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A corto di liberalizzazioni

giovedì, 12 giugno 2008 alle 07:30 · 7 commenti - Stampa Stampa

In Italia serve un forte scossone di liberalizzazioni in vari settori, settori in cui la scarsa concorrenza e la lentezza del processo decisionale pubblico rappresentano un freno per la crescita del Paese. Questo ha affermato ieri l’Antitrust in una segnalazione a Governo e Parlamento.

Economia - Antonio Catricala'Gli interventi strategici vengono identificati nelle infrastrutture, nei carburanti, nell’energia, nei trasporti, nei servizi pubblici locali, nei farmaci, nelle professioni, nella distribuzione commerciale e nei servizi finanziari.

Vengono quindi portati alcuni esempi su come intervenire in questi ambiti, eliminando ad esempio il numero chiuso per alcune professioni, eliminare i veti incrociati che bloccano le infrastrutture.

Infrastrutture

Il nostro sistema produttivo e’ caricato dagli oneri dovuti agli alti prezzi e alla minor qualita’ di risorse e servizi essenziali, come ad esempio l’elettricita’, il gas e i trasporti. Problemi dovuti a una carente dotazione di infrastrutture. E’ dunque necessario che il Governo individui le priorita’, ed elimini i veti incrociati che bloccano la realizzazione delle opere attraverso il rimpossessarsi del ruolo di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale.

Elettricita’

Abbiamo una rete bloccata e insufficiente, questo genera fenomeni di congestione locale e favorisce la permanenza di situazioni di potere di mercato. Servono dunque incentivi efficaci per potenziare la rete di trasmissione e l’introduzione di una piena separazione proprietaria tra attivita’ di distribuzione e vendita di energia elettrica nelle reti di distribuzione.

Gas

Servono norme e regole per definire i nuovi investimenti infrastrutturali in capacita’ di importazione (tramite gasdotto e terminali di rigassificazione di GNL) e di stoccaggio di gas. Contemporaneamente servono misure atte a garantire l’accesso e la crescita di nuovi soggetti imprenditoriali. Bisogna ristabilire le norme sugli affidamenti in concessione del servizio di distribuzione, riducendo la durata del periodo transitorio per gli affidamenti diretti in scadenza e consentendone la rapida riassegnazione mediante gara. Sarebbe un bene inoltre la creazione di una societa’ europea delle reti di trasporto del gas, alla quale affidare, nell’interesse comunitario, la gestione delle varie infrastrutture nazionali.

Ferrovie

Bisogna predisporre e attuare la separazione proprietaria ed eliminare la molteplicita’ dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo Ferrovie dello Stato, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato. Procedere inoltre alla chiara individuazione degli ambiti di servizio pubblico, quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore. Occorre investire nello sviluppo dei collegamenti ad alta velocita’ e nelle infrastrutture logistiche necessarie allo sviluppo dell’intermodalita’ nel comparto del trasporto merci.

Servizi pubblici locali

Bisogna privatizzare i servizi pubblici locali per eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e societa’ affidataria del servizio. La dove le caratteristiche del mercato non rendano possibile la privatizzazione, come per il trasporto ferroviario locale, la distribuzione idrica, elettrica e di gas, caratterizzati da infrastrutture di rete (la cui proprieta’ deve restare pubblica) gli affidamenti non possono che essere di lungo periodo. Occorrera’ percio’ rafforzare il ruolo della regolazione per garantire la qualita’, l’efficienza e l’economicita’ dei servizi, assegnando le competenze alle Autorita’ nazionali gia’ esistenti.

Negozi

La nostra industria distributiva e’ carente e inefficiente rispetto a quella di altri Paesi europei, proprio a causa di una regolazione che ostacola l’apertura di punti vendita con grandi superfici e in genere l’attivazione di nuovi esercizi. Si deve intervenire su questi vincoli, vanno abrogati i divieti in materia di vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio, e i vincoli presenti, nella normativa nazionale e locale, alla determinazione dei prezzi di vendita (per es. la regolamentazione in materia di vendite sottocosto e straordinarie) e alle modalita’ di esercizio dell’attivita’ (per es. la regolamentazione di turni e orari – minimi e massimi – di apertura). Nel settore agroalimentare vanno individuate normative che, promuovendo la concorrenza, migliorino le modalita’ di funzionamento e l’efficienza del settore con l’accorciamento della filiera.

Carburanti

Si deve liberalizzare il regime di disciplina della distribuzione dei carburanti. Infatti le rigidita’ e le inefficienze della struttura distributiva incidono sul costo finale dei carburanti, con effetti che interessano l’intero sistema economico. Tra questi vincoli vi sono le distanze minime, le superfici minime e gli standard qualitativi. Bisogna liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitivita’ degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica. Per ottenere questi effetti si puo’ obbligare i titolari di infrastrutture logistiche a riservare a terzi una quota della capacita’ complessiva dei rispettivi depositi e indurre i soggetti che controllano gli impianti di raffinazione di prodotti petroliferi a cedere quantitativi di prodotto, in particolare a operatori di minori dimensioni che non siano in grado di approvvigionarsi sul mercato internazionale.

