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L’onda della riforma contro il muro del sindacato

venerdì, 30 maggio 2008 alle 07:30 · Nessun commento - Stampa Stampa

Mercoledi’ ha preso il via la strada verso la riforma del pubblico impiego e della macchina burocratica. Ieri il neo ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta ha incontrato i sindacati, e dopo appena 15 minuti la Cgil ha abbandonato il tavolo. Una riforma difficile che richiede un impegno dalla classe politica che per ora non si vede.

Politica - Renato BrunettaGli interventi non sono ancora chiari, ma si conosce gia’ qualcosa, ad esempio il disegno di legge delega anti-fannulloni, che prevede: premi legati alla produttivita’, nuovi criteri di valutazione basati sulla meritocrazia, licenziamento per i dipendenti inefficienti, misure severe per i medici che rilasciano falsi certificati; poi la revisione della durata dei contratti del pubblico impiego.

Sono previste misure anche sull’innovazione, dalla digitalizzazione degli uffici all’eliminazione degli enti inutili e le esternalizzazioni di servizi fin qui gestiti da strutture pubbliche (e conseguente mobilita’ del personale). Da non dimenticare la spinosa questione dei rinnovi contrattuali, principale obiettivo dei sindacati.

Brunetta con la pubblicazione degli stipendi e le ore di assenza dei dipendenti di palazzo Vidoni sul sito del dicastero non ha certo attirato su di se le simpatie dei dipendenti pubblici, per non parlare dell’esclusione degli “statali” dalla detassazione degli straordinari introdotta dal decreto del Governo varato a Napoli. La pubblicazione dei redditi (non solo quest’ultima per i dipendenti palazzo Vidoni, ma anche quella decisa dall’Agenzia delle Entrate) ha creato qualche malumore per la disparita’ di retribuzione anche tra le stesse qualifiche dei dipendenti pubblici.

Alcune critiche giungono anche dall’ex sottosegretario alla Salute, Serafino Zucchelli, che a proposito dell’intenzione di Brunetta di operare una stretta sulle “certificazioni facili” dei medici, dice che:

Serafino Zucchelli
“l’unica strada e’ aumentare i medici fiscali”.

In soccorso del ministro giunge il presidente del Cnel, Antonio Marzano, secondo il quale:

Antonio Marzano
“La verifica della soddisfazione degli utenti nel rapporto con la Pubblica amministrazione e’ cruciale per la qualita’ della vita dei cittadini e per la stessa democrazia”.

La customer satisfaction sara’ un punto cruciale, tanto che verranno coinvolte anche le associazioni dei consumatori nella discussione del piano.

L’incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha avuto inizio con la Cgil che se ne e’ subito andata, dopo appena 15 minuti. Il problema sembrerebbe essere la fretta di Brunetta, ha infatti chiesto una risposta sul piano industriale in quarantotto ore, considerando che poteva partecipare un solo rappresentante per sigla escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale.

Nei piani di Brunetta ci sono sanzioni severe per i fannulloni, premi per i piu’ meritevoli e trasformazione dei dirigenti in manager applicando dei nuovi sistemi di valutazione dei risultati. Si tratta di un vero e proprio piano industriale, per far si che entro 3-5 anni possano essere recuperate risorse per 40 miliardi anche attraverso la dismissione di quote residue di patrimoni immobiliari, dei titoli azionari e obbligazionari non pubblici ancora detenuti da strutture statali e delle attivita’ non inerenti e improduttive. Obiettivo, la trasformazione in Spa (ovviamente controllate dallo Stato) oppure in Agenzia degli enti economici, i primi enti a subire la trasformazione saranno quelli previdenziali e assicurativi.

Per quanto riguarda le misure volte al risparmio e’ prevista la dismissione delle sedi periferiche sotto i 20-30 addetti, l’esternalizzazione di diversi servizi (bisogna vedere se questo costituisce un risparmio), la digitalizzazione totale, con il definitivo abbandono dei certificati cartacei e l’attribuzione ad ogni cittadino di un’ unica chiave di accesso ai servizi (fiscali e sanitari) grazie a un codice identificativo personale.

Nei piani del ministro il tutto sara’ guidato da tre fari: mobilita’ delle funzioni, customers satisfaction e project financing. Le prime mosse sono previste con il decreto legge questa estate, poi ci sara’ un disegno di legge delega su fannulloni e sistemi di valutazione e un testo ad hoc che conterra’ una parte degli interventi di digitalizzazione. Per Brunetta, il tutto dovra’ partire sulla base di nuove relazioni industriali trasformando l’attuale modello a vocazione consociativa in un modello a vocazione propulsiva e partecipativa.

La strada maestra sembra essere quella del risparmio e quella del merito, per il primo punto il ministro e’ convinto che il suo piano portera’ 40 miliardi di risparmi potenziali in cinque anni, sul secondo punto invece si punta all’introduzione di una sorta di datore di lavoro a cui sia possibile imputare l’eventuale responsabilita’ del “fallimento” dell’amministrazione. Creando una Pa simile alle aziende private, in cui si premi chi vale e si puniscano assenteisti e fannulloni.

Andranno attuati sistemi di valutazione, degli indici in grado di evidenziare i meriti e ancor di piu’ i demeriti, i risultati dovranno essere pubblici tramite la loro messa online.

E’ da tempo che ne scrivo, sono convinto che la riforma della Pubblica amministrazione sia non solo utile, ma necessaria. Pero’ occorre serieta’ e responsabilita’ da parte di tutti i soggetti che partecipano alla riforma, cosa che non vedo. Basti pensare che il Governo non era ancora riuscito a trovare un accordo (fino ad oggi) per la spartizione delle nomine dei consiglieri di amministrazione di Eni, Enel e Poste, tre societa’ pubbliche, ma sono certo che la difficolta’ non sta’ nel fatto che ogni fazione vuol mettere i suoi uomini, ma dal fatto che stiano valutando attentamente i meriti dei candidati. Magari si dovrebbe iniziare dando il buon esempio.


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Tags: Economia

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