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Il tuono del Carroccio

lunedì, 21 luglio 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Federalismo e riforma dell’istruzione, queste sono le richieste della Lega e le vere urgenze del Paese secondo Bossi. Per il Cavaliere invece e’ piu’ urgente la riforma della Giustizia, quindi la Lega cerca accordi con Berlusconi e con l’opposizione per uscire presto da questa contraddizione della maggioranza.

Politica - Bossi e BerlusconiAvevo gia’ scritto che il forte desiderio federalista di Bossi avrebbe portato la Lega a cercare accordi anche con l’opposizione pur di portare avanti i suoi sogni. A dispetto di quanti pensavano il contrario la Lega si presenta come la parte razionale della maggioranza (pur con alcuni limiti). Le sue urgenze potrebbero venire incontro a problemi veri del Paese, se portate avanti con serieta’ a dopo attente analisi.

Federalismo

Sul federalismo Bossi si dice pronto anche ad accogliere le proposte del Pd, mentre dall’altro lato, la disponibilita’ data a Berlusconi sulla riforma della Giustizia dovrebbe assicurare l’appoggio del PdL sul Federalismo. Con i suoi “se“. Infatti Brunetta gia’ avverte che un federalismo che non servisse a ridurre le spese sarebbe inutile e dannoso mentre Tremonti e’ pronto a difendere il Sud da un Federalismo che lo penalizzi.

Un federalismo fiscale pensato male e fatto peggio diventerebbe una cura peggiore del male. Come spiega Ihc su Giornalettismo, una perequazione non ragionata porterebbe a “pressioni sulla domanda nel Sud dove l’offerta resta debole, e questo significa far alzare i prezzi proprio nelle aree piu’ deboli“. Cercare di far sviluppare dall’alto una regione senza rimuovere i vincoli che le impediscono la crescita porta solo a una spesa inutile (nel migliore dei casi). Altrimenti porta al rafforzamento della corruzione, degli scambi politici, della malavita organizzata, dell’economia sommersa, e di quella illegale.

Su questo tema Bossi e’ categorico:

Umberto Bossi
“deve essere una perequazione giusta non come e’ adesso, dove chi piu’ spende piu’ ha soldi dallo Stato. E’ una truffa, e’ uno schifo [...] Adesso ogni regione deve vivere con i soldi che produce, poi, certo, serve una certa perequazione, ma basta mandare i soldi a Roma e vedere i sindaci costretti ad andare col cappello in mano nella capitale [...] Anche questa della spesa storica intendo toglierla di mezzo con il federalismo.”

Il problema esposto da Bossi sui sindaci costretti a elemosinare i soldi loro dovuti dallo Stato e’ un problema che conosciamo bene in Sardegna, dove pur essendo Regione Autonoma non abbiamo gli stessi vantaggi della Sicilia ad esempio, che sull’Iva e altre imposte ha diritto ad una quota enormemente superiore, mentre alla Sardegna non le viene data neppure la minima quota che le spetterebbe.

Pensare che dall’oggi al domani una Regione riesca a ridurre la spesa e “farsi bastare” quanto incamera di tasse piu’ qualcosina che le viene dato con la perequazione e’ abbastanza ridicolo. Vincoli, inefficienze, incapacita’ e altri problemi sia infrastrutturali sia organizzativi rendono il passaggio lungo e difficile. Non vale neppure la convinzione di molti, secondo cui, responsabilizzando il Governo regionale (legando le entrate alle uscite anche in chiave politica per cui il cittadino vedrebbe chiaramente come la Regione spende il proprio denaro presogli con le tasse) questo in caso di incapacita’ verrebbe “punito” alle elezioni. In tutti questi anni una quota del denaro fluito dal Governo centrale alle regioni del sud ha trovato sbocchi non sempre leciti. Nei “favori”, nelle politiche clientelari, o in altri sprechi che comunque accontentavano qualcuno che ricambiava procurando voti o altro. Come un lavandino otturato, l’acqua immessa in esso avendo difficolta’ a scendere dallo scarico naturale, trova altri sbocchi. Ridurre l’afflusso di acqua senza prima liberare lo scarico, non risolve il problema.

La scuola

La riforma della scuola e’ il secondo tema indicato da Bossi come importante (anche se per lui i motivi sembrano essere alcune vicissitudini famigliari), e in effetti l’istruzione e la conoscenza sono investimenti di lungo periodo necessari. Anche se Bossi lo presenta in chiave campanilistica:

“Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo piu’ lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Il problema della scuola e’ molto sentito perche’ tocca tutte le famiglie”

Diciamo che la riforma della scuola e’ indispensabile, ma dipende da quale riforma si intende portare avanti, ogni maggioranza ha fatto la sua brutta riforma, non migliorando assolutamente la situazione.

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Tags: Economia · Politica

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