Dieci giorni fa con grande enfasi si e’ annunciato un accordo sulla Tav Torino-Lione. Il risultato dell’accordo raggiunto tra il direttore dell’Osservatorio tecnico, Mario Virano e i sindaci dei territori coinvolti e’ un costo aggiuntivo di 2 miliardi di euro. Vanno trovate le risorse e affrontate le contestazioni che l’accordo non ha risolto, ma solo rimandato.
E’ dall’inverno del 2005 che andavano avanti le proteste No Tav e l’accordo raggiunto dai sindaci non sembra accettato con altrettanta unanimita’ dalle comunita’. Diverse anche le reazioni, con il ministro dei trasporti Altero Matteoli che a proposito dell’accordo dichiara che e’:
Altero Matteoli
“di una chiarezza tale che non si tratta ne’ di fare passi avanti ne’ di tornare indietro [...] E’ stato stabilito un percorso, ora si passa alla progettazione [...] Si e’ conclusa la prima fase trovando l’accordo di passare alla seconda fase, che e’ quella della progettazione. Ci sara’ un tavolo istituzionale e poi riprendera’ i lavori l’Osservatorio, passando ad esaminare il progetto.”
Il presidente della Comunita’ montana Bassa Val Susa frena gli entusiasmi:
Antonio Ferrentino
“Non acceleriamo, non diamo tutto per concluso e deciso. Cominciamo a vedere se questo governo intende mantenere i patti, a partire dal servizio ferroviario per i pendolari della Val Susa. Se e’ capace di spostare davvero il traffico merci dalla gomma alla rotaia senza andare in crisi davanti ad ogni emergenza e protesta degli autotrasportatori”.
Con i piedi per terra anche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato:
Mauro Moretti
“Nell’intesa per ora non c’è nulla di concreto, non c’e’ neanche lo studio di fattibilita’: e’ un accordo metodologico. Si stanno, infatti, ancora definendo le pietre miliari, ovvero dove passerà la ferrovia”.
L’accordo firmato la settimana scorsa e’ comunque importante perche’ e’ un passo avanti rispetto al muro contro muro in cui non si discuteva neppure. Tuttavia vanno fatti ancora molti passi avanti per poter dichiarare conclusa la faccenda, vanno ad esempio trovate le risorse. Manca nell’accordo anche la soluzione alle posizioni contrastanti tra i favorevoli all’immediata realizzazione dell’opera nella sua interezza (Governo, Regione, Provincia, Comune di Torino) e le comunita’ locali che invece ritenevano inutile il progetto. Secondo questi ultimi infatti non c’e’ attualmente (ne’ prevedibilmente nel futuro immediato) una domanda di trasporto tale da giustificarne la realizzazione. Oggi, dopo l’accordo, le due posizioni sono praticamente immutate, i primi ancora dell’idea del “tutto subito” e i secondi che ora chiedono un intervento infrastrutturale sul nodo metropolitano di Torino, aspettano invece che crescano i traffici merci con la Francia prima di parlare del resto del tracciato e del tunnel.
Ora bisognerebbe chiedersi se tutti questi anni di inattivita’ trascorsi e se la situazione dei conti pubblici non abbiano reso impraticabile questa strada. Bisogna vedere se ci sono le risorse e nel caso ci siano, essendo comunque scarse, occorrera’ analizzare se il progetto e’ conveniente e portera’ benefici.
Allegati
Punti di accordo
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