Come era ampiamente prevedibile la Bce ha ieri pomeriggio annunciato l’innalzamento dei tassi di un quarto di punto percentuale, portandoli al 4,25 per cento, ben 2,25 punti superiore ai tassi Usa (che sono fermi al 2 per cento). A dispetto delle urla di Francia e Spagna (inizialmente si pensava anche della Germania), il rischio inflazione l’ha avuta vinta.
La paura della crescita dell’inflazione e’ forte, tengono invece i fondamentali dell’economia, anche se ci sono rischi anche in questo caso, sebbene inferiori. Cosi’ si e’ deciso (all’unanimita’) di aumentare i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, per controbilanciare i rischi di aumento dei prezzi per garantirne la stabilita’. La speranza e’ che l’aumento dei tassi costituisca uno scudo contro il rischio spirale inflazionistica e i rischi di secondo livello.
Trichet ha anche fatto un riferimento allo shock petrolifero degli anni ’70 dicendo che “coloro che lasciano andare l’inflazione al galoppo, rischiano effetti di secondo livello” su prezzi e salari dai rincari esterni rendendo possibile un “lungo periodo di inflazione elevata, bassa crescita economica, o addirittura stagnazione, con un periodo di calo dell’occupazione“. Tuttavia la situazione non e’ ancora tale da far temere la stagflazione.
Non ci sono preventivi impegni sulle future mosse sui tassi, tuttavia nonostante non si sia parlato di un elevato stato di allerta, come invece la Bce aveva fatto a inizio giugno, preannunciando allora l’attuale stretta, non e’ da escludere un ulteriore futuro aumento. Si spera che la situazione di crisi faccia rientrare le attese inflazionistiche, in modo da non rendere necessarie ulteriori future manovre sui tassi, la situazione e’ dunque di attesa. Ora occorrera’ attendere la reazione del tasso Euribor ai nuovi tassi. L’Euribor gia’ oggi gira a livelli superiori, in parte riflette le aspettative sul tasso che decide la Bce, ma a influenzarlo ci sono anche altri fattori, quindi e’ inutile lamentarsi con la Bce del proprio mutuo a tasso variabile.
Per quanto riguarda la trasparenza, il presidente della Bce durante la conferenza stampa ha detto che il Consiglio direttivo della Bce:
Jean-Claude Trichet
“continuera’ a comunicare con chiarezza ai mercati e agli osservatori le sue valutazioni in materia di tassi cosi’ da permettere a tutti di capire quello che stiamo facendo: comunicheremo in un modo che sara’ del tutto chiaro ai mercati”.
A chi in questi mesi continua a fare pressioni per lasciare i tassi invariati, Trichet risponde che la Bce e’ un’istituzione indipendente, non ha bisogno di consigli esterni. Inoltre chi e’ sempre stato abituato a una politica monetaria rigida e attenta all’inflazione continua la ripresa, mentre chi e’ avvezzo al lassismo e alle politiche accomodanti si trova in difficolta’, non riuscendo ad agire in modo deciso per affrontare la crisi.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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