La Corte di Giustizia europea ha bocciato il condono Iva varato nel 2002, e poi prorogato nel 2003. Il provvedimento incriminato e’ stato varato con la Finanziaria 2003 dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Una sanatoria che ha violato gli obblighi imposti dalla sesta direttiva Iva (77/388, articoli 2 e 22), effettuando “una rinuncia generale e indiscriminata all’accertamento delle operazioni imponibili effettuate nel corso di una serie di periodi d’imposta“. Oltre all’effetto distorsivo della concorrenza i Giudici comunitari hanno evidenziato anche il fatto che incentiva l’evasione, spingendo i contribuenti a dichiarare solo una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfettaria proporzionale al fatturato realizzato. Ora quali saranno gli effetti? Probabilmente non ci saranno effetti retroattivi, per cui i 912mila contribuenti che hanno beneficiato delle misure (750mila con il condono tombale e 162mila con dichiarazioni integrative) possono stare tranquilli. La sentenza sarebbe dunque un avvertimento a non continuare su questa strada. Ma un’eventuale richiesta di controllare quanto fosse effettivamente l’Iva da versare nel periodo dei condoni non e’ totalmente da escludere.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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