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Appunti del Sabato #20

sabato, 22 novembre 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Appunti - Last K's VoiceMercoledi’ alla Commissione Europea verra’ presentato un piano anti-recessione. Si tratta di un insieme di misure coordinate a livello europeo tra i singoli Stati membri, un piano da 130 miliardi di euro di aiuti e incentivi all’industria. Per non contravvenire alle norme europee si trattera’ di investimenti in green economy e infrastrutture. Ogni Paese verra’ chiamato a spendere l’1 per cento del proprio Pil nazionale (anche se non e’ ancora certo).

E’ quello che aspettava Tremonti, per questo motivo la riunione del Cipe e del CdM e’ stata rinviata a Venerdi’ prossimo. Tuttavia non bisogna aspettarsi troppo dal piano anti-recessione europeo. Non si trattera’ di un fondo unico europeo al quale i Paesi potranno accedere secondo necessita’, ma di un insieme di azioni coordinate, ma intraprese e finanziate dai singoli Paesi. Ognuno spendera’ quanto potra’, senza poter prendere fondi da chi ha di piu’.

Non sara’ facile, l’obiettivo e’ quello di consentire ai governi dei Paesi Ue di agire sulla politica fiscale riducendo le tasse e contemporaneamente incrementare la spesa in alcuni settori (probabilmente infrastrutture e incentivi alle imprese che investono in tecnologia pulita), inoltre, sostenere l’occupazione attraverso qualche modifica del bilancio comunitario. Ma i fondi liberati da altre voci di spesa, come verranno ripartiti tra i vari Paesi? Sapranno i Paesi che piu’ contribuiscono (come la Germania) essere abbastanza generosi da consentire ai Paesi meno virtuosi di accedere al loro denaro? Sapranno i Paesi meno virtuosi non sprecare i fondi come hanno sempre fatto tanto da trovarsi privi di risorse?

Si discutera’ anche di eventuali aiuti al settore automobilistico, un settore in crisi da tempo. Molto probabilmente gli aiuti che gli Usa intendono dare alle proprie industrie automobilistiche, unito al problema occupazionale che deriverebbe da un accentuarsi della crisi del settore in Europa spingeranno i Paese Ue ad approvare un insieme di aiuti coordinati. Se va bene sara’ il rilancio dell’industria automobilistica attraverso investimenti in nuove tecnologie, il che potra’ dare contributi anche a medio e lungo termine. Se va male (come e’ probabile) sara’ solo un insieme di sovvenzioni per tenere in vita un settore abbastanza a lungo affinche’ non crei disoccupazione proprio in questo momento cosi’ delicato per l’economia. Insomma, un aiuto a breve termine.

Il modo piu’ utile di utilizzare i fondi eventuali e’ quello di ridurre la tassazione sul lavoro per i salari piu’ bassi. In questo modo si aiuta la domanda (incrementando le risorse a disposizione dei lavoratori che aumenteranno i propri consumi) e l’offerta (attraverso la riduzione del costo del lavoro). E’ anche il metodo piu’ veloce per trasformare i fondi distribuiti in un’iniezione di fiducia nell’economia. Molto piu’ delle infrastrutture che impiegano almeno tre anni prima di dare qualche risultato economico. Inoltre bisogna considerare che non tutti i Paesi hanno un sistema di infrastrutture tanto mal messo da risultare un ostacolo alla crescita. Dunque gran parte delle infrastrutture non porteranno nessun vantaggio economico. Anche gli investimenti in tecnologie pulite, sono un incognita, non e’ detto che creino occupazione o riduzione dei costi di produzione.

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