L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha pubblicato la rilevazione sulle forze di lavoro, fino al terzo trimestre 2008. Il quadro che ne esce fuori e’ piuttosto stabile sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto allo stesso trimestre del 2007. Tuttavia permangono i problemi strutturali del lavoro in Italia, le profonde differenze tra Centro-Nord e Sud e tra uomini e donne.
Rispetto allo stesso trimestre del 2007, nel terzo trimestre del 2008 l’offerta di lavoro e’ cresciuta dello dello 0,9 per cento (228mila unita’ in piu’). Stabile invece rispetto al secondo trimestre del 2008. Il numero degli occupati su base annua sono aumentati dello 0,4 per cento (rispetto al secondo trimestre 2008 l’incremento e’ stato solo dello 0,1 per cento), anche se si tratta di un aumento decisamente contenuto rispetto agli incrementi degli ultimi anni. Il dato positivo e’ quasi interamente dovuto all’incremento della popolazione straniera registrata. Il numero delle persone in cerca di occupazione nel terzo trimestre 2008 e’ aumentato del 9 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2007. Il tasso di occupazione rispetto al terso trimestre 2007 e’ invece sceso di un decimo, arrivando cosi’ al 59 per cento.
Come mostra la Tabella 1, la forza lavoro nel terzo trimestre del 2008 e’ inferiore di 240mila unita’ rispetto al trimestre precedente (-0,95 per cento) e’ invece superiore di 228mila unita’ rispetto al terzo trimestre del 2007 (+0,9 per cento). Tuttavia questa stabilita’ non si rispecchia nel dato disaggregato per sesso. Il calo della forza lavoro nel terzo trimestre 2008 rispetto al secondo trimestre dello stesso anno e’ stato dello 0,58 per cento per gli uomini e dell’1,49 per cento per le donne. L’incremento delle unita’ di forza lavoro del terzo trimestre 2008 rispetto allo stesso trimestre del 2007 risulta essere dello 0,28 per cento per gli uomini e dell’1,8 per cento per le donne.
Tabella 1: Forza lavoro (migliaia di unita’)

Se guardiamo al numero degli occupati (Tabella 2), nel terzo trimestre del 2008, sono aumentati dello 0,43 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2007 e diminuiti dello 0,27 per cento rispetto al secondo trimestre 2008. Anche in questo caso i dati divisi per sesso sono differenti. Per gli uomini il numero degli occupati nel terzo trimestre del 2008 e’ sceso dello 0,18 per cento rispetto al terzo trimestre 2007, per le donne invece vi e’ stato un incremento dell’1,36 per cento. Nel terzo trimestre 2008 rispetto al secondo trimestre 2008, il numero degli occupati uomini e’ sceso solo dello 0,06 per cento, mentre per le donne il calo e’ stato dello 0,57 per cento.
Tabella 2: Occupati (migliaia di unita’)

Il numero delle persone in cerca di occupazione (Tabella 3) rispetto al terzo trimestre del 2007 e’ aumentato dell’8,25 per cento, e’ sceso invece del 10,39 per cento rispetto al secondo trimestre del 2008. In questo caso i valori divisi per sesso sono simili. Gli uomini in cerca di occupazione sono aumentati del 9,5 per cento rispetto al 2007 e sono diminuiti del 9,7 per cento rispetto al secondo trimestre 2008. Le donne in cerca di occupazione sono aumentate del 7,3 per cento rispetto al 2007 e sono diminuite del’11 per cento rispetto al secondo trimestre 2008.
Tabella 3: In cerca di occupazione (migliaia di unita’)

Un dato molto interessante e’ il dato disaggregato della tipologia di lavoro a tempo pieno e a tempo parziale tra uomini e donne (Tabella 4). Sul totale dei lavoratori a tempo pieno, il 66,5 per cento sono uomini, il restante 33,5 per cento donne. I risultati si capovolgono se guardiamo al lavoro a tempo parziale, il 22 per cento sono uomini, mentre il 78 per cento sono donne. Questo dato in se non dice molto, bisognerebbe cercare di capire il motivo per cui il lavoro a tempo parziale vede in percentuale massiccia l’occupazione femminile, il motivo temo sia legato all’impossibilita’ per molte donne di conciliare il lavoro a tempo pieno con la famiglia. Le soluzioni che si possono proporre sono essenzialmente due. O si incrementano i servizi (asili pubblici ad esempio) per dar modo alle donne di poter scegliere liberamente tra lavoro a tempo pieno e lavoro a tempo parziale, o si riducono le tasse sul lavoro femminile, in modo da incrementare la busta paga per le donne e permettere loro di pagare i servizi privati (chi accudisce i figli e/o chi pulisce la casa ad esempio), che le permetterebbero di scegliere il lavoro a tempo pieno.
Tabella 4: Lavoro a tempo pieno e a tempo parziale (migliaia di unita’)

