La crisi nonostante tutto non ha affossato il mercato delle cartolarizzazioni, e’ vero, la fiducia verso questi titoli e’ bassissima, ma la banche continuano a strutturarli. Il motivo e’ da ricercare nella crisi stessa, il bisogno di liquidita’ delle banche le porta a possedere questi titoli anche se non riescono a collocarli sul mercato, perche’ tanto possono fare affidamento sulla Banca Centrale per trasformarli in liquidita’ quando serve.
Gli effetti del credit crunch avrebbero dovuto portare, secondo molti analisti, alla “scomparsa” delle cartolarizzazioni. Sembra invece che, almeno in Europa, questi titoli non abbiano alcuna intenzione di sparire. Anche se con caratteristiche ben differenti il mercato delle cartolarizzazioni e’ abbastanza florido, a causa del bisogno di liquidita’. Si tratta quasi esclusivamente di operazioni private, utilizzate per raccogliere liquidita’. Ma, non riuscendo a collocarle sul mercato, a garantire queste operazioni e’ la Bce. L’attuale situazione rende necessario per le banche raccogliere liquidita’ per proteggersi contro la crisi, e possedere titoli utilizzabili dalla Bce sembra il modo piu’ semplice. In passato questi titoli erano rappresentati soprattutto da titoli di Stato, ora le banche trasformano i crediti registrati nel bilancio in titoli, che poi utilizzano per creare liquidita’.
La scarsa fiducia del mercato dovuta alla crisi, porta gli investitori ad essere diffidenti verso questi titoli, che quindi difficilmente trovano una collocazione. Pero’ queste cartolarizzazioni hanno la caratteristica di poter trasformare attivita’ illiquide in titoli negoziabili, e se non si riesce a renderli liquidi collocandoli presso gli investitori, le banche possono sempre utilizzare i titoli per rifinanziarsi con la Bce.
C’e’ un problema pero’, e riguarda il sistema di assegnazione del rating. A parte la possibilita’ di conflitti d’interesse, che ha fatto si che alcune agenzie di rating assecondasse di fatto la crisi, c’e’ una grande mancanza di trasparenza e di regole, serve inoltre un maggior potere di sorveglianza.


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1 commento in tutto ↓
1 Se l’Ue finanzia gli Usa - Last K’s Voice // 2 set 2008 alle 09:14
[...] dilemma e’ questo, la Bce deve mantenere la stabilita’, soddisfare le richieste di liquidita’ delle banche della zona euro, e magari evitare che entrino in crisi. Pero’ concedere loro [...]
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