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Il mini piano anti-crisi made in Italy #2

mercoledì, 3 dicembre 2008 alle 07:30 · 2 commenti - Stampa Stampa

Il decreto anti-crisi prosegue con il sostegno all’economia, qui ci sono misure interessanti, altre insignificanti e misure che si spera non debbano essere utilizzate, come gli aiuti alle banche. Non per chissa’ quale motivo, ma perche’ costerebbe molto allo Stato, si rischia di doverli finanziare con l’emissione di titoli di debito pubblico.

Impresa e lavoro

La detassazione dei premi di produttivita’ viene prorogata per tutto il 2009, sparisce invece quella sugli straordinari. Ottima notizia.

Viene ammessa in deduzione Ires un importo pari al 10 per cento dell’Irap (“forfetariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati ovvero delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni“).

Per tre anni a partire dal 2009 (in via sperimentale) l’Iva relativa “alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione” verra’ versata al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo. Per l’applicazione di questa novita’ si dovra’ aspettare l’approvazione in sede Ue.

Ci potrebbe essere un’integrazione degli studi di settore.

Gli acconti Ires e Irap di Novembre sono ridotti di tre punti percentuali. Si tratta di una misura minima, ci sara’ infatti il recupero a Giugno. Un piccolo sostegno alla liquidita’, ma proprio piccolo piccolo.

Banche

Per tutto il 2009 il Ministro dell’Economia e’ autorizzato (su richiesta delle banche) a sottoscrivere titoli privi di diritto di votocomputabili nel patrimonio di vigilanza ed emessi da banche italiane“. Pero’ questi titoli su richiesta dell’emittente possono anche essere convertibili in azioni ordinarie. La sottoscrizione e’ subordinata ad alcuni comportamenti della banca beneficiaria, che deve: sottoscrivere un protocollo di intenti sul “livello e alle condizioni del credito da assicurare alle piccole e medie imprese e alle famiglie, e a politiche dei dividendi coerenti con l’esigenza di mantenere adeguati livelli di patrimonializzazione“; adottare un codice etico, non meglio definito, che contenga “previsioni in materia di politiche di remunerazione dei vertici aziendali“. Le risorse necessarie per la sottoscrizione dei titoli saranno raschiate qua e la in fondo al barile o tramite l’emissione di titoli di debito pubblico.

Salviamo i manager

Avevo gia’ scritto sulle possibili misure anti-Opa, ebbene, sono arrivate.

Rientro dei cervelli

Viene prorogato ed esteso il credito d’imposta alle ricerche fatte in Italia. I redditi di lavoro dipendente o autonomo dei docenti e dei ricercatori che rientrano in Italia sono imponibili solo per il 10 per cento, ai fini delle imposte dirette, e non concorrono alla formazione del valore della produzione netta dell’Irap.

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