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Colpiti ma forse non affondati

venerdì, 17 ottobre 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Le misure che si stanno prendendo non servono a risolvere la crisi, ma a non esserne travolti. Alle misure studiate vanno accompagnate altre iniziative volte a far accettare queste misure e a impedire che creino danni. Chi parla di crollo del libero mercato o vede nell’intervento pubblico lo Stato salvatore dell’economia sbaglia due volte.

Economia - Wall StreetIl primo errore dipende dal fatto che la crisi non e’ dipesa dal mercato ma dalla sua manipolazione, ad opera anche (ma non solo) della politica. Il secondo errore riguarda invece il fatto che lo Stato interviene per evitare il panico e la paura dei risparmiatori e delle banche. E’ il mercato che superera’ la crisi appena tornera’ la fiducia. Sempre che vengano rispettati alcuni punti fermi.

Se la finanza conviene troppo

Uno dei ruoli base della banca e’ raccogliere risparmio e usarlo per concedere finanziamenti, ad esempio alle imprese, dietro ovviamente il pagamento di un interesse. Questo meccanismo consente alle imprese con un buon piano di investimento di essere finanziate per poterlo attuare. Ma se per la banca e’ piu’ conveniente investire nel mercato finanziario in titoli poco trasparenti, piuttosto che in imprese non in grado di pagare interessi elevati, allora le banche punteranno sul mercato finanziario. A questo si aggiunga il fatto che anche per le imprese (soprattutto se operano in un mercato poco competitivo) e’ piu’ conveniente investire in attivita’ finanziarie (magari giocando sulle loro stesse azioni e obbligazioni) anziche’ investire nella loro attivita’.

Se poi il Governo, tramite una politica dei tassi bassi e con l’immissione di grandi quantitativi di liquidita’, pompa il sistema finanziario perche’ sostenga una bilancia commerciale negativa altrimenti insostenibile, una domanda interna fatta di consumi a debito, una politica delle case fatta con mutui facili, ecco creato il meccanismo perverso.

I titoli “bidoni”

Vale la pena soffermarsi sul motivo per cui le banche non si fidano piu’ le une delle altre. Mentre ripristinare la fiducia dei risparmiatori e’ relativamente piu’ semplice (puo’ essere sufficiente che a livello nazionale lo Stato garantisca i depositi), portare la fiducia nel settore interbancario e’ complesso. Occorre un intervento sovranazionale e occorre una garanzia che il singolo Paese non e’ sempre in grado di fornire.

Il problema e’ dato dall’asimmetria informativa, nello specifico quello che in gergo viene chiamato il mercato dei bidoni. Le banche sanno che nei loro portafogli sono diffusi un certo numero di titoli “spazzatura” (bidoni) e un certo numero di titoli “buoni”. In questa situazione, non potendo accertare la bonta’ dei titoli nessuno li accettera’ ed ecco che si rende necessario l’intervento di qualcuno che garantisca questi titoli. In realta’ sarebbe meglio che qualcuno controllasse questi titoli e con un’operazione trasparenza colmasse l’asimmetria informativa. In questo modo chi possiede titoli “bidoni” verrebbe punito dal mercato e chi invece non li possiede verrebbe premiato.

Moral hazard e debito pubblico

Se invece i titoli vengono garantiti sorgono due problemi. Il primo e’ dovuto al fatto che se la banca ha rischiato e si e’ trovata con dei titoli “spazzatura” che ora vengono garantiti, il rischio della banca svanisce (in questo modo si incentiva l’azzardo morale). Insomma, se chi ha sbagliato non viene punito dal mercato, occorre che intervenga qualche altro tipo di punizione (per questo si pensa alla rimozione dei manager delle banche in crisi). Il secondo problema riguarda il tempo necessario affinche’ i titoli “spazzatura” riacquistino un valore di mercato, fino ad allora (e questo momento potrebbe anche non giungere mai) li terra’ chi se ne e’ fatto garante, cioe’ lo Stato. Quindi potrebbero finire nel debito pubblico. I cittadini sarebbero dunque riluttanti ad autorizzare il Governo per una simile operazione che salva le banche e scarica i loro rischi sui contribuenti.

I cittadini

Economia - MutuiOra si tratta di ottenere l’approvazione dei cittadini per queste misure. Tito Boeri suggerisce tre strade: 1) agire sul mercato dei mutui ipotecari alleggerendo l’onere che grava sui cittadini; 2) ora non e’ il momento di punire i banchieri e le banche perche’ si rischia di scatenare un effetto domino, pero’ c’e’ un modo per punire i banchieri, far aumentare la competizione e la concorrenza nel settore bancario, i cittadini pagano ancora delle commissioni troppo elevate per servizi non sempre di ottima qualita’; 3) bisogna pensare a delle misure che contrastino la recessione, misure di alleggerimento del carico fiscale, soprattutto sul lavoro, questo servirebbe a contrastare la recessione che sembra comunque inevitabile, a ridurne l’entita’ e ad accelerarne l’iter, per cui sarebbe una recessione di breve durata.

L’azione sui mutui potrebbe essere portata avanti dal Governo dando ai cittadini la possibilita’ di trasferire la proprieta’ dell’immobile allo Stato conservandone l’uso ad abitazione dietro pagamento dell’affitto allo Stato. Sono comunque operazioni delicate che vanno vagliate con molta attenzione.

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Tags: Economia · Politica

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