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Banche forti risparmiatori deboli

lunedì, 6 ottobre 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Il vero rischio di una crisi e’ che non si impari nulla da essa. La politica sembra piu’ concentrata a indicare un colpevole vago e imperseguibile piuttosto che a punirne uno vero o far si che le cause non si possano ripetere.

Economia - DollaroE’ facile indicare nell’avidita’ dei manager o negli speculatori le cause della crisi, piu’ difficile sarebbe esaminare i comportamenti della politica che hanno facilitato un comportamento umanamente naturale. Non si puo’ chiedere a un manager di seguire un’etica, lo si puo’ incentivare vigilando sul suo comportamento e punendolo quando non segue le regole.

Se e’ venuta a mancare la vigilanza, se le regole hanno permesso l’impunita’, la responsabilita’ e’ politica. Gli strumenti finanziari oggi indicati come frutti del demonio, finche’ hanno permesso uno sviluppo sostenuto anche dell’economia reale, finche’ hanno permesso di ridurre i rischi dell’industria, nessuno ha avuto da ridire, finche’ hanno permesso anche a chi non aveva mezzi sufficienti di acquistare una casa, la politica li incentivava, chiudendo gli occhi davanti alla loro degenerazione e ai rischi che cominciavano a delinearsi.

In Europa le cose sono diverse, ma non poi cosi’ tanto. Qui le banche hanno approfittato dei risparmiatori per scaricare su di loro tutti i rischi delle operazioni poco trasparenti. Non e’ certo una novita’, lo si e’ visto col caso Parmalat. Ora la politica invita alla calma, ed e’ giusto, il panico aggrava la crisi, la diffonde. Ma e’ indispensabile guardarsi bene dal seguire inclinazioni populiste, bisogna agire razionalmente e mettere in atto vere soluzioni, non palliativi buoni solo a raccogliere consenso e mantenere lo status quo.

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