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Scendono i tassi, ma le borse di piu’

venerdì, 7 novembre 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

Come previsto la Bce ha tagliato i tassi di 50 punti base, portando il tasso dal 3,75 per cento al 3,25 per cento. Spero nessuno fosse tanto illuso da attendersi un taglio maggiore, perche’ prima di tutto non sarebbe servito a nulla, secondo sarebbe potuto essere dannoso nel medio termine.

Economia - Banca Centrale EuropeaLa cautela della Bce indispettisce molti, ma a ben guardare a indispettirsi sono soprattutto le banche, che con un forte taglio del costo del denaro aumenterebbero i margini di profitto. Diffidate dunque da chi si lamenta della Bce. All’economia nel suo insieme il taglio dei tassi in questa situazione non serve a nulla. Che non serva a nulla lo si vede chiaramente anche dalla risposta che le borse hanno dato a questo taglio, nessuna risposta, hanno continuato a perdere. La Bce e’ ben consapevole della relativa inefficacia del taglio dei tassi in questa situazione, a dover intervenire non e’ la Bce, che sta’ pure facendo troppo, ma sono i governi nazionali, che a livello europeo stanno facendo poco o niente.

Se si vuole una prova dell’inutilita’ del taglio dei tassi, si veda cosa e’ accaduto in Gran Bretagna, ieri la Banca d’Inghilterra ha tagliato i tassi di ben 150 punti base, portandoli dal 4,5 per cento al 3 per cento, il calo del costo del denaro non ha influito sulla Borsa. In Europa sono stati bruciati 300 miliardi di euro, il calo a Milano e’ stato del 5,1 per cento e a Wall Street l’indice S&P500 ha perso il 5 per cento.

Inoltre chi parla di misura insufficiente (adducendo questa motivazione per giustificare l’inefficacia di questo taglio) ricordo che in un mese il taglio e’ stato di 100 punti base, eppure il rallentamento economico continua. Perche’ i tassi non possono fermarlo, la politica monetaria e’ ora inefficace, e se esagerata puo’ essere addirittura dannosa, quindi e’ meglio essere prudenti. Ormai invece Trichet e’ vittima del ricatto del mercato, durante il consiglio direttivo della Bce si e’ parlato di un taglio di 75 punti base, che avrebbe portato i tassi al 3 per cento, poi si e’ optato per il 3,25 per cento, deciso all’unanimita’.

I tassi sono destinati a scendere ulteriormente, un altro taglio potrebbe esserci gia’ a dicembre, la Bce vede come inevitabile il calo del costo del denaro, ma almeno vuole farlo con cautela, senza tagli aggressivi. Bisogna inoltre ricordarsi che superato un certo limite la politica monetaria perde di efficacia, e tolta la politica dei tassi la Bce cos’altro potrebbe fare? Meglio quindi usarla con cautela e parsimonia e soprattutto con tempismo.

Il presidente dalla Bce Jean-Claude Trichet ha dichiarato:

Jean-Claude Trichet
“l’intensificarsi e l’amplificarsi della crisi finanziaria peseranno probabilmente sulla domanda della zona euro per un periodo di tempo piuttosto lungo”

Il che significa che “le prospettive di inflazione sono migliorate“, si prevede scenda al 2 per cento nel 2009, ma significa anche che la crisi sara’ lunga e pesante, soprattutto se i governi non sapranno intervenire. In piu’ mentre in altre occasioni il crollo della domanda interna era parzialmente compensato dalla crescita della domanda nelle economie emergenti, questa volta la crisi recessiva e’ globale, a bloccarsi saranno entrambi i motori.

La crisi, l’incertezza, la paura per la recessione globale, fanno si che gli investitori guardino alle borse e non al costo del denaro, quindi una manovra sui tassi viene ignorata. La volatilita’ delle borse evidenzia questa incertezza, un taglio dei tassi aggressivo potrebbe spaventare e creare ancora piu’ incertezza. E chi ritiene il taglio dei tassi necessario per ridurre le rate dei mutui, sappia che finche’ le banche vivranno in un clima di sfiducia reciproca l’Euribor restera’ alto indipendentemente dal tasso della Bce, inoltre non si e’ ancora verificato nessun fenomeno di credit crunch.

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