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Appunti del Sabato #19

sabato, 15 novembre 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Appunti - Last K's VoiceIn questa crisi non fai a tempo a leggere dei dati negativi che ne arrivano di peggiori. Cosi’, mentre pensavamo di essere tra i pochi nel terzo trimestre con una crescita negativa del Pil, ecco arrivare la notizia che nell’Eurozona la crescita del Pil nel terzo trimestre e’ stata del -0,2 per cento.

Ovviamente ci sono differenze, ad esempio in Italia l’Istat ha certificato la “recessione tecnica”, perche’ la crescita del nostro Pil e’ stata negativa per due trimestri consecutivi. Il terzo trimestre 2008 la crescita del Pil e’ stata del -0,5 per cento rispetto al secondo trimestre 2008 (-0,9 per cento rispetto al terzo trimestre 2007). E il 2009 promette di proseguire in questa crescita negativa (-0,6 per cento secondo i dati del Fmi).

Comunque, data la crisi internazionale non saremo soli, visto che nell’Eurozona la crescita del Pil nel terzo trimestre e’ stata del -0,2 per cento, con Germania, Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Italia e Irlanda a pari demerito al -0,5 per cento, la Francia invece al +0,1 per cento. Pero’ non dobbiamo rallegrarci. Primo perche’ una recessione in Germania significa una peggioramento della recessione in Italia, secondo perche’ in questi anni il nostro Pil cresceva un punto in meno rispetto alla media europea, indicando quindi un problema strutturale, ora aggravato dalla crisi. Mentre a livello annuo in altri Paesi il Pil e’ cresciuto, in Italia nel terzo trimestre 2008 rispetto al terzo trimestre 2007 la crescita del Pil e’ stata negativa, -0,9 per cento. Significa che, mentre per quanto riguarda il valore del Pil congiunturale negativo siamo in “buona” compagnia, siamo praticamente da soli in Europa (con la Lettonia) ad avere un valore del Pil tendenziale negativo.

A chi dice che le nostre banche sono piu’ al riparo dalla crisi, rispetto alle banche di altri Paesi, bisognerebbe far presente che in realta’ le nostre banche stanno gia’ diminuendo il credito alle piccole e medie imprese, spostandolo verso le imprese piu’ grandi e piu’ protette. Magari verso quelle che potrebbero ricevere un aiuto statale, a discapito delle altre. In questa situazione e’ vero che l’ammontare del credito che le banche concedono resta invariato, ma se analizziamo a fondo, salta fuori “il trucco”.

Inoltre le banche italiane si trovano nella complicata situazione che ho gia’ descritto in altre occasioni, situazione dovuta all’enorme debito pubblico dell’Italia.

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