-e-lecito/">riunione del Cipe e del CdM</a> e&#8217; stata <strong>rinviata</strong> a Venerdi&#8217; prossimo. Tuttavia <strong>non bisogna aspettarsi troppo</strong> dal piano anti-recessione europeo. Non si trattera&#8217; di un <strong>fondo unico europeo</strong> al quale i Paesi potranno accedere secondo necessita&#8217;, ma di un <strong>insieme di azioni coordinate</strong>, ma intraprese e finanziate dai singoli Paesi. Ognuno spendera&#8217; quanto potra&#8217;, senza poter prendere fondi da chi ha di piu&#8217;.</p>
<p>Non sara&#8217; facile, l&#8217;obiettivo e&#8217; quello di consentire ai governi dei Paesi Ue di <strong>agire sulla politica fiscale</strong> riducendo le tasse e contemporaneamente <strong>incrementare la spesa</strong> in alcuni settori (probabilmente infrastrutture e incentivi alle imprese che investono in tecnologia pulita), inoltre, <strong>sostenere l&#8217;occupazione</strong> attraverso qualche modifica del bilancio comunitario. Ma i fondi liberati da altre voci di spesa, <strong>come verranno ripartiti</strong> tra i vari Paesi? Sapranno i Paesi che piu&#8217; contribuiscono (come la <strong>Germania</strong>) essere abbastanza generosi da consentire ai <strong>Paesi meno virtuosi</strong> di accedere al loro denaro? Sapranno i Paesi meno virtuosi non <strong>sprecare</strong> i fondi come hanno sempre fatto tanto da trovarsi privi di risorse?</p>
<p>Si discutera&#8217; anche di eventuali <a title="Chi ci salvera' dall’intervento pubblico?" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/18/chi-ci-salvera-dallintervento-pubblico/">aiuti al <strong>settore automobilistico</strong></a>, un settore in crisi da tempo. Molto probabilmente gli aiuti che gli Usa intendono dare alle proprie <strong>industrie automobilistiche</strong>, unito al <strong>problema occupazionale</strong> che deriverebbe da un accentuarsi della crisi del settore in Europa spingeranno i Paese Ue ad <strong>approvare un insieme di aiuti coordinati</strong>. Se va bene sara&#8217; il <strong>rilancio dell&#8217;industria automobilistica</strong> attraverso <strong>investimenti in nuove tecnologie</strong>, il che potra&#8217; dare <strong>contributi anche a medio e lungo termine</strong>. Se va male (come e&#8217; probabile) sara&#8217; solo un insieme di <strong>sovvenzioni</strong> per tenere in vita un settore abbastanza a lungo affinche&#8217; non crei disoccupazione proprio in questo momento cosi&#8217; delicato per l&#8217;economia. Insomma, <strong>un aiuto a breve termine</strong>.</p>
<p>Il modo piu&#8217; utile di utilizzare i fondi eventuali e&#8217; quello di <strong>ridurre la tassazione sul lavoro</strong> per i salari piu&#8217; bassi. In questo modo si aiuta la <strong>domanda</strong> (incrementando le risorse a disposizione dei lavoratori che aumenteranno i propri consumi) e l&#8217;<strong>offerta</strong> (attraverso la riduzione del costo del lavoro). E&#8217; anche <strong>il metodo piu&#8217; veloce</strong> per trasformare i fondi distribuiti in un&#8217;iniezione di fiducia nell&#8217;economia. Molto piu&#8217; delle <strong>infrastrutture</strong> che impiegano almeno <strong>tre anni</strong> prima di dare qualche risultato economico. Inoltre bisogna considerare che non tutti i Paesi hanno un sistema di infrastrutture tanto mal messo da risultare un ostacolo alla crescita. Dunque gran parte delle infrastrutture <strong>non porteranno nessun vantaggio economico</strong>. Anche gli <strong>investimenti in tecnologie pulite</strong>, sono un incognita, non e&#8217; detto che creino occupazione o riduzione dei costi di produzione.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #19</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 06:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa crisi non fai a tempo a leggere dei dati negativi che ne arrivano di peggiori. Cosi&#8217;, mentre pensavamo di essere tra i pochi nel terzo trimestre con una crescita negativa del Pil, ecco arrivare la notizia che nell&#8217;Eurozona la crescita del Pil nel terzo trimestre e&#8217; stata del -0,2 per cento. Ovviamente ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />In questa crisi non fai a tempo a leggere dei dati negativi che <strong>ne arrivano di peggiori</strong>. Cosi&#8217;, mentre pensavamo di essere tra i pochi nel terzo trimestre con una <strong>crescita negativa del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span></strong>, ecco arrivare la notizia che nell&#8217;Eurozona la crescita del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> nel terzo trimestre e&#8217; stata del <strong>-0,2 per cento</strong>.</p>
