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La diligenza blindata

mercoledì, 24 settembre 2008 alle 08:37 · Nessun commento - Stampa Stampa

La Finanziaria e’ sempre stata assalita da emendamenti che aggiungevano voci di spesa e ne modificavano altre. Vanificando cosi’ ogni tentativo di tagliare le spese. Ieri Tremonti ha blindato la diligenza, assaltarla e’ molto piu’ difficile, ma nonostante tutto il pericolo e’ rappresentato da una crisi ancora sottovalutata.

Economia - Giulio TremontiIl governo ieri ha varato la Finanziaria, super ermetica, tre articoli piu’ la parte tabellare, questo dovrebbe impedire possibili assalti in Parlamento, comunque sia il governo e’ pronto a far ricorso al voto di fiducia pur di farle passare indenne l’iter parlamentare. E’ gia’ tutto definito nella manovra triennale approvata ai primi di agosto, non resta quindi che concentrarsi sui “principi, non sui dettagli“, cosi’ dice il ministro dell’economia Giulio Tremonti:

Giulio Tremonti
“Saremo aperti a ogni valutazione di scenario e principio, ma chiusi alla vecchia tecnica degli emendamenti.”

Viene rivista al ribasso la crescita, si passa dallo 0,5 allo 0,1 per cento nel 2008. Significa crescita zero, ma secondo Tremonti l’effetto sul deficit sara’ minimo, nel 2008 restera’ al 2,5 per cento, crescendo di 0,1 punti percentuali nel 2009 (passando dal 2 al 2,1 per cento). La pressione fiscale restera’ invece al 43,1 per cento del Pil (dal 2008 al 2001). Nonostante si pensasse al rinvio di un anno, il governo conferma l’obiettivo di pareggio di bilancio nel 2011 (il governo punta almeno a uno 0,3 per cento).

Gli stanziamenti principali previsti in Finanziaria sono: 2,83 miliardi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego (del biennio 2008-2009); un miliardo che vanno nei fondi per proroghe e agevolazioni fiscali; 750 milioni per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti, gestioni lavoratori autonomi ed Enpals, altri 185 milioni per la gestione dei fondi per commercianti e artigiani.

La Finanziaria, nella nota di aggiornamento al Dpef prevede un debito pubblico in miglioramento. Nel 2008 passa dal 103,9 al 103,7 per cento, nel 2009 passera’ al 102,9 per cento. L’avanzo primario resta al 2,3 per cento nel 2008, mentre nel 2009 si prevede un calo dal 3,1 per cento precedentemente stimato al 3 per cento.

Queste previsioni corrono il rischio pero’ di sottostimare la crisi, sarebbe forse servita una Finanziaria piu’ prudente. Un esempio su tutti. Non e’ ancora chiaro l’impatto che la crisi del mercato finanziario statunitense produrra’ in Italia, per ora si parla di un impatto che oscilla tra 1 e 5 miliardi. Proprio in questi giorni sono frequenti gli incontri tra Tremonti, Banca d’Italia, Consob e Isvap, segno che il rischio esiste. Il silenzio aumenta l’incertezza sulle eventuali perdite sui bilanci. Incertezza che si va a sommare alla sfiducia diffusasi dagli Usa all’Europa in tutte le borse, cosi’ si vedono le imprese in attesa (con le azioni deprezzate e impossibilita’ di accedere a finanziamenti) e le borse nel panico.

Se questa Finanziaria dovesse aver sottovalutato l’impatto della crisi, quest’ultima potrebbe presentare all’Italia un conto salatissimo.

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