In Italia pare che violare le regole e imbrogliare indichi capacita’ che vengono individuate come creativita’ e intelligenza. Capacita’ esaltate anche da un sistema giudiziario incapace di perseguire con efficienza ed equita’ chi delinque. E chi viene arrestato e/o punito si sente vittima di un’ingiustizia, perche’ “gli altri la passano liscia”. Troppe leggi e troppo variamente interpretabili, permettono di essere usate a seconda della convenienza e su chi si vuole colpire o aiutare.
Cosi’ quando si viene colpiti pesantemente (anche se giustamente) lo si vive come accanimento, ingiustizia, e l’incertezza e le lungaggini aggravano la situazione. Chi finisce nelle maglie della giustizia, subisce prima il giudizio dei media e degli spettatori. Dalla carenza di giustizia legislativa nasce la necessita’ di una giustizia mediatica e popolare. Il piu’ delle volte sbagliata perche’ guidata da sentimenti ed emozioni in mancanza di informazioni corrette. Non si puo’ pensare di poter arginare il problema della giustizia mediatica senza prima rafforzare la giustizia legislativa. Meno leggi, piu’ chiare, piu’ certe. Altrimenti la situazione e’ quella di un Paese in cui tutti sarebbero colpevoli se solo si indagasse a fondo. E se si e’ tutti colpevoli, si e’ tutti innocenti. Capita cosi’ che Berlusconi si senta vittima e individui nei Pm “sovversivi” i carnefici, colpevoli (a suo dire) di usare la magistratura italiana per sovvertire il voto popolare.
- Appunti del Sabato #24 - 20/12/2008



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