Ieri la Camera dei Rappresentanti ha detto no al piano di salvataggio con 228 voti contrari e 205 a favore. Wall Street ha reagito subito accusando il colpo, anche se non era poi cosi’ imprevisto, tanto che il clima di incertezza aveva gia’ colpito le borse europee.
Neppure i forti cali della borsa hanno fatto cambiare idea ai parlamentari statunitensi, che hanno bocciato il piano Paulson-Bernanke. Adesso la Casa Bianca dovra’ affrontare la crisi cercando un’altra strada, o riproponendo il piano cercando la via politica per giungere ad un compromesso con chi ha votato no. Per questo Bush incontrera’ oggi un gruppo di economisti per individuare le prossime mosse e contattera’ i leader del Congresso. Ora Bush ha un secondo tentativo per far approvare il piano da 700 miliardi di dollari, ma dovra’ aspettare a mercoledi’ perche’ oggi il Congresso e’ chiuso per il capodanno ebraico.
Le Borse
Vediamo un po’ di numeri. L’indice Dow Jones ha segnato una flessione di oltre il 5 per cento e il Nasdaq del 6,55 per cento. Il petrolio sui mercati statunitensi e’ sceso sotto i 100 dollari arrivando in chiusura a 96,37 dollari (con un calo di 10,52 dollari).
Anche le borse europee hanno reagito con pesanti cali all’affondamento del maxi-piano. La paura e’ che la crisi americana, se non bloccata, possa arrivare da noi e colpire le banche europee. Le borse hanno aperto in negativo, ma i cali si sono ampliati all’apertura negativa di Wall Street. I cali sono stati tra il 3 e il 5 per cento in tutte le borse del vecchio continente. A Milano il Mibtel ha chiuso con un -4,74 per cento, l’S&P Mib un -4,98 per cento. Anche le altre borse hanno chiuso in negativo, Parigi -5,04 per cento, Francoforte – 4,23 per cento, Londra -5,03 per cento, Zurigo -4,63 per cento. A trascinare gli indici al ribasso sono stati soprattutto i titoli bancari, finanziari e assicurativi.
La Bce ha reagito prontamente iniettando nel sistema 120 miliardi di euro supplementari con prestiti straordinari di rifinanziamento a scadenza di 38 giorni. In Italia la situazione liquidita’ delle banche e’ sotto controllo da parte della Banca d’Italia. Proprio Mario Draghi (che oltre ad essere il governatore della Banca d’Italia e’ anche presidente del Financial Stability Forum) ha detto che la risposta alla crisi da parte delle autorita’ e’ “ampia, articolata e piuttosto forte, le banche centrali hanno reagito iniettando liquidita’ senza precedenti e con scadenze che sono quello che il mercato chiede“.
L’Italia
In Italia la situazione dovrebbe essere piu’ tranquilla, ma ricordiamoci che siamo un “vaso di coccio“, le crisi quando ci colpiscono ci colgono sempre impreparati, la nostra economia anche se poco legata alla finanza risente fortemente delle crisi internazionali, quindi meglio non stare troppo tranquilli. Basti vedere i titoli bancari a Piazza Affari. Unicredit (la piu’ esposta con le banche europee che maggiormente subiscono la crisi) e’ stata piu’ volte sospesa per ribasso eccessivo, ha ceduto il 10,3 per cento a 1,97 euro con scambi pari al 2,3 per cento del capitale. Ma anche altri titoli bancari e assicurativi hanno subito forti cali. Unipol (-7,6 per cento), Bpm (-7,5 per cento), Fonsai (-6,2 per cento), Banco Popolare (-4,9 per cento), Mediolanum (-4,9 per cento), Intesa Sanpaolo (-4,6 per cento), Alleanza (-4 per cento), Mediobanca (-3,4 per cento), Ubi (-3,1 per cento), Mps (-3 per cento) e Generali (-2,2 per cento). La flessione del prezzo del greggio ha fatto il resto, tirando giu’ i titoli del comparto energetico e a seguire quelli industriali. Insomma, non bisogna prenderla alla leggera.
Le rassicurazioni di Tremonti circa la solidita’ dell’economia italiana dopo l’ultima riunione del del Comitato per la salvaguardia della stabilita’ del sistema finanziario erano evidentemente incomplete e imprecise. Cosi’ oggi alle 9 il comitato si riunira’ nuovamente, per analizzare la situazione alla luce degli ultimi avvenimenti che forse si erano sottovalutati.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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