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Quando i tagli dei tassi non servono

mercoledì, 26 novembre 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

Vi sono situazioni in cui i tagli dei tassi da parte della Banca Centrale sono assolutamente inutili, o peggio dannosi. L’attuale crisi e’ caratterizzata dalla sfiducia e dall’incertezza, le banche non si fanno credito tra loro, preferiscono parcheggiare i loro fondi nel sicuro e remunerativo ventre della Bce.

Economia - Banca Centrale EuropeaIn una tale situazione un taglio dei tassi forse serve unicamente a migliorare i conti delle banche, eppure c’e’ chi chiede a gran voce che la Bce riduca consistentemente i tassi a Dicembre. Come Emma Marcegaglia, che si aspetta “una sforbiciata di almeno un punto“. Che un eventuale forte riduzione dei tassi non portera’ benefici lo possiamo vedere gia’ oggi. Le banche piuttosto che far credito ad altre banche, preferiscono depositare i fondi in eccesso presso la Bce, ad un tasso che e’ attualmente pari al 2,75 per cento.

La crisi e’ dunque sistemica, la Bce ha fatto quanto in suo potere per ripristinare la fiducia, mentre gli interventi previsti dai Governi sono selettivi e creano situazioni di stallo. La crisi attuale ha reso insufficiente la soglia del Tier 1 prima indicata come adeguata, ma per innalzarla vi sono due strade. La prima e’ impraticabile, consiste nel cercare i fondi sul mercato, ma ora non e’ possibile farlo. La seconda mette paura, consiste nel chiedere aiuto alla Stato, di fatto rendendo palese al mercato le proprie difficolta’, subendo dunque il conseguente attacco.

Se gli interventi individuali mettono paura e non vengono utilizzati, sarebbe dunque logico proporre delle misure coordinate e generalizzate. Dunque lo Stato in base ai rendimenti medi di lungo periodo e tenendo conto della stima del premio al rischio dovrebbe immettere capitale nelle banche. Come puo’ tornare la fiducia se lo Stato aspetta che la situazione diventi irreparabile prima di intervenire? E’ quanto accaduto anche con Citigroup, il Governo Usa e’ intervenuto su una crisi sistemica ancora una volta salvando il singolo, preso di mira dal mercato in quel momento. Ma se la crisi e’ sistemica, chiunque e’ a rischio, chi dunque potra’ mai fidarsi?

Ormai la Bce la sua parte l’ha fatta, forse ha fatto pure troppo, a fronte di una politica monetaria europea quello che e’ mancato e’ un intervento unitario da parte dei governi dei singoli Paesi dell’Ue. In questo modo gli aiuti non solo sono stati selettivi tra le banche di uno stesso Paese, ma tra i vari Paesi si e’ creata una situazione nella quale la mancanza di coordinamento tra i Paesi ha creato disparita’ e squilibri. Cosi’ ad esempio, le banche italiane che erano tra le meno esposte, in mancanza di un aiuto da parte dello Stato si trovano ad essere tra le piu’ esposte.

Perche’ in Europa non tutti i Paesi possono permettersi interventi di ricapitalizzazione del settore bancario, si corre dunque il rischio del protrarsi della concorrenza sleale. La Germania, la Spagna, la Gran Bretagna, possono permettersi di aiutare le proprie banche, la Francia un po’ meno, l’Italia proprio non puo’. Il nostro Paese dunque si trovera’ costretto a scegliere le banche da aiutare non potendole aiutare tutte, una situazione che darebbe modo alla politica di appropriarsi delle banche (anche se indirettamente).

Sarebbero dunque auspicabili degli interventi di ricapitalizzazione coordinati e generalizzati, in questo modo si eviterebbero anche inopportuni interessamenti specifici su alcune banche da parte dei governi, che forse mirano al controllo degli istituti piuttosto che al recupero della fiducia nel sistema. Si tratta di portare il capitale delle banche a livelli adeguati all’attuale situazione (per ripristinare la fiducia), cosi’ da mettere le banche nella condizione di poter continuare a finanziare l’economia. Una ricapitalizzazione a tappeto (che per quanto possibile non crei squilibri tra le banche), temporanea e sostenibile.

L’aiuto quindi deve riceve in un periodo sufficientemente breve una remunerazione, non troppo bassa da rendere sconveniente l’impiego di risorse pubbliche, ma non troppo elevata da penalizzare gli azionisti degli istituti aiutati.

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Tags: Economia · Politica

1 commento in tutto ↓

  • 1 Salvataggio a debito - Last K’s Voice // 2 dic 2008 alle 11:16

    [...] strada, ma hanno due vincoli, Bce e Maastricht. Il primo vincolo sembra ormai saltato, la Bce continua a tagliare i tassi, il 4 dicembre ci sara’ un nuovo taglio (dello 0,50 o dello 0,75?), l’ennesimo ormai. [...]

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