<p><span id="more-619"></span></p>
<p>Ovviamente ci sono differenze, ad esempio <a title="Fratelli d'Italia l'Italia recede" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/11/04/fratelli-ditalia-litalia-recede/">in Italia</a> l&#8217;Istat ha certificato la &#8220;<span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Comunemente indica una prolungata riduzione del PIL. Economicamente indica una crescita negativa, di almeno due trimestri consecutivi, del PIL. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">recessione</span> tecnica&#8221;, perche&#8217; la crescita del nostro <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> e&#8217; stata <strong>negativa per due trimestri consecutivi</strong>. Il terzo trimestre 2008 la crescita del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> e&#8217; stata del <strong>-0,5 per cento</strong> rispetto al secondo trimestre 2008 (<strong>-0,9 per cento</strong> rispetto al terzo trimestre 2007). E il 2009 promette di proseguire in questa <strong>crescita negativa</strong> (<strong>-0,6 per cento</strong> secondo i dati del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Organizzazione internazionale istituita dopo la seconda guerra mondiale allo scopo di aiutare i paesi con problemi di bilancia dei pagamenti e di assicurare il funzionamento del sistema monetario internazionale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#f&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Fondo Monetario internazionale' );"><acronym class="uttAcronym" title="Fondo Monetario internazionale">Fmi</acronym></span>).</p>
<p>Comunque, data la crisi internazionale <strong>non saremo soli</strong>, visto che nell&#8217;Eurozona la crescita del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> nel terzo trimestre e&#8217; stata del <strong>-0,2 per cento</strong>, con <strong>Germania, Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Italia e Irlanda</strong> a pari demerito al <strong>-0,5 per cento</strong>, la <strong>Francia</strong> invece al <strong>+0,1 per cento</strong>. Pero&#8217; <strong>non dobbiamo rallegrarci</strong>. Primo perche&#8217; una <span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Comunemente indica una prolungata riduzione del PIL. Economicamente indica una crescita negativa, di almeno due trimestri consecutivi, del PIL. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">recessione</span> in Germania significa una <strong>peggioramento della <span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Comunemente indica una prolungata riduzione del PIL. Economicamente indica una crescita negativa, di almeno due trimestri consecutivi, del PIL. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">recessione</span> in Italia</strong>, secondo perche&#8217; in questi anni il nostro <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> cresceva <strong>un punto in meno rispetto alla media europea</strong>, indicando quindi un <strong>problema strutturale</strong>, ora <strong>aggravato dalla crisi</strong>. Mentre a livello annuo in altri Paesi il <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> e&#8217; cresciuto, in Italia nel terzo trimestre 2008 rispetto al terzo trimestre 2007 la crescita del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> e&#8217; stata negativa, <strong>-0,9 per cento</strong>. Significa che, mentre per quanto riguarda il valore del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> <strong>congiunturale</strong> negativo siamo in &#8220;buona&#8221; compagnia, siamo praticamente da soli in Europa (con la Lettonia) ad avere un valore del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'E\' il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all\'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale, se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell\'anno base) e\' detto PIL reale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#p&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Prodotto Interno Lordo' );"><acronym class="uttAcronym" title="Prodotto Interno Lordo">Pil</acronym></span> <strong>tendenziale</strong> negativo.</p>