Risulta molto interessante guardare i tassi di attivita’, occupazione e disoccupazione ripartiti territorialmente tra Nord, Centro e Sud (Tabella 5). Il tasso di attivita’ e’ aumentato di un decimo nel terzo trimestre 2008 rispetto al terzo trimestre 2007, passando dal 62,7 al 62,8 per cento. Mentre e’ diminuito di sette decimi rispetto al secondo trimestre 2008, passando dal 63,5 al 62,8 per cento. Tra il terzo trimestre 2007 e il terzo trimestre 2008, l’incremento del tasso di attivita’ e’ stato di quattro decimi per il Nord, cinque per il Centro e un calo di due decimi per il Sud. Mentre tra il secondo trimestre 2008 e il terzo trimestre 2008 il tasso di attivita’ e’ diminuito di tre decimi al Nord, sette decimi al Centro e undici decimi al Sud.
Il tasso di occupazione e’ diminuito di un decimo nel terzo trimestre 2008 rispetto al terzo trimestre 2007, passando dal 59,1 al 59 per cento. Mentre e’ diminuito di due decimi rispetto al secondo trimestre 2008, passando dal 59,2 al 59 per cento. Tra il terzo trimestre 2007 e il terzo trimestre 2008, c’e’ stato un incremento di tre decimi per il Nord, un calo di due decimi per il Centro e un calo di sei decimi per il Sud. Mentre tra il secondo trimestre 2008 e il terzo trimestre 2008 il tasso di occupazione e’ rimasto invariato al Nord, e’ sceso di due decimi al Centro e di sei decimi al Sud.
Infine, il tasso di disoccupazione e’ salito di cinque decimi nel terzo trimestre 2008 rispetto al terzo trimestre 2007, passando dal 5,6 al 6,1 per cento. Mentre e’ diminuito di sei decimi rispetto al secondo trimestre 2008, passando dal 6,7 al 6,1 per cento. Tra il terzo trimestre 2007 e il terzo trimestre 2008, c’e’ stato un incremento di un decimo per il Nord, di dieci decimi per il Centro e di otto decimi per il Sud. Mentre tra il secondo trimestre 2008 e il terzo trimestre 2008 il tasso di disoccupazione e’ sceso di quattro decimi al Nord, di sette decimi al Centro e di sette decimi al Sud. Per ora dunque l’occupazione tiene, occorrera’ pero’ attendere i dati del quarto trimestre 2008 e del primo trimestre 2009, periodi nei quali la recessione potrebbe cominciare ad avere pesanti effetti.
Tabella 5: Tassi di attivita’ occupazione e disoccupazione ripartiti territorialmente (migliaia di unita’)

Gli stessi dati possiamo anche vederli disaggregati, per gli uomini Tabella 6 e per le donne Tabella 7. Possiamo vedere che mentre il tasso di occupazione per gli uomini e’ pari al 70,7 per cento, per le donne il tasso di occupazione e’ pari al 47 per cento. Anche in questo caso vale in discorso fatto sul lavoro a tempo pieno o parziale. E le medesime soluzioni (servizi pubblici o incentivi in busta paga mediante riduzioni delle tasse sul lavoro femminile) . Per parificare le donne agli uomini nel lavoro, non basta parificare l’eta’ pensionabile, occorre anche rimuovere gli impedimenti all’accesso delle donne al lavoro. In Italia siamo molto indietro rispetto al resto d’Europa. Bisogna inoltre considerare che aumentando il numero delle donne che lavorano a tempo pieno, aumenta anche la domanda di servizi (per accudire i minori e la casa), questa domanda genera un incremento ulteriore del lavoro (soprattutto femminile), si innesca dunque un circolo virtuoso. Gli obiettivi di Lisbona prevedono un occupazione femminile pari almeno al 60 per cento, in Italia solo il Nord si avvicina a questa quota, il Centro si e’ a poco piu’ del 50 per cento, mentre il Sud si ferma attorno al 30 per cento. Segno che l’Italia e’ spaccata in due, e occorre dunque colmare questo differenziale.
Tabella 6: Tassi di attivita’ occupazione e disoccupazione ripartiti territorialmente (maschi – migliaia di unita’)

Tabella 7: Tassi di attivita’ occupazione e disoccupazione ripartiti territorialmente (femmine – migliaia di unita’)

- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Innovare per crescere - 16/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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4 commenti in tutto ↓
1 Comicomix // 19 dic 2008 alle 12:36
L’analisi non fa una grinza. Al netto delle oscillazioni che a volte la RCFL dà a livello regionale, se guardiamo al trend però si avvertono i primi scricchiolii. E non dimentichiamoci che i veri problemi inizano nel IV trimestre 2008 e soprattutto nel primo semestre 2009.
Un sorriso economicomico
Carlo
2 Luca Vinci // 19 dic 2008 alle 13:56
Si, infatti, per vedere effetti della recessione e’ ancora presto, molti contratti a tempo determinato scadono a dicembre, quindi il grande botto se ci sara’ (e io penso proprio di si) lo vedremo nelle rilevazioni del quarto trimestre. In questo articolo piu’ che altro mi interessava evidenziare le forti differenze territoriali e tra uomini e donne.
Sono interessanti anche i dati sugli immigrati, anche se non li ho inseriti.
Un sorriso prenatalizio! °<:)
3 Precari e lavoratori invisibili, i senza ombrello della crisi : Giornalettismo // 12 gen 2009 alle 14:32
[...] Italia. La rilevazione Istat sulle forze di lavoro ci ha consegnato un quadro stabile, con i soliti problemi strutturali del lavoro in Italia: le profonde differenze tra Centro-Nord e Sud e tra uomini e donne. Segnale [...]
4 Fiorenzo // 19 feb 2009 alle 20:51
Detti così sti dati possono dire tutto o niente. Mancano troppe variabili non quantificate e messe in rilievo.
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