Last K’s Voice

Weblog di Informazione Economica, Politica e d’attualita’

Last K’s Voice

Prendi o raddoppia?

mercoledì, 3 settembre 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

Dopo le piu’ disparate dichiarazioni (soprattutto da parte di due ministri) sugli esuberi di Alitalia, questo argomento e’ ormai un tabu’. Che nessuno parli di esuberi finche’ i sindacati non avranno esaminato i piani della nuova Alitalia.

Economia - AlitaliaIl motivo e’ semplice, aggiungere confusione, non solo sulle cifre, ma soprattutto sui modi con cui si affronteranno gli esuberi, renderebbe ancora piu’ complessa la trattativa con i sindacati. Non tanto con la Cisl (che sembra felice della soluzione italiana con AirOne), ne’ con la Uil (che come spesso accade attende fiduciosa chissa’ cosa), ma con Cgil e altre sigle sindacali (in tutto quelle all’interno di Alitalia sono nove).

Domani ci sara’ l’incontro con i sindacati, vorranno vedere il piano di rilancio (che non esiste) e capire gli effetti che avra’ sui dipendenti. Vorranno poi rassicurazioni sugli esuberi. Bisognera’ quindi attendere l’approvazione del piano presentato dalla Cai (la Compagnia aerea italiana presieduta da Roberto Colaninno) prima che si parli degli esuberi.

Tempo per allungare la trattativa (come sono solite fare le sigle sindacali) non ce n’e', Alitalia e’ di fatto fallita anche se la si tiene in vita artificialmente per consentire alla Cai di prendere forma. Il prestito ponte e’ stato divorato da tempo, gia’ da meta’ mese potrebbero esserci problemi per far volare gli aerei, quindi i rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl Intercategoriale (vederle tutte assieme fa un certo effetto) dovranno scegliere tra prendere l’accordo cosi’ com’e’ o raddoppiare. Raddoppiare nel senso che rifiuteranno l’accordo, Alitalia fallira’ e gli esuberi raddoppieranno (anzi piu’ che raddoppieranno).

In assenza di dati certi sugli esuberi, per ora le sigle sindacali (soprattutto l’Anpac dei piloti) contestano la riduzione degli aerei e delle rotte intercontinentali. Effettivamente la nuova Alitalia nella sua mania di conservare l’italianita’ si e’ ritagliata un angolo di “paradiso” nei confini nazionali, trovando un quasi monopolio nella tratta Roma-Milano, e dimenticando la vocazione internazionale che una sana compagnia aerea con un minimo di ambizione dovrebbe avere. Ma Alitalia non puo’ permetterselo, e non potra’ permetterselo.

L’ormai scordato piano Air France

Nel piano Air France-Klm gli esuberi erano ben definiti, 2100 persone, con un solido piano di ammortizzatori sociali gia’ definito e previsto nella finanziaria, con i debiti che finivano sulle spalle di Air France, con Fiumicino come hub internazionale, con l’eliminazione del settore cargo, visto che perdeva un terzo del fatturato (ma ricordo trattasi di 5 aerei), con la riduzione di alcune tratte internazionali, ma comunque con un piano di rilancio vero, anche a livello internazionale, quindi con un futuro sviluppo, con investimenti cospicui. Poi Air France fuggi’ per il muro alzato dai sindacati che si vedevano appoggiati dal futuro governo Berlusconi (e’ bene non dimenticare le varie responsabilita’ della fine di un accordo serio).

E’ bene anche confrontare i due piani. Ora cosa ci rimane? A parte gli esuberi che nel migliore dei casi saranno doppi rispetto alla proposta Air France, a parte i debiti che ora finiranno sulle nostre spalle, a parte il piano di sviluppo inesistente confinando la compagnia aerea a un ruolo entro i confini nazionali, con la sparizione di entrambi gli hub, sia Fiumicino sia Malpensa, a parte l’assenza di un serio investitore capace di sviluppare la compagnia?

Quanto potra’ resistere Alitalia in questo modo anche dopo la creazione della Cai? Ritengo ben poco. In questo settore o sei una low cost o devi diventare un gigante, per usufruire delle economie di scala e riuscire a sostenere i costi. Invece si punta al nanismo, un’Alitalia nana, grande solo nella tratta Milano-Roma, a meno che l’Ue o l’Antitrust non ci metta lo zampino imponendo la vendita di qualche slot di Fiumicino e Malpensa ad altre compagnie. In questo caso la nuova Alitalia non resisterebbe un mese. Perdendo il monopolio non potrebbe coprire gli enormi costi aumentando le tariffe.

Una morte annunciata

Allora, tempo qualche mese, forse gia’ nei primi mesi del 2009 e la Cai sara’ punto e a capo nella difficile situazione di non reggere gli enormi costi. Ma niente paura, se va bene Air France si fara’ volentieri carico della Cai (nonostante il patto fatto dai nuovi soci di non vendere prima dei cinque anni), perche’ si trovera’ con una compagnia aerea senza debiti (trasferiti alla bad company) e senza esuberi (i cui costi sociali saranno pagati dalla Stato e la cui trattativa con i sindacati sara’ gia’ conclusa), cosa puo’ chiedere di piu’ dall’Italia? Nel peggiore dei casi si lasciera’ che il mercato faccia il suo lavoro inghiottendo Alitalia e il ricordo di questa brutta storia che ormai va avanti da decenni.

Ultimo articolo su EconomiaUltimo articolo su PoliticaUltimo articolo su Privatizzazioni


Tags: Economia · Politica · Privatizzazioni

1 commento in tutto ↓

  • 1 Appunti del Sabato #9 - Last K’s Voice // 6 set 2008 alle 07:34

    [...] della nuova compagnia aerea prima di prenderne eventualmente il controllo, come ho gia’ scritto il piano di salvataggio di Alitalia e’ solo questo, un piano di salvataggio, ma una volta [...]

Lascia un Commento

(i commenti vengono pubblicati previa approvazione)