<p>A chi dice che le nostre banche sono <strong>piu&#8217; al riparo dalla crisi</strong>, rispetto alle banche di altri Paesi, bisognerebbe far presente che in realta&#8217; le nostre banche <strong>stanno gia&#8217; diminuendo il credito alle piccole e medie imprese</strong>, spostandolo verso le <strong>imprese piu&#8217; grandi e piu&#8217; protette</strong>. Magari verso quelle che <strong>potrebbero ricevere un aiuto statale</strong>, a discapito delle altre. In questa situazione e&#8217; vero che l&#8217;ammontare del credito che le banche concedono <strong>resta invariato</strong>, ma se analizziamo a fondo, salta fuori &#8220;il trucco&#8221;.</p>
<p>Inoltre le banche italiane si trovano nella <strong>complicata situazione</strong> che ho gia&#8217; <a title="Intervento statale solo come ultima ratio" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/24/intervento-statale-solo-come-ultima-ratio/">descritto in altre occasioni</a>, situazione dovuta all&#8217;<a title="Siamo messi peggio delle banche" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/22/siamo-messi-peggio-delle-banche/">enorme <strong>debito pubblico</strong></a> dell&#8217;Italia.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #18</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 05:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione europea piagnucolante chiede un ruolo centrale assieme agli Stati Uniti e chiede che l&#8217;Euro diventi valuta globale come il dollaro, ma non fa nulla per meritare questi ruoli. Senza un governo europeo ne&#8217; la nostra politica ne&#8217; la nostra valuta potranno ottenere un ruolo di primo piano. Il presidente di turno dell&#8217;Ue, nonche&#8217; presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />L&#8217;Unione europea piagnucolante chiede un <strong>ruolo centrale</strong> assieme agli Stati Uniti e chiede che l&#8217;Euro diventi <strong>valuta globale</strong> come il dollaro, ma non fa nulla per meritare questi ruoli. Senza un <strong>governo europeo</strong> ne&#8217; la nostra politica ne&#8217; la nostra valuta potranno ottenere un <strong>ruolo di primo piano</strong>.</p>
<p><span id="more-587"></span></p>
<p>Il presidente di turno dell&#8217;Ue, nonche&#8217; presidente francese, <strong>Nicolas Sarkozy</strong> ha dato un avviso agli Usa:</p>
<blockquote><p><cite>Nicolas Sarkozy</cite><br />
&#8220;Noi non dimentichiamo mai da dove e&#8217; partita questa crisi, che ci coinvolge tutti ma che ha avuto un&#8217;origine precisa.&#8221;</p></blockquote>
<p>Questa frase e&#8217; stata pronunciata ieri, in occasione dell&#8217;incontro dei <strong>27 paesi dell&#8217;Unione europea</strong>, un vertice il cui scopo era <strong>trovare una posizione comune</strong> per il <strong>vertice del G20</strong>, in modo da fare per una volta gli interessi dell&#8217;Europa.</p>
<p>Con <strong>Barack Obama</strong> alla Casa Bianca molti europei sperano che la visione &#8220;<em>dollaro-centrica</em>&#8221; del mondo si allarghi per comprendere anche l&#8217;Euro. In realta&#8217; ho l&#8217;impressione che Obama sara&#8217; un presidente ancora piu&#8217; &#8220;<em>Usa-centrico</em>&#8221; di Bush, a causa dei <strong>problemi economici interni</strong> che renderanno gli Stati Uniti piu&#8217; chiusi verso gli altri Paesi. L&#8217;accordo tra i 27 puo&#8217; essere riassunto in questo slogan: &#8220;<em>controllo e trasparenza</em>&#8220;. Ad esempio si e&#8217; parlato di affidare il <strong>controllo sulle agenzie di <em><span class="ubernym uttJustLink" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Valutazione di un titolo azionario od obbligazionario fornito da una societa\' di analisi finanziaria. