Imprenditori, sindacati e politici chiedono a gran voce di rimettere mano alla finanziaria, ma Tremonti fa orecchie da mercante, e non ha tutti i torti, non ci sono risorse ed e’ meglio attendere la riunione dell’Ecofin del 3 novembre e quella della Bce del 6.
Infatti apportare modifiche alla finanziaria prescindendo dagli esiti di queste due riunioni sarebbe pericoloso. Inoltre aprire il forziere della finanziaria potrebbe dare il via ad un assalto capace solo di far crescere la spesa pubblica, senza portare alcun beneficio all’economia del Paese. Cosi’ politici, imprenditori e sindacati chiedono risorse per imprese e famiglie, Berlusconi parla di alcune misure possibili, ma senza dare nulla per certo, perche’ se per esigenze politiche deve dare un minimo di speranza, le ristrettezze economiche spengono ogni speranza.
Ma non si era detto che si stava meglio?
E’ vero che le nostre banche sono state colpite dalla crisi con minor intensita’, ma il nostro Paese ha alcune peculiarita’ che trasformano in un masso ogni granello di sabbia. L’economia italiana e’ in stagnazione da non so piu’ quanto tempo, il nostro debito pubblico e’ straordinariamente alto, cosi’ pure l’evasione fiscale e la pressione fiscale. La produttivita’ e’ bassa, gli investimenti non si fanno, non c’e’ crescita, non c’e’ sviluppo, non ci sono infrastrutture.
Ma non ci sono solo Confindustria e sindacati a “battere cassa” al governo. C’e’ il governo stesso che con i suoi ministri chiede risorse a Tremonti, non direttamente, attraverso il mediatore Letta, che non puo’ far altro che aspettare. Aspettare che Tremonti trovi una risposta adatta, ora non puo’ far nulla.
Le tre variabili
Se all’Ecofin del 3 novembre dovessero portare il tetto del rapporto deficit/Pil dal 3 al 3,5 per cento ci sarebbe un seppur limitato margine di manovra, pero’ se realizzato male porterebbe solo svantaggi, peggiorando la gia’ difficile situazione. Anche un abbassamento dei tassi da parte della Bce, che venisse eventualmente deciso il 6 novembre, potrebbe creare piccoli margini di manovra. Ma lo spazio e’ stretto e sono in tanti a volerci entrare. Non c’e’ spazio per tutti, quindi Tremonti si trovera’ nella difficile situazione di dover vagliare le possibilita’ scegliendo la migliore.
Tuttavia data la recessione che attualmente colpisce l’Italia, c’e’ un’altra variabile da tenere d’occhio, le entrate. Se i risultati delle entrate saranno inferiori alle attese, occorrera’ mettere in discussione la finanziaria, e questa volta con dei pesanti tagli di spesa, altro che margini di manovra.


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1 commento in tutto ↓
1 Il coraggio e la speranza - Last K’s Voice // 28 nov 2008 alle 07:39
[...] porta alla prudenza, che di per se non e’ negativa, purche’ non si ecceda. L’eccessiva prudenza frena l’economia, la imbriglia, impedisce le riforme mantiene lo status quo. La speranza [...]
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