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Il Draghi sputafuoco

lunedì, 2 giugno 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Non ci va certo leggero il Governatore della Banca d’Italia nelle sue considerazioni finali della relazione annuale. Ce n’e’ per tutti, un discorso che copre i principali ambiti della politica economica e della finanza, dal Mezzogiorno al federalismo, dalla produttivita’ alle tasse, dalle imprese alla politica.

Economia - Mario DraghiPer prima cosa un lato positivo (almeno come premessa), la politica appare oggi stabile, la stabilita’ e’ indispensabile per una politica forte, e la forza e’ necessaria per attuare riforme difficili. Il fatto che le condizioni necessarie ci siano tutte pero’ non significa siano sufficienti per raggiungere l’obiettivo, la ripresa economica duratura del Paese.

Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi mette in luce il vero protagonista della ripresa del Paese, un protagonista a cui ancora non si riesce a garantire il ruolo, i giovani. Giovani messi in secondo piano a causa di un’istruzione inadeguata, di un mercato del lavoro che favorisce i piu’ anziani, di un sistema che troppo spesso non riesce a valorizzare le capacita’ e non premia il merito, appiattendo tutti a prescindere dall’impegno e dai risultati.

Per quanto riguarda la situazione internazionale, il rischio e’ rappresentato dall’ inflazione (e dal continuo rincaro dei prezzi dell’energia e delle altre materie prime) e dagli Usa, cosi’ infatti si esprime Draghi:

Mario Draghi
“i maggiori rischi per l’economia mondiale vengono oggi dall’accumularsi di tensioni inflazionistiche e dal possibile rallentamento americano [...] Questi rincari se da un lato riflettono in parte le prospettive ancora robuste di crescita delle economie emergenti, dall’altro imprimono ulteriori impulsi recessivi alle economie avanzate e alimentano l’inflazione, condizionando le politiche monetarie.”

Tasse e burocrazia

Le troppe tasse che gravano su imprese e lavoratori riducono la competitivita’ del sistema Paese, occorre dunque intervenire. E’ possibile, per ridurre la pressione fiscale servira’ un “percorso pluriennale di riduzione di alcune importanti aliquote d’imposta” per dare “maggiore sostegno alla crescita” e migliorare “le aspettative di famiglie e imprese”. Ma non vanno fatti sgravi a pioggia, un avvertimento per Tremonti e Berlusconi, questi sgravi, vanno usati per sostenere la crescita, concentrandoli quindi la’ dove possono sortire questo effetto. Ci sono anche misure a “costo zero” ma con effetti importanti, per ridurre le distorsioni dell’attivita’ economica e semplificare la burocrazia. Per far questo e’ indispensabile assicurare una maggiore stabilita’ normativa.

Produttivita’ e competitivita’

Bisogna puntare tutto sulla crescita della produttivita’, il motore della competitivita’. In questo il ruolo piu’ importante lo devono giocare le imprese, imprese che sono rimaste ferme troppo a lungo, infatti quelle imprese esposte da sempre alla concorrenza internazionale sono riuscite a modificarsi per adattarsi (forse con qualche aiutino) alle nuove sfide della globalizzazione, riuscendo a sfruttarne i vantaggi. Occorre dunque che anche le altre imprese inizino o proseguano nel rinnovamento strutturale. La ricchezza non si crea persistendo nella difesa dei monopoli o puntando sulle protezioni, ma investendo, innovando e rischiando. Capito Tremonti?

Nord-Sud e federalismo

L’Italia e’ caratterizzata da profonde differenze tra il nord e il sud, nel Mezzogiorno la spesa pubblica e’ tendenzialmente proporzionale alla popolazione mentre le entrate che riflettono redditi e bassi imponibili pro capite sono basse. La qualita’ dei servizi pubblici e’ bassa in molti settori, dalla sanita’ all’istruzione, dall’amministrazione alla giustizia a quella del territorio, dalla tutela della sicurezza personale alle politiche sociali, alla stessa realizzazione delle infrastrutture. Se l’azione pubblica sapra’ dimostrarsi efficace, il federalismo fiscale potra’ essere percepita come una soluzione dalla popolazione. Ma occorre responsabilizzare Regioni ed enti locali, sia politicamente sia fiscalmente. Per arrivare a questo il sistema dell’imposizione e della spesa a livello decentrato devono essere facilmente individuabili dai cittadini, cosi’ che siano in grado di misurarne i risultati. La sfida e’ proprio qui, sapranno Regioni ed enti locali premiare l’efficienza e indirizzare le risorse verso gli usi più produttivi e le priorita’ piu’ urgenti? La risposta potra’ essere positiva se la disponibilita’ di basi imponibili saranno ampie e stabili, se ci saranno vincoli severi all’assunzione di debito e regole predefinite per i trasferimenti dal Governo centrale. Il federalismo non puo’ essere fatto con pressapochismo o spinti da ideologie.

Banche e operatori finanziari

La crisi che ha colpito i mercati finanziari internazionali e’ stata avvertita in misura minore dalle banche italiane. Soprattutto grazie alla bassa esposizione agli strumenti finanziari collegati con i mutui subprime americani. Tuttavia Guido Rossi contesta questo ottimismo, indicando in altri derivati e nei Default Debt Swaps delle pesanti minacce per il mondo finanziario globalizzato, banche italiane incluse.
E’ comunque importante che le banche rafforzino il patrimonio, prima di progettare piani di espansione, per renderlo adeguato ad affrontare tutti i rischi. Serve correttezza e trasparenza. Il Governatore esorta cautela guardando all’accordo fra Abi e Governo sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile:

“La ristrutturazione del debito puo’ arrecare sollievo alle famiglie giovare in prospettiva alle stesse banche, riducendo i casi di insolvenza [ma bisogna] verificare con attenzione gli eventuali effetti di questa misura sul mercato delle cartolarizzazioni esistenti. Deve in ogni caso essere lasciato il massimo spazio all’operare della concorrenza nell’offerta delle migliori condizioni ai clienti.”

E qui c’e’ un problema, le banche sono in forte ritardo nell’applicare le nuove norme su portabilita’ gratuita ed estinzione anticipata dei mutui previste nel decreto Bersani.

Allegati
Considerazioni finali del Governatore pdf – 240 KB -


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Tags: Economia

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