Il Ministro dell’economia Giulio Tremonti ha annunciato l’accordo con l’Abi sulla possibilita’ di modificare il proprio mutuo a tasso variabile in uno a tasso fisso (ma rate variabili) come una incredibile novita’ che va incontro ai cittadini, in realta’ non e’ una novita’ e non fa risparmiare i cittadini.
Chi fece un mutuo a tasso variabile lo fece nella speranza di risparmiare rispetto ad un mutuo a tasso fisso, sperando in una riduzione dei tassi, quando invece nel 2006 i tassi dei mutui cominciarono a crescere, risulto’ evidente che il risparmio che c’era stato negli anni precedenti sarebbe stato annullato ben presto. Anzi, ora si e’ in perdita, tuttavia se il mutuo ha una scadenza ancora lunga, non e’ detto che non si riesca a risparmiare in futuro, quando magari i tassi torneranno a scendere (magari tra una decina d’anni).
Il ministro Tremonti ha pensato bene di farsi amiche queste persone e presenta cosi’ l’accordo con l’Abi sui mutui, previsto dal decreto legge fiscale che andra’ in Gazzetta Ufficiale tra oggi e domani:
Giulio Tremonti
“In questi ultimi due anni troppe famiglie si sono trovate nella trappola fra stipendio fisso e mutuo variabile”.
Un Ministro del Tesoro ha un ruolo delicato, non dovrebbe fare questo tipo di propaganda. L’accordo con l’Abi infatti non offre nulla di nuovo al cittadino, lo si puo’ vedere dall’articolo di Angelo Baglioni apparso ieri su Lavoce.info. Questo patto offre a chi oggi paga una rata “pesante” la possibilita’ di pagare rate piu’ “leggere”, ma per piu’ tempo, tanto tempo quanto sara’ necessario per mantenere invariato il valore attuale del mutuo.
Certo, e’ utile per chi ha difficolta’ a pagare la rata del mutuo, ma era una possibilita’ gia’ prevista dal mercato. Anche prima che Tremonti con la sua fiscal suasion ottenesse l’accordo con lAbi, chi voleva rinegoziare un mutuo a tasso e rata variabile con uno a rata fissa (e di importo inferiore) ma scadenza variabile, lo poteva gia’ fare. Da anni ci sono banche che offrono questa possibilita’ ai clienti, e se la propria banca non lo offre si cambia banca, visto che il mercato non e’ proprio il massimo della liberta’ per i clienti, ci viene in aiuto il decreto Bersani.
Come se non bastasse, da una simulazione fatta dal Sole 24 ORE risulta che “la convenienza della convenzione Abi-Governo sulla rinegoziazione dei mutui e’ un puro effetto ottico“.
Le uniche spiegazioni possibili sono, o che il Ministro non fosse a conoscenza dell’esistenza di questa possibilita’, o volesse presentare questo accordo come un suo personale successo. Ma e’ un fatto pericoloso, l’intervento dello Stato su questioni private e’ sempre da utilizzare con parsimonia e con attenzione, ha effetti che vanno al di la di quelli che si pensa possa portare, e che possono modificare le aspettative e i comportamenti dei cittadini, nel caso specifico puo’ abbassare la percezione del rischio, sia alle banche sia ai cittadini. Tanto interviene lo Stato!


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3 commenti in tutto ↓
1 Italiani, povera gente - Last K’s Voice // 29 mag 2008 alle 13:59
[...] 13 per cento delle famiglie italiane e’ gravato dagli oneri di un mutuo per l’abitazione di proprieta’ (erano il 12 per cento nel 2004) e paga una rata [...]
2 Il Draghi sputafuoco - Last K’s Voice // 2 giu 2008 alle 07:35
[...] e trasparenza. Il Governatore esorta cautela guardando all’accordo fra Abi e Governo sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile: “La ristrutturazione del debito puo’ arrecare sollievo alle famiglie [...]
3 I rischi della Robin Hood Tax - Last K’s Voice // 5 giu 2008 alle 07:34
[...] prendere decisioni che magari possono disturbare i petrolieri. Un po’ come con l’accordo preso con l’Abi, anziche’ puntare ad una piena portabilita’ e a un superamento del massimo [...]
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