Il secondo ministro piu’ gradito di questo Governo (dopo Tremonti con le sue strane proposte e finte soluzioni) e’ Renato Brunetta. Un ministro con idee molto diverse dal primo classificato Tremonti, eppure grazie ad alcune prese di posizione (per ora solo a parole) e’ riuscito a conquistarsi l’apprezzamento di molti.
In politica cadere dal piedistallo e’ facile, per cui il ministro sa bene che dovra’ dar seguito con le azioni alle sue parole. L’obiettivo e’ ovviamente rendere piu’ efficente la pubblica amministrazione, attraverso una serie di riforme che puntano ad incrementare la produttivita’. Si potra’ (forse, dipende da come l’idea verra’ trasformata in legge) licenziare un dipendente pubblico anche se il procedimento penale e’ pendente. Se la sentenza definitiva lo assolve non c’e’ l’obbligo del reintegro, si potra’ infatti procedere al risarcimento del danno in sua vece.
Questo quanto contenuto nel Disegno di legge che contiene la delega al Governo per “ottimizzare la produttivita’ del lavoro pubblico”. Il Ddl e’ stato presentato mercoledi’ ai sindacati e mercoledi’ prossimo il CdM dovrebbe approvare il testo. Il decreto che uscira’ fuori dal Consiglio dei Minstri dovra’ anche definire le infrazioni gravi che comporteranno il licenziamento, tra queste ci saranno lo scarso rendimento, la falsificazione di attestazioni di presenze e la presentazione di certificati medici falsi (in questi due ultimi casi ci sara’ la truffa aggravata e il risarcimento del danno patrimoniale e di immagine subito dall’amministrazione).
Il tutto si accompagnera’ all’introduzione di strumenti atti alla valorizzazione del merito e ad incentivi alla produttivita’. Un decreto legislativo avra’ il compito di modificare la disciplina della contrattazione nel settore pubblico e distinguere gli ambiti riservati alla legge da quelli riservati ai contratti collettivi.
Per quanto riguarda i dirigenti pubblici e’ previsto l’accesso per concorso pubblico alla prima fascia (per almeno un tot di posti). I premi ai dirigenti spetteranno solo a “pochi eletti”, in base ai risultati che riusciranno ad ottenere nel procedimento di valutazione mentre alle amministrazioni che non adotteranno sistemi di valutazione verra’ sospesa l’indennita’ di risultato. Al fine di rafforzare l’autonomia dei dirigenti pubblici rispetto a politica e sindacati si prevede infine una nuova disciplina che stabilisca le incompatibilita’, senza dare troppo peso al fatto che l’autonomia dipende in larga misura dal potere di nomina che ha la politica.
Il ministro Brunetta spera cosi’ di ridurre in tre anni i tassi di assenteismo a un livello vicino a quello del settore privato:
Renato Brunetta
“Non voglio fare fughe in avanti, non voglio inventare l’acqua calda… pero’, se noi dicessimo nell’arco di un triennio, opportunamente strutturato, che i tassi di assenteismo del settore pubblico ci si aspetta che siano simili a quelli del settore privato penso che non diremmo nulla di tragico”.
Riguardo al rinnovo contrattuale avverte:
“Abbiamo un impegno di aprire il confronto sul biennio 2008-2009 finora non abbiamo potuto far nulla perche’ il precedente governo non aveva stanziato un euro per il rinnovo. Stiamo riflettendo con Tremonti, occorrera’, nelle more del nuovo modello contrattuale, avere anche una soluzione per l’ultimo biennio contrattuale, e’ una questione aperta”.
Le idee di Brunetta comunque non si fermano qui:
“L’idea un po’ matta e’ vedere se si puo’ estendere la class action al settore pubblico. Dare voce al cittadino consumatore per sanzionare i comportamenti della Pa a partire da quelli del datore di lavoro”
I sindacati per ora stanno calmi, aspettano cose piu’ chiare rispetto a questi buoni propositi. Giudicano infatti positivo l’obiettivo di modernizzare la pubblica amministrazione, pero’ criticano l’eliminazione dell’obbligo del reintegro del dipendente dopo la sentenza di assoluzione. Il resto non riceve ne’ critiche ne’ approvazioni visto che per ora ci sono solo ipotesi (neanche tanto chiarificatrici) che per l’80 per cento (secondo Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl) “sono gia’ regolamentate dai contratti”. Ovviamente non e’ facile per i sindacati vedere una legge dettare le regole sull’organizzazione del lavoro, sui premi di risultato e sulle sanzioni a discapito della contrattazione collettiva.