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#r&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Glossario economico' );">rating</span></em></strong> ad agenzie nazionali o sovranazionali, alcune <strong>regole piu&#8217; severe</strong> sulle remunerazioni dei manager, sulla contabilita&#8217; dei derivati. Un <strong>controllo sovranazionale dei gruppi bancari</strong> che operano a livello internazionale affidato a collegi multinazionali. Ampliare i <strong>poteri di controllo del <span class="ubernym uttAcronym" onmouseover="domTT_activate(this, event, 'content', 'Organizzazione internazionale istituita dopo la seconda guerra mondiale allo scopo di aiutare i paesi con problemi di bilancia dei pagamenti e di assicurare il funzionamento del sistema monetario internazionale. (&lt;a href=&quot;http://www.lkv.it/glossario.html#f&quot;&gt;link&lt;/a&gt;)','caption', 'Fondo Monetario internazionale' );"><acronym class="uttAcronym" title="Fondo Monetario internazionale">Fmi</acronym></span></strong>.</p>
<p>Fa un po&#8217; sorridere che un Europa <strong>incapace di darsi un governo comune</strong>, una <strong>politica di bilancio</strong> comune, una <strong>politica fiscale</strong> comune, una <strong>politica energetica</strong> comune, ecc. parli di <strong>controlli e regole sovranazionali</strong>, e su queste riesca perfino a trovare una visione unitaria.</p>
<p>Se l&#8217;Europa desidera veramente avere un <strong>ruolo centrale</strong>, da <strong>coprotagonista</strong> nel mondo, portando l&#8217;Euro a <strong>moneta globale</strong> al pari del dollaro, deve necessariamente <strong>creare un governo economico dell&#8217;Ue</strong>. Ma per farlo e&#8217; prima necessario giungere a livelli simili tra i vari Paesi di alcune <strong>voci del bilancio</strong>, rapporto debito/Pil ad esempio. Altrimenti sara&#8217; impossibile creare i presupposti per una politica comune. Certo, e&#8217; necessaria anche la volonta&#8217; dei vari Paesi.</p>
<p>Intanto, mentre in Europa vorremmo essere <strong>coprotagonisti</strong>, le pecore smarrite tornano all&#8217;ovile. Grandi <strong>flussi di disinvestimento</strong> dei grandi operatori si stanno spostando dai <strong>Paesi emergenti</strong>, dalle <strong>materie prime</strong>, e in minor misura anche dall&#8217;<strong>Europa</strong>, verso la madre patria, gli <strong>Stati Uniti</strong>. Cosi&#8217; mentre negli Usa uscivano i dati sulla <a class="esterno" title="Stati Uniti - La perdita di occupazione accelera" href="http://macromonitor.net/2008/11/07/stati-uniti-la-perdita-di-occupazione-accelera/">disoccupazione in aumento</a>, arrivata a ottobre al <strong>6,5 per cento</strong> (era al <strong>6,1 per cento</strong> a settembre), inizialmente <strong>Wall Street</strong> saliva (ha poi chiuso in calo).</p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #17</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 05:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri per l&#8217;Alitalia e&#8217; stata una giornata ricca di suspense. Giornata cominciata a mezzogiorno con l&#8217;incontro tra governo, Cai e sindacati per la firma del contratto. Alle 14 i sindacati chiedono una pausa per pensarci su. Alle 15:20 i tre sindacati principali (Cgil, Cisl e Uil) assieme a Ugl firmano il &#8220;Lodo Letta&#8221;. Non firmano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />Ieri per l&#8217;<strong>Alitalia</strong> e&#8217; stata una giornata ricca di suspense. Giornata cominciata a mezzogiorno con l&#8217;<strong>incontro tra governo, Cai e sindacati</strong> per la firma del contratto. Alle 14 i sindacati chiedono una <strong>pausa</strong> per pensarci su. Alle 15:20 i tre sindacati principali (<strong>Cgil, Cisl e Uil</strong>) assieme a <strong>Ugl</strong> firmano il &#8220;Lodo Letta&#8221;. Non firmano invece i piloti e gli asistenti di volo (<strong>Sdl, Avia, Anpav, Anpac e Up</strong>), che contestano il fatto che l&#8217;accordo &#8220;<em>firmato a settembre a Palazzo Chigi e&#8217; stato stravolto</em>&#8220;.</p>
<p><span id="more-558"></span></p>
