I due decreti italiani anti-crisi, o salva-banche che dir si voglia, potrebbero essere parzialmente stracciati. Pare infatti che il Tesoro stia pensando ad una terza via, quella francese, piu’ tempestiva e meno problematica, sia per i conti pubblici, sia per le banche.
Nei decreti studiati dal Tesoro e’ previsto l’ingresso dello Stato nelle banche attraverso l’acquisto di azioni privilegiate, in modo da fornire capitale alle banche intaccandone il meno possibile la governance. Tuttavia intacca il debito pubblico. Pare quindi che Tremonti stia prendendo in considerazione il piano di intervento francese. In Francia sono previsti interventi di ricapitalizzazione a pioggia, attraverso la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni subordinate.
Sono titoli ibridi, non danno diritto di voto, rafforzano il capitale Tier 1 della banca e non ne intaccano la governance, lasciando inalterate le quote degli azionisti. La sottoscrizione delle obbligazioni ha come condizione l’incremento dei prestiti bancari a famiglie e imprese.
In questo modo si raggiungono tempestivamente tre obiettivi: si aumenta il capitale della banca, assicurandone la liquidita’; si usa questa liquidita’ per sostenere l’economia, trasferendola a imrese e consumatori; trattandosi, per lo Stato, di un investimenti che rientra nel conto finanziario, salvaguarda i conti pubblici. Infine viene raggiunto anche un altro importante risultato, ossia si evita di mettere alla gogna le banche, come invece avverrebbe con l’attuale decreto. Verrebbero aiutati infatti tutti gli istituti che si trovano sotto una certa soglia.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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