I governi di tutta Europa stanno facendo quanto e’ in loro potere per cercare di ripristinare la fiducia nel sistema finanziario. Il nostro governo non e’ ovviamente da meno e, fallito miseramente il piano italiano di creare un fondo comune europeo, ha fatto le prime mosse. Bene hanno fatto Berlusconi e Tremonti a rassicurare i risparmiatori.
Berlusconi rassicura, non faranno fallire nessuna banca, e rassicura anche i risparmiatori:
Silvio Berlusconi
Non siamo nel ’29, non vendete le vostre azioni perche’ molte aziende italiane fanno profitti e i valori di Borsa non corrispondono al valore reale di quelle aziende [...] [il decreto serve a dare un'ulteriore garanzia al sistema], non ai risparmiatori per i quali non siamo preoccupati. [...] Con il direttore della Banca d’Italia passiamo in rassegna tutte le banche e, ove ci fosse una capitalizzazione insufficiente, le chiameremo ad aumentarla. [Riguardo il decreto legge], la motivazione principale non e’ quella di rassicurare i cittadini che erano gia’ abbastanza sicuri della solidita’ del nostro sistema bancario, ma e’ quella di far si’ che le banche continuino a svolgere la loro indispensabile attivita’ di sostegno all’economia, sia alle imprese che ai consumatori, perche’ i riflessi di questa crisi che noi temiamo sono quelli sull’economia reale. Noi siamo preoccupati per l’andamento borsistico, perche’ siamo di fronte ad una crisi che e’ l’opposto di quella che ricordiamo come la grande crisi del ’29. [...] Nessuna banca italiana potra’ fallire; nessun italiano perdera’ un solo euro.
Tremonti si spinge oltre, annunciando misure contro i manager eventualmente colpevoli di qualche dissesto bancario. Tanto da aver minacciato di dimettersi se non venisse ritirato un particolare emendamento al decreto Alitalia. Emendamento “salva-manager“, presentato da due Parlamentari del Pdl, Angelo Maria Cicolani e Antonio Paravia, in cui si mettevano al riparo i manager da eventuali cause giudiziarie, a meno che l’impresa da loro amministrata non fosse giunta al fallimento (sarebbe interessante scoprire il mandante di questo emendamento, un giallo “fitto” di misteri).
Il governo sembra dunque muoversi su tre fronti. Il primo e’ quello psicologico, rassicurare i risparmiatori, garantendo i loro depositi, in realta’ gia’ garantiti, fino a 103 mila euro a persona, da un fondo di garanzia a cui obbligatoriamente aderiscono le banche italiane. Tuttavia l’ulteriore garanzia statale e’ un di piu’ che rassicura ulteriormente i risparmiatori per loro natura molto paurosi. Il secondo e’ quello economico, il governo costituira’ un fondo da utilizzare nell’eventualita’ (considerata remota dallo stesso Tremonti) di una o piu’ banche in difficolta’ non caso in cui non riescano da sole a ricapitalizzare. L’obiettivo dichiarato e’ quello di non far fallire nessuna banca. Infine il terzo e’ quello punitivo, e’ collegato al secondo e dovrebbe prevedere la sostituzione dei manager delle banche salvate dallo Stato.
Manca un quarto punto. Un intervento sull’economia reale, in grado, da un lato di garantire il credito almeno alle piccole e medie imprese. dall’altro di sostenere i redditi medio-bassi delle famiglie italiane. E’ un punto che va affrontato e riguarda problemi strutturali dell’economia italiana, aggravati dalla crisi attuale. Sembra volersi muovere in questa direzione il governo, Berlusconi ha annunciato l’intenzione di voler “ridurre la pressione fiscale“. Sarebbe un importante passo avanti. Certo, dovrebbe essere mirata ai redditi da lavoro dipendente, e alle imprese, si dovranno trovare le risorse necessarie. Questo periodo di crisi non e’ il momento ideale per contrastare l’evasione fiscale, quindi la vedo molto dura. Si tratta probabilmente di una intenzione a cui non fara’ seguito alcuna azione (anche perche’ il Dpef indica chiaramente che la pressione fiscale restera’ invariata per i prossimi anni).
