L’Eni ha concluso un accordo per l’estrazione di petrolio in Congo, in cambio ci sono importanti aiuti al poverissimo Paese africano, sia in termini energetici ed economici, sia in termini sanitari ed alimentari.
L’accordo firmato dall’Eni con il Governo della Repubblica del Congo segue un altro importante accordo firmato dall’Eni col Venezuela.
In Congo l’Eni sfruttera’ gli oli non convenzionali in sabbie bituminose sia a Tchikatanga sia a Tchikatanga-Makola per un totale di 1790 kmq. Inizialmente si operera’ in una zona di 100 kmq in cui si stimano riserve di 0,5-2,5 miliardi di barili (7 miliardi sono le attuali riserve del gruppo italiano). Quando l’attivita’ estrattiva sara’ a regime, si prevede dal 2014, sara’ di 40mila barili al giorno, per un investimento di un miliardo. La difficolta’ di estrazione da questi giacimenti porta a dei costi alti, ma nella situazione attuale con i prezzi saliti a livelli altissimi, diventa conveniente l’estrazione anche in queste zone.
La particolarita’ di questo accordo e’ spiegata dall’Eni:
Eni
“Il modello Eni integra al business tradizionale dell’esplorazione e produzione di idrocarburi attivita’ di sostenibilita’ nel territorio e importanti iniziative nel settore degli oli non convenzionali e delle energie rinnovabili”.
Tra il 2008 e il 2011 l’Eni investira’ 3 miliardi di dollari nel Congo per una produzione equity pari a 150 milioni di barili di olio equivalente. L’accordo sul progetto Food Plus Biodiesel stabilisce una collaborazione per l’utilizzazione degli oli vegetali, provenienti da coltivazioni di palme su circa 70 mila ettari oggi non coltivati nella regione Niari, nel Nord-ovest del paese, dai quali si attendono 340 mila tonnellate per anno di olio grezzo sufficiente per coprire il fabbisogno alimentare interno e produrre 250.000 tonnellate per anno di biodiesel.
Questo progetto richiedera’ l’impiego di circa 10mila persone e la costituzione di un Consorzio che collaborera’ con i grandi organismi internazionali, lo scopo e’ realizzare uno sviluppo della produzione agricola e delle comunita’ locali, garantendo la tutela ambientale e la biodiversita’. La produzione di olio vegetale grezzo non utilizzata per il consumo alimentare, potra’ essere destinata alla produzione di Biodiesel. Allo scopo sara’ da valutare la fattibilita’ di una bio-raffineria in Congo.
Sempre in vista di uno sviluppo energetico del Paese africano, e’ previsto nei termini dell’accordo la costruzione di una nuova centrale elettrica da 450 Megawatt, centrale capace entro il 2009 di coprire l’80 per cento del fabbisogno del Paese attraverso la produzione di energia elettrica dal gas. La proprieta’ di questa centrale sara’ di una nuova societa’, divisa in due quote di partecipazione, il 20 per cento sara’ dell’Eni Congo e l’80 per cento della Repubblica del Congo.
Infine si prevede la realizzazione di importanti programmi di vaccinazione su oltre 200 mila bambini (circa il 30 per cento della popolazione infantile del Paese africano) con l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle principali patologie infantili. E’ inoltre previsto un potenziamento delle strutture sanitarie nelle zone rurali del Paese anche migliorando il livello di preparazione del personale sanitario locale.
Le iniziative di solidarieta’ sociale volte al miglioramento dell’assistenza sanitaria all’infanzia nelle zone rurali del Congo sono figlie di un accordo firmato tra Eni Foundation e il ministero congolese della Sanita’, degli Affari Sociali e della Famiglia e con l’Ong locale Fondation Congo Assistance nel 2007. Si prevede un investimento di ulteriori 8,5 milioni di euro per il completamento dell’iniziativa.
- Giornalettismo #29 - 22/12/2008



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