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La compagnia da buttare

venerdì, 6 giugno 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Siamo forse al preludio dell’atto finale, la Commissione europea si dice pronta ad aprire la procedura di infrazione contro l’Italia a causa del prestito ponte ad Alitalia, che anche senza Ue si sarebbe comunque rivelato inutile, capace solo di prolungare l’agonia, o forse preparatorio per qualche strana operazione tra compagnie minori.

Economia - AlitaliaLa Commissione europea si riunira’ l’11 giugno e probabilmente formalizzera’ la decisione. Infatti sembra appurata la tendenza unanime, da parte dell’esecutivo Ue, di considerare come un aiuto di Stato il famigerato prestito in conto capitale di 300 milioni dato (o regalato) ad Alitalia.

Come se non bastasse, le modifiche apportate al decreto (che permette di saltare alcune regole dalla Legge Draghi sulle privatizzazioni, la Legge 474/1994) vengono considerate un’aggravante. L’art. 1-bis del testo e’ incompatibile con un’operazione di mercato. Ecco cosa dice l’emendamento presentato mercoledi’:

il Consiglio dei ministri, con propria delibera, puo’ individuare uno o piu’ soggetti qualificati che, anche nell’interesse di Alitalia, promuovano in esclusiva, per conto di terzi ovvero anche in proprio, la presentazione di un’offerta, indirizzata all’azionista o alla societa’, finalizzata ad acquisire il controllo
di Alitalia entro il termine indicato nella stessa delibera

Evidentemente stravolgendo il senso della Legge Draghi che nel secondo comma stabilisce che:

“L’alienazione delle partecipazioni di cui al comma 1 e’ effettuata con modalita’ trasparenti e non discriminatorie, finalizzate anche alla diffusione dell’azionariato tra il pubblico dei risparmiatori e degli investitori istituzionali”

Anche se prosegue:

“modalita’ di alienazione sono preventivamente individuate, per ciascuna societa’, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attivita’ produttive”.

Si vedra’ mercoledi’ prossimo cosa decidera’ la Commissione, tuttavia le indiscrezioni sembrano confermare il parere negativo.

Alla Camera i lavori per la conversione del decreto legge 80/2008 sul prestito ponte ad Alitalia hanno trovato qualche difficolta’, soprattutto nell’ostruzionismo dell’IdV, che parla di violazioni della legge nel merito e nel metodo. Cosi’ si esprime sulla faccenda il leader del partito:

Antonio di Pietro
“Nel merito proponendo di votare una legge in violazione della direttiva europea e nel metodo facendo votare persone che non ci sono in Parlamento, attraverso un esercizio scorretto e criminale che e’ quello del deputato che vota per piu’ persone, noi dell’Idv li abbiamo fotografati e nei prossimi giorni nel mio blog li trasmetteremo uno per uno perche’ gli italiani devono sapere chi sono i truffatori in questo Parlamento”.

E’ tuttavia sorto un altro problema, l’altro ieri infatti, il Servizio bilancio della Camera in un dossier sul decreto legge 93/2008 ha scritto che a causa del trasferimento del prestito nel patrimonio netto della compagnia di bandiera, in caso di fallimento e liquidazione dell’Alitalia lo Stato perderebbe i 300 milioni di euro.

Ipotesi quella del fallimento assolutamente da non scartare. Vediamo un po’ la situazione, noi siamo qui oggi a pensare al prestito (piu’ o meno perso) alla nostra compagnia di bandiera (da buttare), mentre Alitalia ad Aprile ha registrato -27,3 per cento di traffico e -25,9 per cento di passeggeri rispetto ad Aprile 2007. Nel resto del mondo il caro petrolio rende molto costosa l’attivita’ delle compagnie aeree, per cui molte hanno deciso di effettuare tagli pesanti di personale e di voli, mentre da noi, si e’ fatta fuggire Air France, la cui proposta prevedeva molti meno esuberi.

Intanto Malpensa, dopo l’accordo tra Sea e Lufthansa che le ha permesso di muovere i primi passi da sola, potrebbe rimetterci da un eventuale (improbabile) salvataggio di Alitalia.

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