La Banca europea degli investimenti gia’ finanzia varie opere che interessano tutta l’Europa o comunque alcuni Stati dell’Ue. I prestiti avvengono a tassi molto competitivi, ma vanno contabilizzati nel bilancio pubblico e incrementano il debito, c’e’ quindi il limite dato dal Patto di stabilita’. Ma c’e’ chi pensa a un modo per aggirare questo limite, cambiando le regole della Bei.
La Bei (Banca europea degli investimenti) e’ il braccio finanziario dell’Ue, tra il 2003 e il 2007 ha finanziato con 39 miliardi di euro la reti per il trasporto transeuropeo. In tutto tra il 2004 e il 2013 sono previsti investimenti per 75 miliardi di euro per le grandi infrastrutture. Evidentemente a qualcuno questa funzione della Bei sembra limitata, e vorrebbe una Bei con piu’ funzioni e con regole diverse.
Il nostro ministro delleconomia Giulio Tremonti spinge in Europa per la creazione di una Super-Bei. Si tratterebbe di cambiarne lo statuto in modo da permettere a nuovi azionisti di contribuire ad accrescere il capitale della Bei, quindi non solo gli Stati membri dell’Unione europea, ma anche le varie Cdp, Kfw, Cdc, ecc. (sarebbero le casse depositi e prestiti rispettivamente italiana, tedesca e francese). Oltre ad accrescerne il capitale e’ indispensabile per il disegno tremontiano creare nuovi gli strumenti. Si creerebbe poi un fondo europeo per le infrastrutture, un vero e proprio fondo sovrano europeo. Infine ecco il trucco, i prestiti erogati dalla Bei agli stati membri non andrebbero piu’ a incrementare il debito (parzialmente o totalmente), quindi niente piu’ pericolo di non rispettare i paramentri di Maastricht.
Ora non resta che aspettare e vedere se l’Ecofin a Nizza accogliera’ le idee di Tremonti. Nel 2003 furono rigettate, anche perche’ i Paesi senza problemi di bilancio e senza necessita’ di grandi opere pubbliche infrastrutturali non avevano interesse. Ora qualcosa e’ cambiato nelle proposte di Tremonti, ad esempio ha aggiunto proposte per la Fei (accontentando la Francia). Bisogna vedere se l’Europa ha veramente bisogno di grandi opere infrastrutturali, oppure non sarebbe solo un metodo per finanziare le grandi imprese costruttrici. Nel caso venisse approvato, si realizzerebbe il sogno di Tremonti, gli eurobonds. Obbligazioni comunitarie emesse con lo scopo di finanziare le cosidette Tens (Trans European Networks), progetti in infrastrutture nei settori dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. A patto che riguardino piu’ Paesi.
L’altra trasformazione e’ gia’ avviata, almeno sulla carta, infatti il trattato di Lisbona (non ancora ratificato) prevede la possibilita’ di investimenti diretti di tipo azionario. Lo strumento sarebbe quello della Fei (Fondo europeo degli investimenti). Ed e’ qui che punta la Francia ad esempio, potenziare il fondo Fei per aiutare le Pmi.
Se la proposta di Tremonti conterra’ varie possibilita’ per accontentare quanti piu’ Paesi possibile, potrebbe anche essere approvata. Resta da capire se veramente potra’ aiutare le economie dei vari Stati europei, chi riuscira’ a beneficiarne e come. Il lato positivo e’ dato dal fatto che potrebbe nascere una rete di infrastrutture europea, sperando sia l’inizio di una futura (anche se ora improbabile) rete energetica europea, rete dei trasporti europea, ecc.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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3 commenti in tutto ↓
1 Appunti del Sabato #10 - Last K’s Voice // 13 set 2008 alle 10:13
[...] principalmente in questo mercato. E da Nizza all’Ecofin arriva una parziale apertura alla proposta di Tremonti per il fondo sovrano europeo. Niente di che, solo la possibilita’ che se ne discuta. [...]
2 Alla (disperata) ricerca di un colpevole - Last K’s Voice // 18 set 2008 alle 10:26
[...] del pubblico, grandi opere, grandi investimenti pubblici. Da queste considerazioni nasce il suo desiderio del fondo d’investimento europeo, idea pero’ ignorata all’Ecofin di [...]
3 Salvare capra e cavoli - Last K’s Voice // 21 ott 2008 alle 09:39
[...] ad altre iniziative del governo. Tutto ebbe inizio con la richiesta di Tremonti di creare un fondo sovrano europeo, proposta rifiutata, vene invece accolta la richiesta francese su maggiori risorse della Bei alle [...]
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