Farmaci

Serve una pesante semplificazione dei requisiti e degli adempimenti, previsti a livello locale, per la distribuzione dei farmaci. A livello produttivo occorrono iniziative orientate a favorire l’ingresso dei farmaci generici, senza tuttavia scoraggiare gli incentivi all’innovazione.

Professionisti

Nonostante le misure prese nella scorsa legislatura, persiste una sostanziale impermeabilita’ dei codici deontologici alle esigenze di modernizzazione. L’accesso alla professione deve essere, in linea di principio, libero. Il prezzo dei servizi dovrebbe essere stabilito d’intesa tra le parti. E’ auspicabile l’istituzione di corsi scolastici e universitari che consentano di conseguire direttamente l’abilitazione. Vanno abrogate le limitazioni numeriche agli accessi previsti per alcune professioni, come per esempio nel caso dei notai e dei medici del servizio sanitario nazionale. I codici deontologici devono prevedere unicamente norme di tipo etico, a garanzia degli interessi dell’utente e della liberta’ e autonomia del professionista.

Banche

Bisogna proseguire il percorso iniziato nella scorsa legislatura, chiedere una maggiore semplificazione, trasparenza e comparabilita’ delle informazioni con l’introduzione di fogli informativi sintetici e di indicatori di spesa complessiva. Bisogna ridurre i tempi e costi delle procedure di trasferimento del rapporto contrattuale (portabilita’ dei conti correnti e surrogazione dei contratti di mutuo) e rafforzare gli strumenti di tutela del consumatore con l’introduzione di garanzie sulla durata delle condizioni offerte e il controllo amministrativo sulle clausole vessatorie.

Assicurazioni

In questo settore le liberalizzazioni hanno dato risultati insoddisfacenti in termini di prezzi, qualita’ delle prestazioni e intensita’ delle dinamiche concorrenziali. Occorrono ulteriori interventi di semplificazione delle informazioni alla clientela, con modelli contrattuali standardizzati che separino chiaramente le coperture a maggiore diffusione dalle clausole di estensione delle garanzie. Va incrementata la trasparenza delle condizioni economiche del rapporto, ad esempio per quanto riguarda la variazione del premio futuro in caso di presenza/assenza di sinistri nel corso del periodo assicurativo, proprio per incoraggiare la mobilita’, oggi molto bassa, della domanda.

Burocrazia

E’ ormai una priorita’ ridurre, semplificare e razionalizzare il quadro normativo, ricorrendo ai testi unici e ai codici. Per ciascun settore economico occorre verificare la necessita’ e proporzionalita’ delle procedure amministrative previste, eliminando quando e’ possibile l’assenso preventivo della pubblica amministrazione. La verifica andrebbe ripetuta nel tempo alla luce dell’evoluzione del contesto economico e tecnologico. Dovrebbe essere attuato il progettato sportello unico per le imprese.

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Tags: Economia · Liberalizzazioni · Politica · Privatizzazioni

7 commenti in tutto ↓

  • 1 buongiornoamore // 12 giu 2008 alle 10:05

    fosse vero saremmo cittadini e non sudditi. Ci credo poco questa avvenga in italia

  • 2 Luca Vinci // 12 giu 2008 alle 11:45

    Fosse vero cosa? Se intendi la relazione dell’Antitrust, allora si, e’ vera, purtroppo fotografa la situazione.

    Ovviamente nessuno seguira’ i suggerimenti contenuti in essa, ma questa e’ un’altra storia, e’ la storia italiana.

  • 3 La debolezza italiana - Last K’s Voice // 1 lug 2008 alle 09:18

    [...] le riforme strutturali non si vedono, nessuna riforma per la concorrenza, scarse azioni per la Pa, anziche’ puntare all’aumento della produttivita’, [...]

  • 4 alessandro // 5 lug 2008 alle 14:40

    sono un cittadino del comune di sava provincia di taranto.ho chiesto al mio comune una licenza per aprire un ristorante ma mi e’ stata negata.il piano commerciale risale al 1994 .se venite nel paese e chiedete di un ristorante faticheranno a ricordarne uno visto che c’e solo qualche pizzeria e le varie licenze risultano date ai bar.che possono far da mangiare ma credo ci sia molta differenza tra un bar e un ristorante.o forse questa e’ solo l’ignoranza dei vari politici del mio paese?ora chiedo a qualcuno di voi se ho la speranza che a breve possa cambiare qualcosa

  • 5 Luca Vinci // 6 lug 2008 alle 12:17

    Alessandro, non saprei proprio se potra’ cambiare qualcosa, anche se lo spero.

    Grazie per il tuo commento. :)

  • 6 Una lunga strada non ancora iniziata - Last K’s Voice // 7 lug 2008 alle 09:21

    [...] alla pressione fiscale, che tanto bene potrebbero fare alla nostra mortificata economia. Mancano le liberalizzazioni, che potrebbero alleggerire problemi gravi del nostro Paese che invece si stanno affrontando nel [...]

  • 7 Il coraggio e la speranza - Last K’s Voice // 28 nov 2008 alle 07:39

    [...] sul lavoro, incentivare l’investimento, creare le premesse per sviluppare il capitale umano, liberalizzare il mercato, dare finalmente il via alla creazione di un sistema sociale e produttivo e dinamico. [...]

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