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Non se lo fila nessuno

giovedì, 10 luglio 2008 alle 07:30 · 1 commento - Stampa Stampa

Tre erano i temi su cui discutere al vertice G-8 di Hokkaido: cambiamenti climatici, sicurezza energetica e crisi alimentare. Tre temi urgenti, ma le cui soluzioni secondo alcuni sono incompatibili. A questo si aggiunga una forte incertezza che rende difficile prendere decisioni, o assumersi la responsabilita’ di farlo.

Politica - G-8 Hokkaido 2008Risultato, un G-8 inconcludente, ma era prevedibile, gia’ dal G-8 dei ministri economici avevo previsto la conclusione in un nulla di nuovo. Del resto quell’incontro era proprio in preparazione di quest’ultimo. Anche i temi sono gli stessi: il problema ambientale, con Paesi in via di sviluppo che non vogliono rallentare a causa dei limiti delle emissioni, e con Paesi sviluppati che temono di perdere ancora di piu’ in competitivita’; l’energia, con un petrolio sempre piu’ caro; la crisi alimentare, che risulta il tema piu’ urgente, ma anche il meno sentito.

I cambiamenti climatici

Il G-8 era partito con l’obiettivo di una riduzione delle emissioni nocive di almeno il 50 per cento entro il 2050, addirittura con obiettivi di medio periodo per controllare l’andamento delle riduzioni e dell’efficienza energetica. Ma l’idea non si e’ tradotta proprio in questi termini quando e’ venuto il momento di metterla nero su bianco. Andando a vedere il testo finale del G-8 su “Ambiente e cambiamento climatico“, si nota una certa ambiguita’:

“noi cerchiamo di condividere con tutte le parti della United Nations Framework Convention on Climate Change la visione – e assieme con esse di considerare e adottare nei negoziati Unfcc – dell’obiettivo di conseguire almeno il 50 per cento delle riduzioni delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questa sfida globale puo’ essere affrontata solo con una risposta globale [in particolare] attraverso il contributo di tutte le principali economie [attraverso] comuni ma differenziate responsabilita’ e rispettive capacita’”.

Si fa quel che si puo’ (o meglio quel che si vuole). Oltretutto Cina e India non sono disponibili ad accettare. Le trattative internazionali vanno quindi tranquillamente a farsi benedire con gli Usa riluttanti (ma e’ un no, solo che non vogliono essere sgarbati) e Cina e India che dicono no. In realta’ non e’ proprio un no, si dicono tutti d’accordo con l’idea di ridurre le emissioni nocive, ma quando si va al concreto degli impegni, si fa finta di nulla.

Il caro-petrolio

La soluzione del G-8 e’ l’invito ai Paesi produttori di petrolio di aumentare la capacita’ di produzione e di raffinazione.

La crisi alimentare e l’Africa

Si riflette sull’opportunita’ di creare un sistema internazionale di scorte alimentari da mettere a disposizione in casi di emergenza. Per ora si studia un sistema virtuale per capirne gli effetti, se questo sistema diventera’ reale o meno si vedra’. E’ anche importante che i Paesi emergenti rimuovano le restrizioni all’export alimentare, introdotte per proteggersi, ma che hanno avuto l’effetto di incrementare ancora di piu’ i prezzi. Anche i Paesi sviluppati dovrebbero eliminare i sussidi e le protezioni dei mercati agricoli interni (che qualcuno vorrebbe ampliare), ma di questo non si e’ parlato. C’e’ anche l’invito del G-8 a tutti i Paesi con sufficienti scorte alimentari, a metterle a disposizione dei Paesi piu’ bisognosi, solo in in presenza di “significativi rincari” pero’, possibilmente senza distorcere il commercio. Piccola curiosita’ che fa anche capire come funziona il mercato agro-alimentare: il Giappone pur di conservare la possibilita’ di avere dazi dell’800 per cento sul riso, col Wto accetto’ di comprare stock di riso straniero, all’inizio le eccedenze le regalava ad altri Paesi, distorcendo il commercio e attirandosi le rimostranze degli Stati Uniti. Adesso con l’attuale situazione dei prezzi alimentari il Giappone puo’ riprendere a regalare il riso in eccesso, che altrimenti sarebbe destinato al macero.

I leader del G-8 si sono detti intenzionati a rispettare gli “impegni sugli aiuti allo sviluppo (Oda) fatti a Gleneagles“, quindi anche ad incrementare (rispetto al 2004) il numero dei donatori per aumentare gli Oda all’Africa di 25 miliardi di dollari entro il 2010. C’e’ anche l’impegno di utilizzare 60 miliardi di dollari per combattere le malattie come Aids, tubercolosi e malaria. Impegni reputati da alcune associazioni insufficienti, e anzi inferiori rispetto a impegni presi in precedenza. Tra i Paesi del G-8, l’Italia riceve una critica da una classifica del centro studi sul G-8 dell’Universita’ di Toronto, il nostro Paese risulta all’ultimo posto nel mantenimento delle promesse avanzate al summit dell’anno scorso ad Heiligendamm in Germania. Addirittura (dice Luca de Fraia, di ActionAid International) qualche giorno fa il Governo italiano ha approvato un taglio di 170 milioni di euro a partire dal 2009 per le risorse destinate alla cooperazione internazionale. Ma anche altri Paesi ricevono forti critiche, e il G-8 nel suo insieme. Proprio quando, a causa della crescita dei prezzi petroliferi e alimentari, il numero dei poveri nel mondo rischia di aumentare di 100 milioni di persone, di cui 30 milioni nella sola Africa, calcoli della Banca mondiale. Ma c’e’ anche un altro problema, che e’ quello di come vengono utilizzati gli aiuti economici. Problema molto grave e che rischia di rendere inutili gli aiuti, manca in molti casi un serio controllo sui Governi dei Paesi destinatari degli aiuti.

E il titolo?

Giusto, chi e’ il soggetto del titolo? Quel “Non se lo fila nessuno” e’ per Tremonti, visto che al G-8 si e’ ribadita ancora una volta l’intenzione di seguire le raccomandazioni del Financial Stability Forum per affrontare la crisi dei mercati finanziari.

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Tags: Economia · Politica

1 commento in tutto ↓

  • 1 Un cocomero tondo tondo - Last K’s Voice // 17 set 2008 alle 09:38

    [...] che l’Italia nulla potesse da sola, quindi comincio’ a portare le sue idee prima al G-8 di Hokkaido (con le sue manie di persecuzione sulla speculazione), poi recentemente all’Ecofin di Nizza [...]

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