Come ad ogni nuova legislatura anche questa volta in tanti hanno sperato in un cambiamento. Cambiamento che ad oggi non si intravede neppure nelle intenzioni. Cosi’ cominciano lentamente a calare i consensi, ad aumentare l’insoddisfazione, l’incertezza e il pessimismo.
Tengo il conto dei giorni passati da quando il quarto Governo Berlusconi si e’ insediato. Sono ormai trascorsi due mesi. Ai fatidici cento giorni mancano circa cinque settimane. Fatidici perche’ saranno il primo vero momento in cui fare le prime analisi e valutazioni dell’azione (o inazione) del Governo. Ora che siamo ormai a due terzi del cammino possiamo controllare le probabilita’ che cio’ che non si e’ fatto fin’ora si fara’ da qui a un mese.
Si e’ abolito l’Ici, operazione psicologica ma senza effetti reali, i mancati introiti dei comuni dovuti alla mancanza dell’Ici vanno infatti coperti con trasferimenti dallo Stato ai comuni. Questo ha due effetti, da un lato toglie un’imposta che era direttamente imputabile ai comuni tramite la quale i cittadini potevano valutarne l’operato. Dall’altro ora che non esiste piu’ il collegamento diretto verra’ a mancare anche il potere di responsabilizzazione dell’Ici (era debole anche prima).
Per quanto riguarda Alitalia, uno dei temi piu’ discussi della campagna elettorale, si e’ affidata la vendita a spezzatino di Alitalia a Intesa SanPaolo, ora cominciano a girare voci veramente assurde, non nella loro veridicita’, ma nel fatto che sia assurdo che, dopo quanto si era annunciato, la soluzione “italiana” appare oggi di gran lunga peggiore di quella prospettata da AirFrance.
I conti pubblici si pensa di sistemarli con la speranza. Il Dpef e’ una manovra pesante, ben 35 miliardi di euro, di cui circa 25 miliardi adibiti al raggiungimento del pareggio (ipotizzato per il 2012). Tuttavia si parte dalla speranza che da qui ad allora l’economia subisca un miglioramento o almeno non peggiori. Eventualita’ quella del peggioramento assolutamente da non scartare. I tagli alla spesa sono insufficienti e mal indirizzati, mancano i tagli alla pressione fiscale, che tanto bene potrebbero fare alla nostra mortificata economia. Mancano le liberalizzazioni, che potrebbero alleggerire problemi gravi del nostro Paese che invece si stanno affrontando nel modo sbagliato.
La Robin Hood Tax e’ un chiaro esempio di operazione inutile se non ai fini della ricerca di consenso popolare. Il populismo non risolve i problemi strutturali del nostro Paese, li aggrava. L’idea stessa di usare questa tassa per colpire “i ricchi” per aiutare “i poveri” e’ imbarazzante. Ma c’e’ di peggio, come un’uscita del ministro dell’Agricoltura a proposito dei dazi.
Cio’ che manca e’ una politica di aiuti agli investimenti, anzi, di eliminazione degli ostacoli, il sistema fiscale e la regolamentazione del mercato e di alcuni diritti fondamentali, la complessita’ legislativa e burocratica, la pesantezza dell’amministrazione pubblica.
Manca una vera azione di contrasto all’inefficienza della pubblica amministrazione, mancano gli incentivi alla produttivita’, manca una riforma del sistema contrattuale che permetta di pagare di piu’ chi produce di piu’. Manca una riforma delle pensioni che elimini i privilegi ingiustificati e aiuti le pensioni piu’ basse (non certo con misure di elemosina come la carta dei poveri). Manca una riforma dell’istruzione. Manca anche un cambiamento della politica energetica piu’ realistica e diversificata di proclami sul nucleare, perche’ con una politica cosi’ debole non ci crede nessuno.
Che dire, sembra improbabile che da qui ad un mese si inizi a discutere di queste cose. C’e’ sempre da sperare che si cominci a discutere di cose piu’ serie in seguito, ma la speranza se mal riposta non porta a nulla. Dimostrino che questa volta e’ diverso.


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2 commenti in tutto ↓
1 Se si perde la Tremontiana - Last K’s Voice // 8 lug 2008 alle 14:20
[...] si puo’ fare anche per risolvere i tanti problemi interni. Non certamente con la politica monetaria, che ormai non riesce ad avere effetti (basta vedere i [...]
2 Una manovra come tante altre - Last K’s Voice // 7 ago 2008 alle 09:33
[...] Mancano tante cose. Senza investimenti, senza riduzione della pressione fiscale, senza importanti misure atte ad incrementare la produttivita’, senza importanti riduzioni di spesa che rendano efficiente la pubblica amministrazione non ci sara’ neppure la crescita. E senza crescita i consumi continueranno a ridursi e sara’ impossibile raggiungere il pareggio del bilancio. Insomma risultera’ evidente che questa manovra in realta’ e’ una manovra come tante altre. Ultimo articolo su EconomiaFate male a gioire del fallimento al Wto – 31/07/2008Ultimo articolo su PoliticaFate male a gioire del fallimento al Wto – 31/07/2008 Condividi : [...]
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