Il ministro pare conscio delle difficolta’ che incontrera’, ma vuole essere “il primo” a riuscire nell’impresa:
“Sembra ci sia una maledizione. Tutti ci provano, nessuno ci riesce”
E per riuscire avra’ bisogno anche dell’opposizione, perche’ quando si parla di pubblico impiego gli ostruzionismi sono trasversali. E in futuro sara’ forse anche possibile riparlare delle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali (l’Antitrust ci ha ricordato quanto siano deficitarie in Italia). Non c’e’ che dire, i propositi sembrano buoni, ma in questi campi (Pa e liberalizzazioni) si e’ sempre sentito solo un gran numero di buoni propositi, allora meglio aspettare qualcosa di concreto.


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7 commenti in tutto ↓
1 Comicomix // 13 giu 2008 alle 09:38
L’obiettivo è condivisibile (e ci mancherebbe altro!!!)
Da quello che so nel testo ci sono contraddizioni non facilmente spiegabili (l’affidamento alla Corte dei Conti di ulteriori poteri, data ad uno degli enti pubblici in assoluto più inefficenti e con il più alto rapporto di doppi incarichi ai suoi magistrati non mi sembra il massimo, se non verrà aggiustato durante l’iter legislativo).
In più, il comportamento del Ministro che, contravvenendo agli impegni presi, non si dimette da parlamentare (perchè così ha un doppio stipendio e conserva l’immunità?) facendo andare su tutte le furie pure i vertici veneti di Forza Italia, fa pensare che anche il piccolo ministro della Funzione Pubblica sia dedito alla regola del predicare bene e razzolare male.
Staremo a vedere, speriamo che invece la riforma si faccia e sia fatta bene.
^_^
2 Luca Vinci // 13 giu 2008 alle 10:08
Io da parte mia non faccio troppo affidamento sulla questione, per ora cerco di guardare il tutto con distacco senza neppure approfondire troppo. Se dovesse rivelarsi l’ennesima buona intenzione, non mi stupira’, se invece finalmente riusciranno a riformare la Pa, allora sarei felicemente sorpreso.
Una cosa che a me un po’ preoccupa e’ l’idea di stabilire per legge la contrattazione e le regole organizzative. Con la complessita’ delle Pa avrei preferito decisioni prese a livello locale o preferibilmente aziendale.
Il problema e’ che quando si tratta di riformare la Pa non si sa mai dove mettere le mani talmente e’ incasinata la situazione.
3 Fiore // 24 giu 2008 alle 14:22
VORREI CHE IL MINISTRO BRUNETTA PORTASSE AVANTI LA SUA IDEA ,SONO DACCORDO CON LUI ANCHE PER LA P.A. PER LA QUALE LAVORO E NELLA QUALE SUCCEDONO COSE PER LE QUALI BISOGNEREBBE PRENDERE VERI PROVVEDIMENTI.
4 Luca Vinci // 25 giu 2008 alle 11:57
Lo spero anche io, grazie per il tuo commento!
5 Una lunga strada non ancora iniziata - Last K’s Voice // 7 lug 2008 alle 09:22
[...] una vera azione di contrasto all’inefficienza della pubblica amministrazione, mancano gli incentivi alla [...]
6 Facili entusiasimi di Brunetta - Last K’s Voice // 30 lug 2008 alle 08:00
[...] un bene che il ministro Brunetta si entusiasmi per quello che vuole fare e che in parte sta facendo, ma dovrebbe essere piu’ concentrato sui veri risultati, non su numeri che lasciano il tempo [...]
7 salomone // 10 ago 2008 alle 10:57
—-abolire la infame tassa sulla malattia dei dipendenti pubbici un balzello che costa poco ai dirigenti e molto ai funzionari …Il puffo con i tacchi …con il seggiolone al parlamento di lavoro fa il curatore fallimentare …avete capito ….informatevi su chi sono i curatori di professione e poi ne parliamo ..
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