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Il mercato che non c’e’

mercoledì, 4 giugno 2008 alle 07:30 · 3 commenti - Stampa Stampa

Nel mondo ci sono 862 milioni di persone denutrite, i prezzi alimentari sono cresciuti negli ultimi tempi a un ritmo altissimo (fino al 71 per cento negli ultimi due anni). In tutto questo c’e’ anche uno scontro politico sui biocarburanti, sugli sprechi della Fao e sui sussidi agricoli. Occorrono piu’ azioni e meno parole, ma quanto si e’ fatto finora non ha cambiato nulla, bisogna agire si, ma nel modo giusto.

Politica - FaoDa ieri e’ in corso a Roma il vertice dalla Fao, con 40 leader mondiali, per discutere dell’emergenza fame nel mondo. Purtroppo a tenere banco sembrano essere piu’ questioni politiche internazionali dovute alla presenza al vertice anche di figure alquanto controverse, come il leader iraniano Ahmadinejad e il dittatore zimbabwese Mugabe, piuttosto dell’emergenza alimentare. Tuttavia non voglio entrare nel merito di queste discussioni, dico solo che non ha senso chiedersi se sia giusta la loro presenza al vertice.

Il mercato

Il Presidente Giorgio Napolitano ha aperto il vertice della Fao parlando della necessita’ di politiche coordinate a livello mondiale e spiegando che non si puo’ far affidamento sulle virtu’ riequilibratrici del mercato. Tuttavia viene da chiedersi, quale mercato? Quello dei Paesi sviluppati, soprattutto europei, fatto di sussidi agricoli che distorcono il mercato a danno dei Paesi piu’ deboli, quello di alcuni Paesi che hanno bloccato le esportazioni facendo lievitare ancor di piu’ i prezzi?

L’ha spiegato bene il segretario dell’Onu Bank Ki-Moon. Occorre aumentare la produzione alimentare del 50 per cento entro il 2030 per far fronte allo sviluppo della domanda, ma questo aumento non deve avvenire con politiche puramente assistenziali che determinano soltanto distorsioni dei mercati e spingono piu’ in alto i prezzi. E occorre farlo subito, prima che la situazione degeneri, la popolazione mondiale nel 2015 arrivera’ a 7,2 miliardi di persone.

Il summit proseguira’ fino a domani, si spera di arrivare ad un accordo per poter dare il via ad un’azione globale per garantire la sicurezza alimentare, affrontare i cambiamenti climatici e regolamentare la produzione di biocarburante. Insomma, lavorare sui punti gia’ espressi dalla Banca Mondiale: assicurare la sicurezza alimentare delle famiglie rafforzando le riserve d’emergenza; abbassare i prezzi interni degli alimentari mediante misure commerciali o amministrative di breve periodo; migliorare l’offerta alimentare nel lungo periodo.

Fiat panis non dono pecunia

Nell’immediato la priorita’ e’ frenare l’impennata dei prezzi dei generi alimentari che nei mesi scorsi ha provocato rivolte ad Haiti e in Egitto. Le politiche assistenziali fatte fino ad ora non possono funzionare, creano solo distorsioni di mercato, bisogna stare attenti a mettere in atto queste misure, ai nostri occhi possono sembrare utili, ma sono inefficaci e anzi peggiorano la situazione. E’ invece indispensabile nell’immediato mettere a disposizione le riserve alimentari per destinarle ad aiuti umanitari. Nel medio-lungo periodo invece e’ necessario liberare il mercato dalle distorsioni, aiutare questi Paesi ad investire in infrastrutture per il trasporto delle materie prime e per la loro produzione e trasformazione per far crescere la produzione mondiale. Senza queste misure, la continua crescita della domanda cozzera’ sempre piu’ con la rigidita’ dell’offerta.

