Lo sapevano tutti, ma non lo diceva nessuno, perche’ e’ una parola che spaventa, fa pensare alla disoccupazione, alla poverta’, alla crisi buia, all’incapacita’ di rialzarsi. Dal 2008 l’Italia e’ in recessione tecnica, ma da molto prima e’ in stagnazione.
A dircelo e’ Bruxelles, secondo i dati della Commissione europea le stime fatte in precedenza erano eccessivamente ottimistiche e visto che anche questa volta le stime sono comunque superiori alle cifra rilasciate dal Fmi, nulla vieta di ritenerle ancora un po’ ottimistiche, o forse sono pessimistiche quelle del Fmi.
L’Ue nelle precedenti stime aveva sottovalutato l’impatto della crisi finanziaria nei Paesi europei, cosi’ secondo le ultime stime la crescita del Pil nei 15 Paesi dell’Eurozona sara’ dell’1,2 per cento nel 2008 e dello 0,1 per cento nel 2009. In Italia eravamo gia’ in recessione, infatti stiamo attraversando due trimestri di crescita negativa del Pil, il che stando ai libri di economia significa recessione tecnica. Anche se, per chiamarla recessione, visti i vari anni di stagnazione, non credo dovessimo aspettare ce lo dicesse Bruxelles.
Comunque in Italia nel 2008 e’ prevista una crescita zero sia nel 2008 sia nel 2009, il debito pubblico (il piu’ alto in assoluto in Europa) dal 104,1 per cento salira’ al 104,3 per cento nel 2009. La disoccupazione passera’ dal 6,1 per cento al 6,8 per cento nel 2008 e al 7,1 per cento nel 2009.
Mal comune resta un guaio
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si consola, perche’ “c’e’ una crescita pari a zero in generale per l’area dell’euro“. Comunque “si tratta di cifre assolutamente in linea, che confermano i numeri della nostra Finanziaria triennale“. Non e’ esattamente cosi’, le previsioni del governo erano per un +0,1 per cento nel 2008 e un +0,5 per cento nel 2009, certo, dallo 0 non c’e’ molta differenza, pero’ se si considera che il Fmi indica -0,1 per cento nel 2008 e -0,2 per cento nel 2009, non c’e’ da stare allegri.
Il Commissario per gli affari economici della Ue, Joaquin Almunia parla di “orizzonte economico cupo“, sembra essere un po’ piu’ cupo per l’Italia, anche se Tremonti ritiene siamo in linea con Francia e Germania. E’ vero che come noi anche questi Paesi l’anno prossimo saranno in stagnazione (secondo le stime Ue), pero’ noi siamo in stagnazione gia’ da diverso tempo, e per di piu’ questi ultimi due trimestri abbiamo avuto una crescita negativa. Per non parlare delle altre “tipicita’” italiane che alla crisi sommano tutti i problemi strutturali della nostra economia. Insomma, non siamo esattamente in linea con Francia e Germania.
Tra calo degli investimenti, crescita del deficit, l’unico dato positivo e’ la riduzione dell’inflazione, che in Europa scendera’ dal 3,5 per cento al 2,2 per cento. Resta la speranza del 2010, che secondo le stime vedra’ per l’Italia una crescita dello 0,6 per cento, dello 0,5 per cento per la Spagna, dello 0,8 per cento per la Francia e delll’1 per cento per la Germania.
Previsioni sbagliate
Previsioni in linea o meno, il fabbisogno dello Stato in Italia e’ in via di peggioramento, da gennaio a ottobre il deficit del settore statale risulta pari a 52,5 miliardi di euro, ben 14,5 miliardi in piu’ rispetto al 2007. I conti pubblici per ora sembrano reggere (per quanto questo in Italia possa avere un senso). Nel settore statale il deficit di cassa a ottobre e’ stato pari a 13 miliardi di euro, peggioramento del deficit previsto (anche se le previsioni erano prudenziali, volutamente pessimiste).
Bisognera’ aspettare il 2009 per vedere vedere uno scostamento del deficit dai dati previsti dal governo. Infatti nel Dpef per il 2009 era previsto un miglioramento, che secondo le stime della Commissione europea e’ invece previsto per il 2010.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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1 commento in tutto ↓
1 Appunti del Sabato #19 - Last K’s Voice // 15 nov 2008 alle 08:47
[...] ci sono differenze, ad esempio i Italia l’Istat ha certificato la “recessione tecnica“, perche’ la crescita del nostro Pil e’ stata negativa per due trimestri [...]
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