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E c’e’ chi parla ancora di dazi

mercoledì, 2 luglio 2008 alle 07:30 · 2 commenti - Stampa Stampa

Il Ministro dell’Agricoltura sembra proprio convinto, con i dazi si aiutera’ il mercato agricolo interno e questo portera’ ad un aumento della produzione e ad una riduzione dei prezzi. Un problema globale che il ministro vuole “risolvere” chiudendosi a riccio, danneggiando la collettivita’ per aiutare gli improduttivi.

Politica - Luca ZaiaCosi’ si e’ espresso Luca Zaia a Mogliano Veneto questo Lunedi’:

Luca Zaia
“Dobbiamo difendere l’Europa, che con 458 milioni di persone e’ il piu’ grande mercato al mondo, e dobbiamo difenderlo con le tariffe”.

Dunque un dazio in Europa che possa difendere i “nostri” prodotti, aiutare i “nostri” produttori, aumentare la “nostra” produzione e contrastare cosi’ l’aumento dei prezzi dei cereali. A Giugno l’inflazione e’ arrivata al 3,8 per cento, un record che non si vedeva dal Luglio del 1996. Di questo livello il pane e la pasta sono responsabili rispettivamente per un +13 per cento e per un +22 per cento annuo.

Vista la situazione (che ricordo e’ un problema globale) a Zaia non viene in mente niente di meglio che tassare le importazioni di cereali. Gli effetti di una tassa sulle importazioni teoricamente sono quelli di favorire i produttori interni a discapito di quelli esteri. Pero’ ne fa le spese il benessere complessivo dell’economia. Perche’ aiuta i produttori europei inefficienti con i soldi dei consumatori. Il primo effetto e’ infatti quello dell’aumento dei prezzi, la logica del ministro vorrebbe che all’introduzione dei dazi seguisse l’aumento della produzione interna. Tuttavia ci sono alcune possibilita’ che sfuggono evidentemente alla logica del ministro. Prima di tutto non e’ detto che la produzione interna aumenti, produttori inefficienti non diventano efficienti con i dazi e secondo, ammesso e non concesso ci sia un aumento della produzione, non e’ detto si traduca in una riduzione dei prezzi interni.

A causa dell’aumento dei prezzi degli alimentari chi ne risente maggiormente sono i consumatori, non i produttori, per di piu’ i produttori di cereali possono fare affidamento sui contributi garantiti ancora dalla Politica Agricola Comune (dopo la riforma del 2003). Ebbene, una categoria gia’ protetta la si vuole proteggere ulteriormente, continuando a nascondere la sua inefficienza, a discapito dei consumatori attraverso i dazi.

Un’idea peggiore della Robin Hood Tax, almeno l’idea di Tremonti lascia la speranza che tassare i profitti in un oligopolio (con l’aggravante di possibilita’ di formazione di cartelli) possa non tradursi in un aumento dei prezzi per scaricare la tassa sui consumatori. Invece i dazi sicuramente si traducono in un aumento dei prezzi. Non sarebbe piu’ utile contrastare le inefficienze anziche’ proteggerle? In Italia la struttura dei mercati interni di approvvigionamento e fornitura al pubblico e’ inefficiente, troppo lunga e con troppi intermediari piccoli e inefficienti, questo si traduce in pesanti ricarichi sui prezzi. E’ qui che bisognerebbe intervenire. Come al solito si preferisce utilizzare gli slogan piuttosto di proporre azioni concrete.

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Tags: Economia · Politica

2 commenti in tutto ↓

  • 1 Non se lo fila nessuno - Last K’s Voice // 10 lug 2008 alle 07:33

    [...] i Paesi sviluppati dovrebbero eliminare i sussidi e le protezioni dei mercati agricoli interni (che qualcuno vorrebbe ampliare), ma di questo non si e’ parlato. C’e’ anche l’invito del G-8 a tutti i [...]

  • 2 Fate male a gioire del fallimento al Wto - Last K’s Voice // 31 lug 2008 alle 15:49

    [...] di dare risposte immediate ai nuovi problemi dei cittadini fa si che il protezionismo venga visto come via di fuga e si cercano capri espiatori da indicare al popolo come causa di [...]

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