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I rischi della Robin Hood Tax

giovedì, 5 giugno 2008 alle 07:30 · 10 commenti - Stampa Stampa

La proposta di Tremonti di istituire una tassa contro i petrolieri, potrebbe avere effetti opposti, sia per una ricaduta preventiva sui prezzi, sia per una possibile riduzione degli investimenti. Risulta inoltre difficile credere che in un Paese come l’Italia una tassa venga totalmente redistribuita senza essere almeno in parte incamerata nelle tasche bucate dell’apparato statale.

Politica - Giulio TremontiDurante la conferenza stampa dell’Ecofin a Bruxelles, Tremonti lancia l’ipotesi di iserire la “Robin Hood Tax” nel Dpef. Una tassa, spiega il ministro dell’Economia, che sara’ “generalizzata” e senza “effetti distorsivi sulla concorrenza”. Giulio Tremonti ne e’ orgoglioso, la considera:

Giulio Tremonti
“un’imposta etica, che io sono convinto sia una cosa giusta. E per questo la faremo [...] L’idea e’ di ragionare sui profitti e non di applicazione dell’Iva alla pompa [...] tra il prezzo alla pompa e quello che c’è dietro in mezzo c’e’ il barile con sopra una bottiglia di champagne, che e’ la speculazione”.

A quanto si capisce dovrebbe prevedere la tassazione delle compagnie petrolifere, e il prelievo fiscale sara’ redistribuito “ai piu’ deboli”. Come si stabilisce chi sono i piu’ deboli? Insomma, questa tassa ruba ai ricchi per dare a chi? Per completare il quadro populista il ministro continua dicendo che l’Italia su questa tassazione e’ pronta a procedere:

“anche da sola, puo’ e deve farlo, la gente che ha fame non aspetta”.

Il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita commenta cosi’:

Pasquale De Vita
“Robin Hood Tax e’ un nome molto bello ed eccitante. Vedremo di cosa si tratta e poi lo commenteremo”.

Il rischio e’ che i petrolieri scarichino preventivamente questa tassa sul prezzo alla pompa, sarebbe piu’ utile proseguire con la riforma della distribuzione del carburante, e a medio-lungo termine con una riforma strutturale del sistema dei trasporti e dell’energia. Ma e’ piu’ facile prendere semplici misure fiscali che le compagnie petrolifere scaricano facilmente anziche’ prendere decisioni che magari possono disturbare i petrolieri. Un po’ come con l’accordo preso con l’Abi, anziche’ puntare ad una piena portabilita’ e a un superamento del massimo scoperto.

Bisogna inoltre considerare che i margini di guadagno piu’ alti si hanno nell’upstream (l’attivita’ di esportazione e produzione), attivita’ poco presente da noi dove principalmente e’ presente il downstream (le attivita’ che si collocano a valle dell’upstream). Una politica fiscale di questo tipo rischia di disincentivare gli investimenti e di impattare sui prezzi. Ottenendo in questo modo l’effetto opposto accrescendo ulteriormente i prezzi al consumo.

Bisogna chiedersi se in Italia (con una pressione fiscale cosi’ elevata) una Robin Hood Tax sia il modo giusto di intervenire, considerando anche che difficilmente sara’ totalmente redistribuita. Non capisco il metodo seguito da Tremonti, individuato un settore che ha avuto ingenti ricavi a discapito dei consumatori finali, anziche’ comprenderne i motivi e porvi rimedio per quanto possibile, si decide di tassare chi ha guadagnato. Ottenendo due effetti, il primo e’ quello di correre il rischio di incrementare i prezzi, il secondo e’ quello di rendere ancora piu’ incerta la fiscalita’, rendendo ancora piu’ difficile l’investimento. Non e’ neppure detto che non ci saranno effetti distorsivi.

Il mercato dell’auto

Ma oggi voglio essere cattivo, sono usciti in questi giorni i dati sulle immatricolazioni in Italia, scese in un anno del 17,56 per cento (204.607 unita’ contro le 248.194 di un anno fa). Il trend negativo dura ormai cinque mesi, ad aprile il calo e’ stato del 2,86 per cento, nei primi cinque mesi dell’anno del 10,04 per cento. E’ dunque crisi. Tra carburante e assicurazioni il mercato italiano dell’auto vive una pesante caduta delle vendite. Cosi’ la Fiat registra una calo pari al 16,6 per cento. Il dubbio quindi e’ questo. Non e’ che si usa lo spauracchio della Robin Hood Tax, non per redistribuire il prelievo fiscale “ai piu’ deboli”, ma per arrivare a una riduzione del prezzo alla pompa e rilanciare il settore automobilistico?

