Proprio ieri avevo scritto che l’intervento del governo (pur con le considerazioni dovute a lati ancora non chiari del decreto) e’ condivisibile. L’obiettivo e’ ridare fiducia al mercato, tuttavia ieri il Premier ha compiuto due passi falsi (di cui uno grave) che vanno in direzione contraria.
Ieri pomeriggio Berlusconi in conferenza stampa ha parlato di alcune ipotesi al vaglio dei G-7, tra queste l’ipotesi di sospendere le contrattazioni sui mercati il tempo che basta a cambiare le regole:
Silvio Berlusconi
“C’e’ la volonta’ di arrivare a riscrivere i regolamenti, le regole della finanza internazionale. Si parla di una nuova Bretton Woods, si parla di sospendere i mercati per il tempo necessario a scrivere queste regole.”
Dichiarazione poco dopo seguita dalle solite smentite. Non e’ un errore da poco, tanto che e’ intervenuto il portavoce della Casa Bianca Tony Fratto a smentire con forza e affermando che gli Stati Uniti “non hanno assolutamente alcun piano che interferisca con il funzionamento dei mercati finanziari statunitensi“.
Anche se fosse stata una ipotesi effettivamente al vaglio del G-7, non andava divulgata, si sarebbe trattato di un’azione estrema, da fare e non annunciare. Ma comunque un’azione sbagliata, infatti chiudere le borse renderebbe illeggibile l’andamento della crisi, le borse sono il termometro, non la malattia. Si renderebbero illiquidi i titoli, si accrescerebbe il panico impedendo a chi vuole vendere di farlo, dando l’idea che il governo non sappia come agire per affrontare la crisi, creando ulteriore incertezza.
L’altro errore del presidente del consiglio e’ stato quello di fare il promotore finanziario, consigliando l’acquisto di azioni Enel ed Eni (le azioni di quest’ultima dopo il “consiglio” hanno visto aumentare il loro valore). Certo, Berlusconi era mosso da buone intenzioni, ma la sua posizione non gli permette di agire con leggerezza, essendo imprese in mano pubblica sarebbe meglio evitare di influenzare il mercato suggerendo di acquistarne le azioni, e’ meglio che lo Stato eviti di interferire con il normale funzionamento del mercato.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiamato le istituzioni e gli organi di informazione ad un senso di responsabilita’:
Giorgio Napolitano
Questa crisi chiama senza dubbio a un forte senso della responsabilita’ nazionale ed europea le nostre istituzioni, le forze politiche di entrambi gli schieramenti ed il mondo dell’informazione.
In momenti simili – dove regna l’incertezza e in un Paese come il nostro in cui l’educazione finanziaria e’ a livelli bassi – e’ preferibile ci sia una maggior cautela da parte degli esponenti del nostro Governo, ogni loro dichiarazione, ogni loro frase, anche lasciata sfuggire per sbaglio, puo’ avere conseguenze imprevedibili e potenzialmente gravi.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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