Se ne parla ormai da luglio, ma ora e’ definitivo, lo Stato statunitense salva Faddie Mac e Fannie Mae. Ora in Europa si pensa di cambiare le regole per permettere alla Banca europea degli investimenti in una cassa depositi e prestiti. Cosa sta succedendo?
Partiamo dagli Usa, Faddie Mac e Fannie Mae sono due istituti parastatali creati appositamente con lo scopo di agevolare il mercato immobiliare negli Stati Uniti. La funzione di agevolazione in realta’ ha peggiorato la crisi, rendendo meno rischioso per le banche concedere mutui. In questo modo i mutui immobiliari hanno raggiunto soglie non piu’ sopportabili neppure dai due istituti parastatali, che, una volta scoppiata la crisi sono entrate in crisi esse stesse.
Ora lo Stato interviene direttamente, nazionalizzando la crisi dei due istituti, ma a beneficiare del salvataggio saranno solo le banche, i creditori e gli obbligazionisti. In Asia, soprattutto in Cina, il salvataggio e’ stato accolto con favore. Ma non c’e’ da stupirsi, visto che gli investitori cinesi sono uno dei piu’ grandi creditori di Fannie Mae e Freddie Mac con un pesante portafoglio obbligazioni.
Anche Jean-Claude Trichet ha accolto con favore il salvataggio, descrivendolo come:
Jean-Claude Trichet
“Una mossa decisiva per porre rimedio alla difficile situazione delle due agenzie e per contribuire a sostenere i mercati e migliorare le previsioni economiche”.
Ci mancherebbe, il salvataggio evita alle banche centrali non pochi prolemi. Favorevole anche il parere di Strauss-Khan del Fmi. Per Warren Buffett invece era semplicemente “la cosa piu’ saggia da fare al momento“. Resta sottinteso quindi il fatto che il salvataggio viene tollerato, suo malgrado, solo per la situazione. Ma c’e’ anche chi vede soprattutto i lati negativi, come l’altissimo costo di questa operazione, costo pagato dai contribuenti. Le Borse hanno reagito positivamente sia in Asia (come stavo gia’ scrivendo) sia in Europa. Anche Wall Street ha reagito positivamente, ma non e’ stata euforia, la reazione e’ cauta, non si conoscono ancora le ricadute di questo salvataggio sull’economia interna, e poi, la crisi continua. In piu’ non e’ da escludere un ulteriore problema, la nazionalizzazione potrebbe alimentare il rischio di moral hazard.
Intanto in Europa si comincia a discutere della possibilita’ di dare una nuova funzione alla Bei, quella di assumere partecipazioni e entrare direttamente nell’economia tramite investimenti nello sviluppo. Non c’e’ collegamento tra quanto attuato negli Usa e quanto si sta pensando nell’Ue, se non il desiderio dell’intervento Pubblico nell’economia che puntualmente cresce esponenzialmente nei periodi di crisi.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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1 commento in tutto ↓
1 Fine o inizio della fine - Last K’s Voice // 16 set 2008 alle 10:28
[...] per Fannie e Freddie, erano pubbliche e lo Stato si e’ preso le sue responsabilita’ nazionalizzandole, ma prima ancora c’era stato il piano di acquisizione di Bear Stearns [...]
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