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Come un elefante in una cristalleria

martedì, 29 luglio 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Impera il pessimismo al Global financial stability report (come pure altrove). Secondo il Fmi i mercati sono fragili, la fine della crisi e’ ancora lontana e anzi la crisi si sta espandendo anche fuori dagli Usa e sta passando dalla finanza all’economia reale. Una crisi difficile da gestire.

Economia - Fondo Monetario InternazionaleNella fragilita’ dei mercati la crisi appare dunque come un elefante in una cristalleria, chi viene colpito dalla crisi rischia di frantumarsi. Cosi’ si ipotizzano 950 miliardi di dollari di perdite totali potenziali per le banche che hanno preso in pieno la crisi dei mutui subprime. Ma i subprime non sono l’unico pericolo. Le agenzie parastatali Fannie Mae e Freddi Mac sono state salvate dal Governo statunitense, con un intervento straordinario. Servono pero’ delle soluzioni permanenti per impedire il ripetersi di simili situazioni, qualcosa nel funzionamento delle due agenzie non ha funzionato. Urge una piu’ attenta regolamentazione di questi istituti finanziari, che se crollassero, creerebbero degli shock globali a causa dell’esposizione degli investitori internazionali.

Non pensi l’Europa di potersi tagliare fuori, da noi secondo il Fmi il rischio maggiore potrebbe venire dal crollo dei prezzi immobiliari, e del resto la caduta non e’ finita neppure negli Usa. In Europa i Paesi piu’ a rischio per il settore immobiliare sono la Spagna, l’Irlanda e la Gran Bretagna. Il direttore della divisione mercati dei capitali del Fmi ha dichiarato:

Jaime Caruana
“Mentre l’economia rallenta, si aggrava il deterioramento nel credito. E mentre le banche riducono l’indebitamento e ricostruiscono il loro capitale, i prestiti finiscono sotto pressione riducendo la spesa delle famiglie e oscurando gli orizzonti dell’economia reale.”

La spirale tra i mercati finanziari e l’economia reale e’ il grande rischio. Le banche devono assolutamente raccogliere nuovi capitali, per diventare abbastanza solide da sopportare il peso della crisi, fin’ora sono riuscite a raccogliere un ammontare di capitale pari ai due terzi delle perdite previste, ma se la situazione dovesse peggiorare, gli sforzi dovranno aumentare. Ma contemporaneamente aumentano le difficolta’ nel trovare nuovi capitali, con quotazioni azionarie in forte flessione che allontanano i possibili investitori. Il rischio e’ che resti solo lo Stato a fare opere di salvataggio che forse aiutano nell’immediato, ma rendono ancora piu’ fragile il mercato.

Difficile anche il ruolo delle banche centrali. La Federal Reserve, essendo gli Usa i piu’ colpiti, e’ anche quella che ha i piu’ grossi problemi, alla cui formazione e peggioramento ha in parte contribuito. Ora si trova a dover affrontare la crisi dovendo tenere sotto controllo anche le pressioni inflazionistiche, deve correggere i problemi dall’interno, compito a cui non era abituata, risulta quindi sempre piu’ difficile sostenere la stabilita’ finanziaria.

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Tags: Economia

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