Con tutta probabilita’ oggi o al massimo domani verra’ approvato il piano Paulson-Barnanke. Ma sara’ sufficiente? In Europa, che decisioni prendera’ la Bce? In Italia siamo veramente al riparo?
Negli Stati Uniti tra oggi e domani Bush tentera’ di ottenere almeno quei dodici voti in piu’ che lunedi’ sono mancati per far approvare il Troubled Assets Relief Program (TARP) di Paulson e Bernanke. Un piano che prevede lo stanziamento di 700 miliardi di dollari allo scopo di tamponare la crisi del mercato finanziario, tamponare, non arrestare. Infatti l’unico che puo’ arrestare la crisi e’ il mercato stesso, ma se gli operatori non riprendono fiducia non c’e’ piano che tenga. Potrebbe risultare un’inutile spreco di denaro pubblico capace solo di rimandare il crollo di altri istituti finanziari.
Al mercato non e’ ancora chiaro l’effetto che potrebbe avere l’approvazione del piano, resta cosi’ l’incertezza e la volatilita’ della borsa, molti hanno paura che il piano sara’ insufficiente, altri lo ritengono un intervento tardivo, altri ancora lo reputano inutile o addirittura dannoso. Non c’e’ da stupirsi quindi se l’andamento degli indici e dei titoli risulta cosi’ altalenante. I problemi che ora deve affrontare il mercato sono la scarsa liquidita’ e il calo del valore di alcuni asset. Ma il Tarp, a quale prezzo dovrebbe acquistare gli asset “tossici“? Fed e Tesoro devono trovare un prezzo non troppo basso (in modo da aiutare gli istituti in difficolta’) e non troppo alto (per evitare grosse perdite di bilancio). Non e’ facile trovare il prezzo giusto, la scarsa trasparenza che contraddistingue questi asset rende tutto piu’ difficile, il venditore ha informazioni che mancano al compratore, siamo in presenza di asimmetria informativa.
Intanto in Europa la Bce continua a immettere liquidita’, anche se in questi giorni dovrebbe prendere una decisione sulle prossime mosse, ma difficilmente ci sara’ un’azione comune all’interno dellUnione europea. Piu’ probabilmente ogni Paese agira’ per conto suo per salvare le proprie banche, se ne ha la possibilita’, anche perche’ la vigilanza sulle banche a livello comunitario e’ debole, per questo e’ importante che vengano dati piu’ poteri alla Bce sulla vigilanza del sistema bancario. In modo da poter attivare meccanismi di coordinamento per trovare soluzioni condivise.
In Italia dopo la riunione di ieri del Comitato per la salvaguardia della stabilita’ del sistema finanziario, Tremonti continua a rassicurare dicendo che la situazione e’ sotto controllo e sotto stretta osservazione. Resta da capire cosa si osservi visto la trasparenza cosi’ scarsa che neppure le banche si fidano tra loro non sapendo cosa abbiano in pancia le altre banche.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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1 commento in tutto ↓
1 Intervento statale solo come ultima ratio - Last K’s Voice // 24 ott 2008 alle 09:39
[...] ratio (al 9-10 per cento). Intervento su cui hanno optato anche gli Usa, dopo il primo infruttuoso piano da 700 miliardi di dollari. Perche’ il problema e’ la sottocapitalizzazione delle banche, non il [...]
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