Le dichiarazioni di Tremonti che minacciava banche e istituti finanziari di colpirle fiscalmente ha avuto un effetto di moral suasion, cosi’ si e’ raggiunto un importante risultato sui mutui a tasso variabile, un risultato che per le famiglie italiane potrebbe essere economicamente piu’ rilevante di Ici e straordinari.
La minaccia di colpire fiscalmente le banche ha consentito di arrivare a questo accordo, introdurre la possibilita’ di pagare le restanti rate dei mutui a tasso variabile al tasso medio del 2006, con rate quindi sensibilmente piu’ basse e trasformandolo in un tasso fisso.
Le banche hanno infatti scaricato sui clienti i danni della crisi finanziaria scatenata dai mutui subrime, arrivando ad un aumento del tasso Euribor di mezzo punto percentuale rispetto ad un anno fa. Con questo accordo tra Abi e Governo sara’ possibile rinegoziare i tassi variabili ai livelli del 2006, con un importante risparmio per le famiglie che avevano acceso un mutuo a tasso variabile e che avevano visto in questi ultimi anni crescere il tasso. Mentre l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, con tutti i loro limiti, porterebbero un risparmio medio annuo per famiglia di circa 450 euro, l’accordo sulla rinegoziazione dei tassi dei mutui potrebbe portare risparmi di gran lunga superiori con un risparmio medio per famiglia di circa 850 euro l’anno.
La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall’atto di rinegoziazione e’ addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso Irs a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento (dunque tasso fisso).
Entro il 31 Dicembre 2008 quindi chi aveva acceso un mutuo a tasso variabile prima del 2007 potra’ chiedere alla propria banca di modificare il tasso, come previsto nell’accordo, al tasso medio del 2006. Se alla scadenza i tassi saranno mediamente saliti (o non sufficientemente diminuiti) verra’ estesa la durata del mutuo fino a coprire la differenza, se invece saranno scesi in misura superiore al beneficio gia’ acquisito con il passaggio alla rata fissa, ci sara’ la restituzione della differenza al cliente (questo e’ un risultato importante) attraverso il ritorno a una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario. Ora resta da capire se l’operazione non si traduca in un risultato nullo per le famiglie e quante banche saranno disposte a onorare l’impegno dell’Abi. Comunque sia si tratta di un’operazione che va incontro alle difficolta’ di molte famiglie (circa 1 milione e 250mila secondo l’Abi).
Sarebbe stato meglio puntare a far rispettare quanto previsto nelle “lenzuolate” di Bersani, lasciando al cittadino piu’ possibilita’ di scelta. Questo accordo rischia di incentivare i cittadini verso una scelta sbagliata, infatti il cambiamento non e’ detto sia migliorativo. Si riduce si la rata del mutuo, ma il numero delle rate aumentera’ quasi certamente visto che i tassi difficilmente scenderanno, sarebbe stato di gran lunga preferibile utilizzare la moral suasion per far si che venisse consentita la portabilita’ dei mutui.


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1 commento in tutto ↓
1 La novita’ che c’era gia’ - Last K’s Voice // 28 mag 2008 alle 07:35
[...] ministro Tremonti ha pensato bene di farsi amiche queste persone e presenta cosi’ l’accordo con l’Abi sui mutui, previsto dal decreto legge fiscale che andra’ in Gazzetta Ufficiale tra oggi e domani: [...]
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