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L’inflazione spaventa anche la Fed

mercoledì, 11 giugno 2008 alle 07:30 · 3 commenti - Stampa Stampa

Che il rischio inflazione spaventi la Bce e’ cosa ormai nota, ma ora (finalmente) anche la Fed ha deciso di fare qualcosa per prevenire il rischio inflazione. Potrebbe essere la volta buona che migliori la situazione. Oppure potrebbe aggravare la crisi.

Economia - DollaroLa Fed non esclude di rivedere i tassi entro la fine dell’anno, perche’, anche se l’economia statunitense e’ debole, la crisi ha subito un rallentamento, per cui il presidente della Fed intervenendo a un convegno a Boston ha detto:

Ben Bernanke
“Il peggio della crisi generata dai mutui subprime e’ passato, malgrado l’aumento della disoccupazione. Restano i rischi elevati di inflazione, per il caro petrolio”.

La crescita dei prezzi delle materie prime, sommata alle aspettative inflazionistiche e all’aumento dei prezzi dell’energia creano un rischio inflazione maggiore rispetto al problema della crescita economica e della disoccupazione. Anche perche’ disoccupazione e crisi economica cominciano ad attenuarsi. Nonostante alcuni dati facciano ritenere si trovi in una situazione recessiva, Bernanke e’ convinto siano presenti alcuni elementi che potrebbero neutralizzare la fase negativa che ancora incontra l’economia statunitense, come gli effetti di stimolo della politica monetaria e fiscale, l’attenuarsi della crisi ipotecaria e la crescita delle richieste d’esportazione.

I tassi di interesse negli Usa attualmente sono al 2 per cento (da noi in Europa sono al 4 per cento) la possibilita’ di un aumento entro la fine dell’anno (intravista anche per alcune esternazioni di altri personaggi della Fed) ha avuto l’effetto di far crescere il dollaro nei confronti di altre valute. Se il problema del dollaro debole se lo risolvessero in casa Usa sarebbe certamente un bene.

Il problema riguarda le economie asiatiche, che finora hanno funzionato come secondo motore dell’economia mondiale, evitando che il blocco del motore Usa facesse precipitare l’economia globale. Queste economie emergenti potrebbero essere danneggiate dal cambio di rotta della Fed.

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Tags: Economia · Energia

3 commenti in tutto ↓

  • 1 E se il peggio dovesse ancora venire? - Last K’s Voice // 23 giu 2008 alle 07:32

    [...] inflazione, ma preoccupano ancora molto gli effetti della crisi dei mutui subprime, nonostante le rassicurazioni provenienti anche dalla Fed, in tanti pensano che i guai non siano ancora finiti. Anzi, molti pensano che il peggio debba [...]

  • 2 Un noioso G-8 - Last K’s Voice // 24 giu 2008 alle 09:31

    [...] pero’ possono cercare di frenare la caduta del dollaro. Le dichiarazioni della Fed sulla disponibilita’ ad un cambio di rotta (stando piu’ attenta all’inflazione) e’ un segnale che la debolezza del dollaro [...]

  • 3 La guerra dei tassi - Last K’s Voice // 26 giu 2008 alle 09:17

    [...] alza il tasso perche’ la crisi non e’ ancora finita e non lo si abbassa perche’ l’inflazione fa paura. Persistono i rischi di un ulteriore ribasso della crescita, anche se meno forti, almeno sembra, ma [...]

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