<p>Cosi&#8217; <strong>alle 16:45</strong> visto che la situazione non si sbloccava e&#8217; ripresa la telenovela delle minacce, e il <strong>Cda della Cai</strong> dichiara di non voler piu&#8217; presentare l&#8217;offerta. L&#8217;<strong>Enac</strong> fa presente che senza firma gli aerei Alitalia <strong>verranno messi a terra</strong> entro una settimana. Alle 20:15 <strong>Berlusconi</strong> fa una telefonata a <strong>Colaninno</strong>, e la Cai ci ripensa e <strong>presenta l&#8217;offerta</strong> vincolante a <strong>Fantozzi</strong>. Intanto piloti e assistenti di volo fissano un&#8217;assemblea per lunedi&#8217;, per ora la loro risposta resta negativa. Ora, c&#8217;e&#8217; una naturale curiosita&#8217; sul <strong>contenuto della telefonata</strong> di Berlusconi, chissa&#8217; cosa gli ha detto a Colaninno per convincerlo.</p>
<p>Intanto il <strong>12 novembre</strong> l&#8217;Ue ci fara&#8217; sapere se questo <strong>prestito ponte da 300 milioni</strong> di euro dovra&#8217; essere restituito, e soprattutto dira&#8217; se la nuova Alitalia e&#8217; veramente una nuova compagnia.</p>
<p><small><strong>Allegati</strong><br />
<a target="_blank" href="http://www.lkv.it/pdf/alitalia-lodo-letta.pdf">Lodo Letta</a> <img width="19" height="17" border="0" align="middle" alt="pdf" title="pdf" src="http://www.lkv.it/immagini/pdf.gif" /> &#8211; 1 MB -</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti del Sabato #16</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 05:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[I due decreti italiani anti-crisi, o salva-banche che dir si voglia, potrebbero essere parzialmente stracciati. Pare infatti che il Tesoro stia pensando ad una terza via, quella francese, piu&#8217; tempestiva e meno problematica, sia per i conti pubblici, sia per le banche. Nei decreti studiati dal Tesoro e&#8217; previsto l&#8217;ingresso dello Stato nelle banche attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lkv.it/immagini/logo.png" alt="Appunti - Last K's Voice" />I due <a title="Fidarsi e' bene" href="http://www.lkv.it/wp/archives/2008/10/10/fidarsi-e-bene/">decreti italiani anti-crisi</a>, o salva-banche che dir si voglia, potrebbero essere <strong>parzialmente stracciati</strong>. Pare infatti che il Tesoro stia pensando ad una <strong>terza via</strong>, quella francese, piu&#8217; tempestiva e meno problematica, sia per i conti pubblici, sia per le banche.</p>
<p><span id="more-536"></span></p>
<p>Nei <strong>decreti studiati dal Tesoro</strong> e&#8217; previsto l&#8217;ingresso dello Stato nelle banche attraverso l&#8217;acquisto di <strong>azioni privilegiate</strong>, in modo da fornire capitale alle banche intaccandone il meno possibile la <em>governance</em>. Tuttavia intacca il <strong>debito pubblico</strong>. Pare quindi che <strong>Tremonti</strong> stia prendendo in considerazione il <strong>piano di intervento francese</strong>. In <strong>Francia</strong> sono previsti interventi di <strong>ricapitalizzazione a pioggia</strong>, attraverso la sottoscrizione da parte del Tesoro di <strong>obbligazioni subordinate</strong>.</p>
<p>Sono <strong>titoli ibridi</strong>, non danno diritto di voto, rafforzano il capitale <em>Tier 1</em> della banca e non ne intaccano la <em>governance</em>, lasciando inalterate le quote degli azionisti. La sottoscrizione delle obbligazioni ha come condizione l&#8217;<strong>incremento dei prestiti bancari a famiglie e imprese</strong>.</p>
<p>In questo modo si raggiungono tempestivamente <strong>tre obiettivi</strong>: si aumenta il <strong>capitale</strong> della banca, assicurandone la liquidita&#8217;; si usa questa liquidita&#8217; per <strong>sostenere l&#8217;economia</strong>, trasferendola a imrese e consumatori; trattandosi, per lo Stato, di un investimenti che rientra nel conto finanziario, <strong>salvaguarda i conti pubblici</strong>. Infine viene raggiunto anche un altro importante risultato, ossia si evita di mettere <strong>alla gogna</strong> le banche, come invece avverrebbe con l&#8217;attuale decreto. Verrebbero aiutati infatti tutti gli istituti che si trovano <strong>sotto una certa soglia</strong>.</p>]]></content:encoded>
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