Il decreto per ora non e’ ancora chiaro, quando verra’ presentato al Parlamento si potra’ analizzare con piu’ tranquillita’. Tuttavia il governo dovra’ necessariamente porsi alcuni problemi, che emergono gia’ dalle vaghe informazioni che sono state date a proposito di questo decreto. L’intervento di salvataggio da parte dello Stato (punto secondo), dovrebbe consistere in un acquisto di azioni privilegiate dell’istituto in crisi, azioni senza diritto di voto. Lo Stato quindi non entrerebbe nella governance della banca. Tuttavia volendo cambiare i vertici (punto terzo), in modo indiretto entrera’ eccome nella governance. Chi scegliera’ infatti i nuovi manager?
Non e’ ben chiara nemmeno la exit strategy, chi decidera’ quando e come vendere al mercato le azioni privilegiate acquistate dallo Stato? Saranno convertite in azioni ordinarie? Non sono temi di poco conto e devono essere affrontati con attenzione senza farsi prendere dalla fretta. Poi, viste le nostre esigue risorse e il nostro debito pubblico e data l’intenzione di Tremonti di rispettare l’obiettivo di pareggio entro il 2011 (intenzione che mi ha piacevolmente sorpreso), sarebbe interessante capire quanto il governo e’ disposto a “sborsare” come cifra massima in questa operazione e dove reperira’ le risorse necessarie.
Sono evidenti i problemi che emergono nel costituire un fondo simile, e si tratta di un fondo nazionale, figurarsi i problemi che sarebbero nati nel caso di un fondo europeo, per questo un simile fondo era ed e’ improponibile a livello europeo, perche’ impossibile da costituire e ancor piu’ impossibile da gestire.
Riguardo i problemi di governance, io opterei per la costituzione di una autorita’ indipendente che “congeli” (per un periodo predeterminato) i gruppi dirigenti delle banche salvate, sottoponendoli ad un severo controllo sulla loro attivita’ passata, presente e futura (fino alla scadenza del mandato dell’autorita’ indipendente), effettuando un’”operazione trasparenza” che renda evidenti gli errori e le eventuali irregolarita’. Operazione quest’ultima che andrebbe fatta a livello europeo, se solo i Paesi membri si decidessero a fornire i necessari poteri di controllo e vigilanza alla Bce (o ad un altro organismo ad hoc).
In questo modo si darebbe un importante impulso per il ripristino della fiducia, non solo dei risparmiatori verso le banche, ma anche tra banche. Visto che l’attuale clima di sfiducia tra le banche ha portato il tasso Euribor a livelli altissimi e ha reso inutile la riduzione di 50 punti base del tasso di sconto concordata tra le principali banche centrali mondiali.
Allegati
Relazione illustrativa
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Decreto Legge 9 ottobre 2008, n. 155
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Decreto Legge 13 ottobre 2008, n. 157
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7 commenti in tutto ↓
1 paolo // 10 ott 2008 alle 10:04
A furia di diffondere notizie catastrofiche sia mediante
la stampa ma sopratutto in TV la catastrofe e’ arrivata
Bisogna diffondere ottimismo altrimenti la gente si
spaventa e andiamo tutti a ramengo
2 Luca Vinci // 10 ott 2008 alle 10:22
Certo pero’ che la fiducia va anche meritata
3 Luca Vinci // 10 ott 2008 alle 10:23
Ho inserito in allegato il testo del decreto. Cosi’ ci si puo’ fare un’idea.
4 Appunti del Sabato #14 - Last K’s Voice // 11 ott 2008 alle 07:38
[...] Feed RSS ← Fidarsi e’ bene [...]
5 L’ottimismo e’ il sale della politica - Last K’s Voice // 13 ott 2008 alle 12:12
[...] che “la novita’ importante, per qualcuno storica, e’ che mentre fino a ieri gli aiuti di Stato all’economia e anche al sistema delle banche erano vietati, da oggi sono ritenuti [...]
6 Salvare capra e cavoli - Last K’s Voice // 21 ott 2008 alle 09:41
[...] questa richiesta venne respinta, anzi, non venne neppure discussa. Poi il governo ha elaborato due decreti salva-banche in cui non si indicano cifre, motivazione ufficiale, non si conosce l’entita’ del [...]
7 Appunti del Sabato #16 - Last K’s Voice // 25 ott 2008 alle 08:38
[...] due decreti italiani anti-crisi, o salva-banche che dir si voglia, potrebbero essere parzialmente stracciati. Pare infatti che il [...]
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