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Non tutto e’ perduto

martedì, 25 novembre 2008 alle 07:30 · 2 commenti - Stampa Stampa

Il Governo comincia a delineare gli interventi che intende attuare per rilanciare l’economia quanto basta per scongiurare il dramma. L’intenzione pero’ e’ quella di non sconvolgere la finanziaria. Tuttavia molte misure sono inadeguate e le poche risorse vengono spese a pioggia, rischiando cosi’ di non portare benefici significativi, ma si puo’ fare ancora qualcosa.

Economia - ItaliaDomani Bruxelles indichera’ il suo piano, o meglio le sue indicazioni ai Paesi dell’Ue, l’obiettivo e’ quello di rendere le singole misure anti-crisi piu’ efficaci in forza del coordinamento. C’e’ gia’ chi si tira indietro, la Gran Bretagna sembra intenzionata a ridurre le imposte indirette (portando l’Iva inglese al 15 per cento), volendo in questo modo invogliare i consumatori a spendere (trattandosi di una riduzione dell’aliquota solo temporanea). Il pericolo e’ che questo costituisca una concorrenza fiscale. Del resto gia’ gli aiuti alle banche sono stati un forte limite alla concorrenza.

In Italia invece il piano verra’ presentato venerdi’. Cosi’ due giorni dopo aver letto le indicazioni della Commissione europea in Italia vedremo il piano del Governo. In realta’ mancano ancora pochi dettagli. Gli interventi consistono in misure di sostegno a famiglie ed anziani, come la social card da 40 euro al mese, che dovrebbero partire a Dicembre. Ci saranno sconti sulle bollette elettriche e del gas tra i 5 e gli 11 euro al mese. Poi il taglio temporaneo delle accise sui carburanti nel periodo natalizio. Infine una misura ancora non ben definita per calmierare gli interessi sui mutui per le prime case. Per il lavoro si prevede la proroga dell’aliquota al 10 per cento per straordinari e premi (la famosa detassazione sugli straordinari), l’aumento del fondo per gli ammortizzatori sociali dagli attuali 600 milioni a un miliardo, e l’estensione in deroga (quindi come strumento temporaneo) degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori atipici. Per aiutare le imprese il Governo prevede la deducibilita’ parziale dell’Irap (per circa il 10 per cento probabilmente), il taglio del 3 per cento degli acconti di imposta (che ovviamente saranno recuperati a Giugno, quindi si tratta di un “prestito”), il versamento dell’Iva all’incasso. Infine il piano delle infrastrutture, il piu’ corposo (anche perche’ i fondi erano gia’ stanziati da almeno un anno e i progetti erano gia’ previsti, ma attualmente bloccati).

In sostanza il piano del Governo contro la recessione si limita a 4 miliardi di euro sparsi in disarticolate misure poco efficaci. Il taglio delle accise, in un momento in cui il prezzo del petrolio scende a livelli ridicoli confronto ai massimi visti recentemente, appare una misura insensata, incentivare ancor piu’ l’uso dell’automobile in un Paese come il nostro non e’ una scelta saggia, anche se solo per il periodo natalizio, anzi si aumenta ulteriormente il traffico con tutti i costi ad esso correlati. I 5 euro al mese per aiutare le famiglie a pagare le bollette, anche sommandolo alla social card da 40 euro, sommato al taglio delle accise sul carburante, appare ben poco confronto a quanto si sarebbe potuto ottenere con le liberalizzazioni del mercato energetico e della distribuzione dei carburanti (per non parlare di tutte le altre liberalizzazioni mancate). La detassazione degli straordinari l’ho gia’ criticata ampiamente, non aggiungo altro.

In situazioni di scarsita’ di risorse e recessione, occorre darsi delle priorita’, puntando tutto su poche e precise azioni. La recessione durera’ per tutto il 2009, misure troppo temporanee non servono, sono quindi inutili i tagli delle accise sui carburanti e anche il taglio degli acconti d’imposta. La social card e i 5 euro per le bollette appaiono troppo limitati e dunque inadeguati. Ma per attuare misure veramente efficaci occorrono risorse, ora queste risorse mancano e Tremonti teme che modificando la finanziaria la nostra credibilita’ ne possa risentire, e l’Italia si trovi in una crisi ben peggiore, dato il nostro debito pubblico.

Se il problema e’ dunque la credibilita’, dobbiamo far capire che anche se aumentiamo il deficit, abbiamo tutte le intenzioni di ridurre consistentemente la spesa pubblica appena la crisi cessera’. Il Governo dovrebbe dunque avviare un percorso di riduzione della spesa pubblica, che parta dall’analisi e dal controllo della spesa, riducendo da subito gli sprechi, e indicando i futuri tagli di spesa.

In previsione di questi prossimi tagli degli sprechi e futuri tagli di spesa, potra’ essere avviato un consistente e mirato stimolo all’economia. Certo, dovremo essere convincenti, ma e’ l’unica strada per non incorrere nel rischio-Paese. Occorre non perdere altro tempo, le banche stanno gia’ riducendo il credito alle imprese e alle famiglie, le imprese tagliano i costi che possono tagliare, i piu’ facili sono quelli del personale a tempo determinato, non rinnovando loro i contratti, ma cominciano anche a mettere in cassa integrazione il resto del personale. Cosi’ le famiglie riducono i consumi.

Le misure da attuare sono principalmente due, la prima e’ estendere ai lavoratori atipici gli ammortizzatori sociali, e ampliarli per tutti i lavoratori, la seconda e’ una misura fiscale, un consistente taglio delle tasse sul lavoro.

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Tags: Economia · Politica

2 commenti in tutto ↓

  • 1 fabio // 25 nov 2008 alle 17:37

    Bell’articolo, che condivido al 90%.

    Questo sarebbe il momento per tagliare i tanti, tanti tanti tantissimi sprechi della macchina pubblica italiana, i doppioni etc. Siamo forse l’unica nazione al mondo con 4 forze dell’ordine, e questo non crea sicurezza, ma caos .
    Aggiungo due consigli:
    a) aiutare l’efficienza aziendale con un processo di deligificazione e di semplificazione dei regolamenti, ad ogni livello della macchina amministrativa, dallo stato ai comuni. Recentemente le regioni si sono segnalate per la demenzialità legislativa.
    b) Una sana politica Keynesiana, intesa come all’origine: nella recessione si investe in opere che avranno comunque un ritorno profittevole nella successiva ripresa.
    Saluti

  • 2 Luca Vinci // 25 nov 2008 alle 18:18

    Grazie per il commento Fabio. Sui tagli di spesa non mi sono soffermato volutamente, e’ un tema complesso, perche’ per attuare tagli selettivi occorrerebbe quello che in Italia manca, un sistema di monitoraggio della spesa. Inoltre e’ una strada molto lunga, va iniziata il prima possibile, preferibilmente ieri per intenderci. Vedremo.

    Riguardo i tuoi due consigli sul primo concordo al 100%, sul secondo andrebbero fatte alcune considerazioni e approfondimenti.

    Saluti anche a te :)

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