Su questa situazione e’ molto facile fare del populismo, dichiarare di voler mandare aiuti economici (che sono sempre a rischio, sia per l’alta corrutibilita’ dei Governi dei Paesi destinatari degli aiuti, sia per l’enorme macchina burocratica e amministrativa delle organizzazioni internazionali che gestiscono gli aiuti). Infatti Berlusconi al vertice Fao ha dichiarato di volersi impegnare in sede europea per togliere gli aiuti umanitari dai conteggi degli impegni di bilancio che ogni Stato prende con l’Ue:

Silvio Berlusconi
“Bisogna far si che gli aiuti non vengano conteggiati negli impegni di bilancio che gli Stati si assumono con l’Ue [...] E’ tempo delle azioni, non delle parole [...] Mi riconosco pienamente nelle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

Ecco, avrei preferito si riconoscesse nelle parole del segretario Bank Ki-Moon. E’ si tempo delle azioni, ma quelle utili. Togliere gli aiuti dal conteggio degli impegni di bilancio, aiuta chi li fa, non chi li riceve. Perche’ non si impegna a chiedere in sede Ue di rivedere la politica agricola comunitaria?

Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha proposto invece di creare (nell’ambito del progetto di partenariato mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura) un gruppo internazionale di scienziati di tutto il mondo e di tutte le discipline interessate per definire una diagnosi oggettiva sulla situazione della sicurezza alimentare mondiale; analizzare la sua evoluzione per prodotto e per zona geografica; infine mettere in guardia dai rischi di crisi. La proposta del premier spagnolo Jose’ Luis Zapatero riguarda i Paesi sviluppati, che devono aumentare subito gli aiuti destinati alla cooperazione e allo sviluppo, prevedendone pero’ la destinazione, per poter imprimere una svolta nell’agricoltura, aiutando per esempio i piccoli produttori. Il premier spagnolo ha inoltre proposto una nuova riunione di alto livello in autunno, per la messa in pratica del Piano Globale di Azione delle Nazioni Unite e per elaborare una Carta dei diritti della sicurezza alimentare.

Il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha spiegato che:

Jacques Diouf
“in un contesto di crescita elevata ed accelerata del prodotto interno lordo da parte dei Paesi in via di sviluppo, dobbiamo cercare soluzioni globali sostenibili e praticabili che diminuiscano il gap tra fornitura e domanda mondiale di cibo”.

Servono azioni coraggiose, altrimenti l’impatto dei cambiamenti climatici e le manovre speculative sui mercati dei futures metteranno il mondo in una situazione di grande rischio.

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Tags: Economia · Politica

3 commenti in tutto ↓

  • 1 Comicomix // 4 giu 2008 alle 09:10

    Assolutamente d’accordo su revisione della PAC, che è un vero scandalo ormai antistorico.

    Mi lascia penososo che l’affermazione di buon senso fatta da Napolitano e le proposte del Segretario generale dell’ONU non divengano immediatamente proposte politiche operative sull’agenda dei leaders mondiali. Temo che finito il vertice, tutto resterà come prima.
    E il mondo non ha più tanto tempo.

    Un sorriso anche se non c’è molto da ridere..
    Mister X di Comicomix

  • 2 Luca Vinci // 4 giu 2008 alle 09:47

    > Temo che finito il vertice, tutto resterà come prima.

    Non sarebbe la prima volta purtroppo, poi si lamentano se partono le emigrazioni di massa.

    Ho scritto della proiezione demografica del 2015, ma se si va oltre negli anni c’e’ da mettersi le mani nei capelli. Non ci sara’ frontiera che tenga, ne’ per quanto riguarda le immigrazioni, ne’ per quel che riguarda gli effetti economici negativi. Ed e’ un tema che tocca un po’ tutti gli argomenti, finanza, ambiente, energia ecc. Questa multitematicita’ rende ancora piu’ difficile non solo intervenire, ma anche studiare un intervento.

  • 3 Un ministro medioevale - Last K’s Voice // 18 lug 2008 alle 11:16

    [...] alla domanda crescente, con problemi sia nell’estrazione sia nel trasporto. Vincoli alla concorrenza, costi sempre crescenti, investimenti difficili, ecc. Tutto cio’ ha spostato [...]

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