Che ci sia una crisi globale e’ chiaro, che l’Italia sia in una situazione che aggrava questa crisi e’ palese. Quello che ancora non riesco (o non voglio) capire e’ perche’ non si intervenga per almeno attenuare i problemi interni che appesantiscono la crisi, come ad esempio la spesa pubblica e l’eccessiva pressione fiscale (che comunque non e’ il problema principale).
L’Italia vive in una situazione di pressione fiscale troppo elevata, tuttavia ha un debito pubblico che non consente di ridurre le tasse senza contemporaneamente ridurre la spesa. Qui nascono i problemi. Ridurre la spesa in Italia significa andare contro privilegi, favori, interessi, un gioco di scambi ecc. che per anni hanno retto la politica (o meglio i politici). Problema non da poco. Anche quando si tenta di ridurre la spesa, attraverso ad esempio le esternalizzazioni di alcuni servizi, in realta’ la situazione non cambia, anzi, in molti casi i costi sono aumentati. Ormai la situazione e’ incancrenita. Tuttavia occorre agire.
Ormai e’ assolutamente urgente un contenimento della spesa, che, accompagnato alla lotta all’evasione fiscale, deve contemporaneamente tradursi in riduzioni di aliquota di imposta per i lavoratori e per le imprese. Risultato che assieme ad altre misure, anche piu’ importanti, rafforzerebbe gli interventi volti a dare sostegno alla crescita.
La spesa va ridotta la dove e’ improduttiva e non necessaria, piu’ facile a dirsi che a farsi, tuttavia non sembra che il Governo si stia muovendo in questa direzione. Per quanto riguarda le misure fiscali, c’e’ la pessima Tremonti Tax (meglio nota come Robin Hood Tax) che pesa solo su una categoria di impresa, categoria che per la situazione del mercato in cui opera ha la capacita’ di scaricare questo aggravio sui consumatori. Si pensa di avere un forte risparmio di spesa con la riforma della Pubblica Amministrazione (nulla di veramente concreto finora) e col federalismo fiscale. Per quanto riguarda il federalismo fiscale, ancora non si conosce nulla o quasi dell’idea del Governo, pero’ per realizzarla e’ indispensabile che l’autonomia fiscale realizzi un collegamento diretto tra esborsi e tassazione ma che siano i primi a determinare i secondi, bisogna lasciare agli enti locali la possibilita’ di agire su aliquote e basi imponibili. L’iniziativa del governo sugli sgravi dell’Ici vanno in direzione opposta.


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3 commenti in tutto ↓
1 Una lunga strada non ancora iniziata - Last K’s Voice // 7 lug 2008 alle 09:21
[...] tagli alla spesa sono insufficienti e mal indirizzati, mancano i tagli alla pressione fiscale, che tanto bene potrebbero fare alla nostra mortificata economia. Mancano le liberalizzazioni, che potrebbero alleggerire problemi [...]
2 Se si perde la Tremontiana - Last K’s Voice // 8 lug 2008 alle 10:33
[...] nonostante le diverse politiche monetarie). Resta la politica fiscale, come ho gia’ scritto, la crescita passa anche dalla fiscalita’. Riducendo il carico fiscale sui redditi da lavoro si aiutano le famiglie e si riducono i costi per [...]
3 L’ottimismo e’ il sale della politica - Last K’s Voice // 13 ott 2008 alle 12:13
[...] proposito di aiuti all’economia reale, sparisce per ora l’idea di introdurre provvedimenti fiscali per favorire imprese e consumatori, del resto i conti non lo consentono. Ora che la Tremonti tax su [...]
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