L’Unione europea piagnucolante chiede un ruolo centrale assieme agli Stati Uniti e chiede che l’Euro diventi valuta globale come il dollaro, ma non fa nulla per meritare questi ruoli. Senza un governo europeo ne’ la nostra politica ne’ la nostra valuta potranno ottenere un ruolo di primo piano.
Il presidente di turno dell’Ue, nonche’ presidente francese, Nicolas Sarkozy ha dato un avviso agli Usa:
Nicolas Sarkozy
“Noi non dimentichiamo mai da dove e’ partita questa crisi, che ci coinvolge tutti ma che ha avuto un’origine precisa.”
Questa frase e’ stata pronunciata ieri, in occasione dell’incontro dei 27 paesi dell’Unione europea, un vertice il cui scopo era trovare una posizione comune per il vertice del G20, in modo da fare per una volta gli interessi dell’Europa.
Con Barack Obama alla Casa Bianca molti europei sperano che la visione “dollaro-centrica” del mondo si allarghi per comprendere anche l’Euro. In realta’ ho l’impressione che Obama sara’ un presidente ancora piu’ “Usa-centrico” di Bush, a causa dei problemi economici interni che renderanno gli Stati Uniti piu’ chiusi verso gli altri Paesi. L’accordo tra i 27 puo’ essere riassunto in questo slogan: “controllo e trasparenza“. Ad esempio si e’ parlato di affidare il controllo sulle agenzie di rating ad agenzie nazionali o sovranazionali, alcune regole piu’ severe sulle remunerazioni dei manager, sulla contabilita’ dei derivati. Un controllo sovranazionale dei gruppi bancari che operano a livello internazionale affidato a collegi multinazionali. Ampliare i poteri di controllo del Fmi.
Fa un po’ sorridere che un Europa incapace di darsi un governo comune, una politica di bilancio comune, una politica fiscale comune, una politica energetica comune, ecc. parli di controlli e regole sovranazionali, e su queste riesca perfino a trovare una visione unitaria.
Se l’Europa desidera veramente avere un ruolo centrale, da coprotagonista nel mondo, portando l’Euro a moneta globale al pari del dollaro, deve necessariamente creare un governo economico dell’Ue. Ma per farlo e’ prima necessario giungere a livelli simili tra i vari Paesi di alcune voci del bilancio, rapporto debito/Pil ad esempio. Altrimenti sara’ impossibile creare i presupposti per una politica comune. Certo, e’ necessaria anche la volonta’ dei vari Paesi.
Intanto, mentre in Europa vorremmo essere coprotagonisti, le pecore smarrite tornano all’ovile. Grandi flussi di disinvestimento dei grandi operatori si stanno spostando dai Paesi emergenti, dalle materie prime, e in minor misura anche dall’Europa, verso la madre patria, gli Stati Uniti. Cosi’ mentre negli Usa uscivano i dati sulla disoccupazione in aumento, arrivata a ottobre al 6,5 per cento (era al 6,1 per cento a settembre), inizialmente Wall Street saliva (ha poi chiuso in calo).


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