Insomma, si finge di rubare ai ricchi per dare ai ricchi.

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Tags: Economia · Politica

10 commenti in tutto ↓

  • 1 Proteste contro il caro petrolio - Last K’s Voice // 10 giu 2008 alle 07:33

    [...] promesso interventi sul tema carburanti, da un lato il ministro dell’Economia Tremonti con la Robin Hood Tax, dall’altra il ministro dello Sviluppo Economico Scajola propone la riduzione delle accise. [...]

  • 2 Sei licenziato… forse… un giorno - Last K’s Voice // 13 giu 2008 alle 07:38

    [...] secondo ministro piu’ gradito di questo Governo (dopo Tremonti con le sue strane proposte e finte soluzioni) e’ Renato Brunetta. Un ministro con idee molto diverse dal primo [...]

  • 3 Un passo avanti ed uno indietro - Last K’s Voice // 17 giu 2008 alle 07:30

    [...] Questo automatismo avrebbe cadenza trimestrale. Sempre su questo tema ci sara’ probabilmente la Robin Hood Tax di [...]

  • 4 Un noioso G-8 - Last K’s Voice // 24 giu 2008 alle 09:29

    [...] di materie prime, soprattutto petrolio e prodotti alimentari, Giulio Tremonti, fiero della sua Robin Hood Tax e della sua lotta personale contro i petrolieri, ha provato a proporre di “abbattere la [...]

  • 5 E c’e’ chi parla ancora di dazi - Last K’s Voice // 2 lug 2008 alle 08:38

    [...] (con l’aggravante di possibilita’ di formazione di cartelli) possa non tradursi in un aumento dei prezzi per scaricare la tassa sui consumatori. Invece i dazi sicuramente si traducono in un aumento dei [...]

  • 6 Una lunga strada non ancora iniziata - Last K’s Voice // 7 lug 2008 alle 09:47

    [...] Robin Hood Tax e’ un chiaro esempio di operazione inutile se non ai fini della ricerca di consenso popolare. [...]

  • 7 Un ministro medioevale - Last K’s Voice // 18 lug 2008 alle 11:15

    [...] In realta’ tasse in piu’ ce ne saranno, la Robin Hood Tax, che nonostante molti pareri sfavorevoli, Tremonti assicura che non avra’ ricadute negative sui consumatori. Il gettito previsto sulla [...]

  • 8 Servioq // 22 ago 2008 alle 16:35

    Iniziano a farsi vedere i risultati della RHT e sue accessorie sulle spalle dei contribuenti…..
    Non come promesso dall’ “onorevole”e cioè che non si sarebbero riversate sui contribuenti…. Ma d’altronde si sa…. La politica è vendere aria fritta!

    INFATTI: La più famosa, forse, compagnia telefonica di assicurazioni, mi ha chiesto più di 150 euro per passare l’assicurazione da una vettura ad un’altra a parità di premio e di caratteristiche della vettura (a parte l’anno e le condizioni e, addirittura con glistessi chilometri!!).

    La scusante? Che con una macchina più nuova si viaggia di più ed il rischio è maggiore……….

    Nulla contano quindi i moderni sistemi di sicurezza implementati e lo stato della vettura; secondo loro una vettura del 1991 con 190.000 chilometri senza airbag, senza abs, senza controllo di trazione, senza ESP e con tutte le parti meccaniche oramai giunte alla fine della loro vita e pronta per la demolizione sarebbe meno a rischio di una di più recente progettazione e costruzione!!!

    Mi sembra che la cosa non stia in piedi in nessuna maniera la si voglia girare….

    E’ solo un pretesto per scucire più soldi e rifarsi delle nuove tasse a spese degli automobilisti che sono obbligati a sottostare a queste assurde condizioni!!

    GRAZIE TREMONTI !! E grazie a tutti quelli che la circondano…. di sicuro vi voteremo di nuovo alle prossime elezioni !!
    Ma tanto a voi non interessa, sia che stiate da una parte o dall’altra; i suoi tanto menzionati “Illuminati” che hanno voluto l’Europa continuano il loro grande progetto stipendiandovi per creare il malcontento generale, no?

  • 9 Appunti del Sabato #1 - Last K’s Voice // 26 set 2008 alle 15:45

    [...] tantissimo per poter funzionare (a meno che non vogliano lasciarlo non operativo); una minaccia di tassare i petrolieri per ottenere non meglio precisati effetti; un prestito ponte, di 300 milioni di euro, bruciato ad [...]

  • 10 marina garavello // 21 set 2009 alle 14:52

    Il petroliere- di Stefano Marchetti, Altromondo Editore

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