La locomotiva d’Europa, la Germania comincia a rallentare, ed e’ un pessimo segnale per l’economia europea. La notizia e’ pericolosa soprattutto per l’Italia che puntava proprio sulla ripresa dell’economia tedesca per seguirne la scia, visto che da soli sembra proprio che non siamo capaci di riprendere la strada della crescita.
In Germania a Maggio c’e’ stato un calo della produzione industriale, un -2,4 per cento, nello stesso mese le esportazioni hanno registrato un calo del 3,2 per cento rispetto al Maggio del 2007. In una situazione con la domanda interna ferma se non in calo, le esportazioni rappresentavano l’unico dato positivo, il punto di forza dell’economia europea. Cosi’ l’avanzo commerciale ha subito un forte calo, scendendo a 14,4 miliardi di euro, calo superiore alle attese. Scende a 7,5 miliardi di euro (contro i 12 miliardi previsti) il surplus della bilancia dei pagamenti (il mese precedente, quindi Aprile, era di 15,5 miliardi di euro). Mercoledi’ l’Eurostat ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il primo trimestre, ora la previsione di crescita del Pil e’ dello 0,7 per cento rispetto al trimestre precedente.
Tutti questi dati negativi, o comunque peggiori rispetto alle attese, peggiorano la fiducia gia’ messa a dura prova. cosi’ l’Ifo indica un peggioramento del clima di fiducia delle imprese. In tutto questo pessimismo la fiducia sembra reggere solo per la cancelliera Angela Merkel, con una popolarita’ salda al 62 per cento (sondaggio Forsa per il settimanale Stern). Eppure solo il 34 per cento dei tedeschi ritiene la cancelliera in grado di trovare una soluzione per i problemi del Paese. Contraddizione risolvibile considerando i problemi come dovuti a una congiuntura sfavorevole non dipendente da problemi interni.
E in Italia?
Mercoledi’ l’Eurostat ha rilasciato i dati relativi anche al nostro Paese. Nessuna sorpresa per noi, come sempre il problema della crescita e’ concreto, urgente e drammatico. Il tasso di crescita reale tendenziale del PIL nei tre trimestri del 2007 (misurato rispetto al corrispondente trimestre del 2006) e’ stato rispettivamente di 1,6, 1,6 e 0,1 per cento. Valori che confrontati con quelli medi europei fanno capire la situazione italiana, che soffre di gravi problemi strutturali tutti nostrani. Ma vediamoli, per l’UE a 15 i tassi di crescita sono stati per i tre trimestri del 2,6, 2,7 e 2,2 per cento, mentre per l’UE a 27 del 2,9, 2,9 e 2,5 per cento (i nuovi entrati dell’Unione hanno tassi superiori ai vecchi, da qui deriva la differenza tra Ue-15 e Ue-27).
La crisi italiana e’ evidente fin dagli inizi del 2007, e tra la fine di quell’anno e gli inizi del 2008 il rallentamento si e’ accentuato. L’Italia ha registrato il calo piu’ pesante (tra i Paesi per cui l’Eurostat raccoglie ed elabora i dati) del tasso di crescita tendenziale tra il primo e il terzo trimestre del 2007 (-1,5 punti percentuali), il nostro tasso di crescita tendenziale nel primo trimestre del 2008 e’ il piu’ basso, peggiori solo Danimarca e Irlanda (tuttavia l’Irlanda precedentemente nel 2007 e’ cresciuta di circa il 5 per cento).
Il rallentamento dell’economia si riflette nella contrazione dei consumi finali delle famiglie, il loro tasso di crescita reale tendenziale subisce un netto peggioramento, passando dall’1 per cento dell’ultimo trimestre del 2007 allo 0,1 per cento del primo trimestre del 2008. Gli stessi dati per l’Ue a 15 sono pari all’1,2 per cento sia nell’ultimo trimestre 2007 sia nel primo trimestre 2008, mentre per l’Ue a 27 sono rispettivamente dell’1,8 per cento e dell’1,7 per cento.
Un dato che fa disperare per il futuro sono gli investimenti lordi in capitale fisico che tra il primo trimestre del 2007 e il primo del 2008 sono cresciuti a tassi tendenziali di 0,3, 1,1, -0,3 e -0,3 per cento, quindi un arretramento assoluto in termini reali. Anche qui il raffronto con l’Europa ci fa capire che da noi c’e’ qualcosa che non va. Per l’Ue a 15 la media e’ stata del 3,9, 3,8, 3,1 e 3,5 per cento, e per l’Ue a 27 del 4,9, 4,7, 4,1 e 3,4 per cento. Riassumendo quindi mentre in Italia, in termini reali, gli investimenti arretrano, il loro tasso di crescita si mantiene sostenuto e continuo nella media dell’Europa.
Con una domanda interna che scende, con investimenti che calano, il terzo dato negativo ci viene dalle componenti della bilancia commerciale. Sia l’export sia l’import italiani sono in rallentamento in termini reali. Addirittura l’import ha subito un arretramento dell’1 per cento nel primo trimestre del 2008. In Europa invece entrambe le componenti della bilancia commerciale sono in crescita sostenuta e costante per tutto il 2007 e il dato si mantiene positivo anche all’inizio del 2008. I tendenziali sono del 4 per cento e raggiungono un picco del 7,1 per l’export e del 6,7 per l’import. La drammaticita’ della situazione dell’Italia e’ completa se a tutto questo aggiungiamo: le tensioni inflazionistiche; il quadro occupazionale, con l’Italia all’ultimo posto dell’Europa a 15 per tasso di occupazione; le retribuzioni nette, che a parita’ dei poteri d’acquisto sono le piu’ basse dell’Europa a 15.
In Italia la crescita e’ pari a zero, cala la domanda interna, il futuro ce lo stiamo giocando perche’ non puntiamo ne’ sugli investimenti (in calo) ne’ sull’export (in calo). Senza crescita e con i fattori di crescita indeboliti ora piu’ che mai e’ il momento delle Riforme con la “r” maiuscola. Riforme strutturali ad ampio raggio, incentivi agli investimenti, riduzione della pressione fiscale a lavoro e imprese, finirla con i sussidi a vanvera coperti da tassazioni ancora piu’ a vanvera e finalmente precorrere quella lunga strada mai iniziata. Ma forse si e’ gia’ persa l’opportunita’, e allora potrebbe essere troppo tardi. Meglio non disperare, pero’ veramente e’ giunto il momento di fare qualcosa.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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3 commenti in tutto ↓
1 Giu’ anche l’export - Last K’s Voice // 24 lug 2008 alle 09:03
[...] dati non e’ detto siano cosi’ negativi come appaiono, anche se, come gia’ scritto in un altro articolo, senza riforme la situazione e’ destinata a [...]
2 Un cocomero tondo tondo - Last K’s Voice // 17 set 2008 alle 09:20
[...] credeva il piu’ forte del Mondo fa un po’ sorridere, a luglio scriveva a proposito dei pericoli di una crisi in Germania, ora la crisi in Germania pare proprio sia arrivata, e si vedono le conseguenze in Italia. La [...]
3 La Bce e l’alibi degli Stati - Last K’s Voice // 28 ott 2008 alle 09:46
[...] (indice che indica la fiducia delle imprese) arrivando a 90,2 punti. Il calo dell’Ifo non e’ certo una novita’, e non sara’ la riduzione dei tassi a farlo [...]
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