Qualcosa si muove nel mondo della finanza, forse e’ un bene, riuscira’ a riportare il tutto in una dimensione piu’ gestibile, ma fino ad allora quanti crolli ci saranno ancora? Quanti altri istituti finanziari dovranno fallire o essere salvati?
Passi per Fannie e Freddie, erano pubbliche e lo Stato si e’ preso le sue responsabilita’ nazionalizzandole, ma prima ancora c’era stato il piano di acquisizione di Bear Stearns studiato dalla Fed e realizzato dalla JPMorgan Chase (che in seguito subi’ pesanti crolli degli utili). Adesso fallisce Lehman Brothers, mentre Merril Lynch (che era messa un pochino meglio) viene comprata dalla BoA (Bank of America) per l’enorme cifra di 50 miliardi di dollari.
Sono tutte tessere di domino, che cadono e spingono altre tessere, per evitare il peggio (l’effetto domino, o meglio effetto panico) occorre non dare la sensazione che sia tutto perduto. Per questo Merril Lynch e’ stata rilevata ad un prezzo cosi’ alto, per dare sostegno al mercato, far capire che ha ancora un valore, che non tutto e’ perduto. Il fallimento di Lehman Brothers invece servira’ a ridurre l’azzardo morale che stava raggiungendo livelli pericolosi sfociati con la crisi dei mutui subprime. Chi rischia deve sapere che se va male paga lui. E Lehman Brothers ha pagato col fallimento, e’ possibile che non ci saranno altri fallimenti, ma almeno ora chi ha rischiato sa che paghera’.
Ora oltre al settore bancario trema anche quello assicurativo, cosi’ l’Aig (American International Group) e’ stato declassato dalle agenzie di rating. Per paura che questo spinga clienti e partner a ritirare liquidita’ l’Aig aveva chiesto aiuto al Tesoro. E’ andata peggio di quanto avesse temuto, in una sola seduta ha perso piu’ del 50 per cento del suo valore e’ stato cosi’ impossibile l’aumento di capitale di 20 miliardi di dollari concordato con la Fed. La crisi dell’Aig e’ legata alla crisi dei mutui, infatti questa compagnia fornisce strumenti di copertura assicurativa contro il rischio fallimento delle imprese e dei mutui, un mercato da 60.000 miliardi di dollari, un fallimento dell’Aig e’ impensabile, la Fed dovra’ inventarsi qualcosa.
Hanno tutti bisogno di liquidita’ ora, e la Fed lo sa bene, per questo ha deciso in via del tutto straordinaria di erogare prestiti di emergenza alle banche in crisi accettando anche azioni come garanzia. Non era mai accaduto, la fame di liquidita’ e’ enorme e sempre piu’ pressante. Oggi la Fed si riunisce, probabilmente decidera’ di ridurre i tassi. Dovra’ anche decidere come aiutare le altre due banche d’affari (dopo il fallimento di Lehman Brothers) Goldman Sachs e Morgan Stanley. Se possibile occorrera’ aiutarle, facendo intervenire privati. L’effetto domino va fermato, e’ importante dare fiducia ai mercati e rassicurarli sulla sopravvivenza di queste due banche d’affari.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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3 commenti in tutto ↓
1 Alla (disperata) ricerca di un colpevole - Last K’s Voice // 18 set 2008 alle 10:17
[...] la caccia al colpevole della crisi finanziaria, dopo il crollo di Lehman Brothers e il salvataggio di Bear Stearns, Fannie Mae, Freddie Mac e Aig ora bisogna domandarsi cosa non ha funzionato nel meccanismo, trovare le cause e porvi rimedio. [...]
2 Errori, panico ed euforia - Last K’s Voice // 23 set 2008 alle 08:59
[...] aveva invece bisogno di una risposta veloce e certa. Tre sono gli interventi principali, il salvataggio dell’Aig, il divieto di vendite allo scoperto di tutti gli strumenti finanziari (naked short [...]
3 In recessione tutto e’ lecito? - Last K’s Voice // 19 nov 2008 alle 07:52
[...] che non ha rispettato ne’ fatto rispettare e entra lui stesso nell’economia. Dunque nazionalizza banche, di altre ne diventa garante, non nasconde le sue intenzioni di aiutare alcuni settori industriali in difficolta’, alcuni [...]
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