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Il pessimismo della Bri

lunedì, 30 giugno 2008 alle 07:30 · 2 commenti - Stampa Stampa

E’ passato quasi un anno da quando la crisi dei mutui subprime dagli Usa si e’ propagata anche in Europa. In tanti cominciano a tirare un sospiro di sollievo, convinti si sia ormai usciti dalla crisi, o almeno che il futuro non riveli piu’ sorprese. Secondo la Banca dei regolamenti internazionali (di cui sono azionisti 56 banche centrali) il peggio deve ancora arrivare, e i Paesi con i conti pubblici in rosso non possono difendersi.

Economia - Bank for International SettlementsNella sua relazione annuale la Bri dice chiaramente che la crisi iniziata nell’estate 2007 potrebbe peggiorare, si tratta di una crisi che “non ha precedenti nel dopoguerra” con “radici profonde tanto nell’economia reale quanto nel settore finanziario“. Infatti quel che sta succedendo indica che “l’entita’ dei problemi a venire potrebbe essere ben maggiore di quanto molti attualmente ritengono“. La situazione e’ aggravata dal fatto che la turbolenza nei mercati finanziari e’ accompagnata dal rallentamento della crescita dell’economia reale e dall’aumento dell’inflazione. E’ dunque prevedibile “un rallentamento mondiale piu’ profondo e durevole di quanto sembrino indicare le opinioni prevalenti“.

Comunque tagliare i tassi non cambierebbe la situazione, alla faccia di quanti continuano a chiederlo alla Bce. Nelle prossime settimane si attende un rialzo dei tassi al 4,25 per cento da parte della Bce, con l’approvazione dei banchieri della Bri. Sempre nella relazione annuale e’ scritto:

“Oltre al rialzo dell’inflazione nel breve periodo molti temono che una politica monetaria sensibilmente piu’ accomodante non faccia che alimentare una nuova, insostenibile bolla del credito e dei prezzi delle attivita’”.

Ridurre i tassi nel breve periodo darebbe respiro all’economia, ma nel medio-lungo periodo genererebbe un’ulteriore aumento dei prezzi, senza crescita economica.

Riguardo le conseguenze dei mutui subprime, il dato sulle svalutazioni operate dalle societa’ finanziarie, aggiornato a maggio 2008, era pari a 161 miliardi di dollari, ben piu’ degli utili delle stesse societa’ nel 2007. Nel 2007 gli utili lordi delle banche di maggiori dimensioni di diversi Paesi si sono contratti in maniera decisa. Quasi dimezzati rispetto al 2006 per Germania e Stati Uniti, e ridotti in maniera decisa anche per Regno Unito e Italia.

I nostri conti pubblici certo non ci aiutano, a causa della situazione dei conti l’Italia ha limitati margini di manovra, non puo’ (se non in misura minima) attuare una politica di bilancio espansiva. Mentre i virtuosi:

“Nell’area dell’euro i disavanzi ridotti o i persistenti avanzi in Austria, Germania e Spagna, nonche’ il calo previsto dei rapporti debito/Pil potrebbero ampliare il margine di manovra delle autorita’ di questi paesi per utilizzare la politica di bilancio a sostegno della domanda”.

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