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Europa in ordine sparso

mercoledì, 29 ottobre 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

I Paesi dell’Unione europea sono divisi in due gruppi, quelli come Francia e Germania che riescono a trovare le risorse per aiutare l’economia reale e quelli come l’Italia che queste risorse proprio non ce le hanno. Tutto dipende da come vengono attuati gli aiuti, e da come si comporta il nostro governo.

Economia - Unione EuropeaSe gli aiuti di Francia e Germania si trasformeranno in deroghe alle norme sulla concorrenza, saranno dannosi per le imprese italiane dello stesso settore. Per questo motivo e’ importante che gli aiuti vengano coordinati a livello europeo, e siano limitati al genere di aiuti gia’ consentiti dalle attuali norme europee, ossia quelli che stimolano gli investimenti e comportano piu’ innovazione, piu’ ricerca, una migliore formazione e la creazione di posti di alta qualita’. Esistono deroghe anche per quanto riguarda gli investimenti con fini ambientali. Per questo motivo scrivevo che l’adeguamento al piano energetico e ambientale europeo e’ un’opportunita’.

Ora l’Europa puo’ seguire due strade, la prima vede i Paesi muoversi in ordine sparso, in un’ottica opportunistica, volta a rafforzare le proprie imprese in settori specifici al fine di creare un vantaggio rispetto ad altri Paesi. In questa situazione gli altri Paesi non possono restare a guardare, ci sara’ una rincorsa continua che si tradurra’ in un inutile spreco di risorse pubbliche, senza creazione di sviluppo per i Paesi.

La seconda strada vede i Paesi cooperare, non necessariamente ai fini dello stanziamento delle risorse, ma nella pianificazione degli interventi, non mirati a singole imprese o singoli settori, ma appunto volti alle agevolazioni di investimenti, infrastrutture e sviluppo. Oltre agli aiuti ai Paesi dell’Europa dell’Est, piu’ per egoismo che per altruismo. Infatti se questi Paesi dovessero cedere nell’impatto con la crisi, la frana investirebbe tutta l’Europa, e non sarebbe semplice arginarla.

Se si seguisse la prima strada, come ha fatto presente Neelie Kroes (commissario europeo alla Concorrenza):

Neelie Kroes
“Sarebbe un disastro se si cominciasse una gara ai sussidi con gli Stati non impegnati a spendere soldi per risolvere i problemi strutturali, ma per riparare ai problemi causati dai sussidi di altri Paesi.”

E’ quello che sta avvenendo nel settore bancario, dove le nostre banche non sono in difficolta’ a causa di loro colpe, ma a causa degli aiuti e delle garanzie statali ricevuti dalle banche di altri Paesi europei. Ora il mercato premia queste banche garantite dallo Stato e punisce le nostre. Questa situazione porta potenzialmente ad una rincorsa alla garanzia statale. Alcuni Paesi possono permettersi (per ora) questo tipo di intervento pubblico, ma noi no, per questo dovremmo essere in prima linea in Europa per chiedere il rispetto delle regole.

In Italia

Economia - Giulio TremontiLa gravita’ della situazione Paese in Italia e’ ben rappresentata dallo spread tra i titoli di debito pubblico decennali tedeschi e italiani (rispettivamente Bund e Btp), salito a oltre un punto, differenziale che non si vedeva dai tempi della lira. Tassi dovuti a un rischio-Paese maggiore. Per questi motivi il governo italiano deve stare molto attento a come si muovera’ nei prossimi giorni, ora ha preso coscienza della necessita’ di apportare alcune modifiche o aggiunte alla finanziaria, Berlusconi ha annunciato “un adeguamento della legge finanziaria“, si spera venga pero’ protetta dai probabili attacchi delle lobby.

Gli interventi di cui si parla sono purtroppo non strutturali. Interventi piuttosto deboli, non capaci di creare sviluppo o innovazione. Si parla ad esempio della detassazione delle tredicesime, di prorogare la detassazione degli straordinari, misura gia’ rivelatasi debole e incapace di creare sviluppo nell’economia. Poi c’e’ il pacchetto Scajola, e la proposta di Berlusconi di aumentare il “monte prestiti per le imprese, soprattutto piccole e medie“.

Qualcosa di piu’ si potrebbe sapere gia’ oggi, infatti alle 10:30 ci sara’ una riunione tra i ministri Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli, Brunetta e Calderoli sugli aiuti del governo a famiglie e imprese.

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